HomeAttualitàIL COMMOVENTE SIGNIFICATO DI UN'ANTICA BALLATA UCRAINA

IL COMMOVENTE SIGNIFICATO DI UN’ANTICA BALLATA UCRAINA

Ho una predilezione per i semplici che stimo moltissimo, perché li ritengo più vicini alla verità della vita di quanto non lo siano i dotti. Tra i semplici e la vita infatti non vi sono sovrastrutture intellettuali, orpelli di complicate elucubrazioni né ipotesi fantasiose per quanto interessanti. Agli occhi dei semplici la vita è nuda cioè vera, proprio così com’è, nel bene e nel male. I semplici sanno accettarla quasi con serenità, s’affidano al suo fluire, sanno andare al nocciolo delle questioni. Per quanto io sia affascinata dalle più ardite possibilità del pensiero e incantata dagli affabulatori riconosco nei semplici una poesia naturale, il loro contatto, seppure inconsapevole, con le origini e il senso del Tutto. Ne ho avuto ulteriore conferma stamattina quando la radio ha inaspettatamente trasmesso una ballata che si pensava di origine irlandese e veniva cantata anche da Joan Baez ai tempi della contestazione.

Si è invece scoperto essere un’antica ballata Ucraina.

Antica, ma più attuale che mai.
È una lucida, struggente, constatazione, agghiacciante nella sua semplicità. Una riflessione sulla guerra, dolorosa verità applicabile a un qualunque conflitto che deturpa il mondo, ferisce la nostra umanità, smentisce la nostra civiltà, azzera i nostri valori. È sulla pelle dei semplici che si giocano le guerre, sono i loro corpi ad essere straziati, sono le loro vite ad essere cancellate. Per questo sono loro a conoscere davvero la guerra, molto più dei politici e dei generali. Capaci di svilupparsi, cioè di produrre di più, costruire di più, arricchirsi di più, consumare di più, gli essere umani non si dimostrano però capaci di progredire davvero cioè di migliorare se stessi. Così si continua ad uccidere nella stupida illusione di far cambiare idea e imporre la propria volontà. Le vittorie ottenute con la violenza sono sempre temporanee e per chi muore non ci sarà libertà né alcun altro valore anzi, molti moriranno da assassini senza aver voluto uccidere. So di far inorridire molti e di rasentare la bestemmia, ma credo che nessun valore valga il valore di una vita anche perché mentre si pensa di difendere i valori per qualcuno si impedisce di goderne a chi viene sacrificato. In questo terzo millennio, se veramente ci fossimo evoluti, sapremmo trovare ben altre soluzioni al posto di morte e distruzione.
Tanto si potrebbe dire, ma mi limito a sintetizzare come posso quest’antica ballata ucraina così limpida e scarna, così esatta e poetica che sembra rendere lieve il dolore per farne un canto come preghiera. Col suo linguaggio semplice, essenziale, esprime con pudore il dolore di sempre per i morti in guerra.
La ballata è punteggiata dalla frase <Non hanno ancora capito?>.

DOVE SONO FINITI TUTTI I FIORI?

Dove sono finiti tuttii fiori?
Li han presi le ragazze.
E dove sono le ragazze?
Sono andate dai ragazzi.
E dove sono tutti i i ragazzi?
Sono andati soldati..
E dove sono finiti i soldati?
Son finiti nelle Tombe.
E dove sono pe tombe?
Sonomdiventate fiori.

Bruna Milani

ARTICOLI CONSIGLIATI

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli Recenti

Ultimi Commenti