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“I pugni in tasca” resturato sabato 28 al Cinema Corso. Sarà presente Marco Bellocchio

Sabato 28 Marzo alle ore 21:00, il Cinema Corso di Piacenza ospiterà un grande evento: il ritorno in sala (in versione restaurata e integrata di una scena censurata) de “I pugni in tasca”, l’esordio cinematografico di Marco Bellocchio, che ha segnato la storia del cinema e che oggi – ancora totalmente attuale – celebra i suoi 60 anni.

Ospite d’eccezione della serata il regista Marco Bellocchio, presentato da Michele Guerra, Professore Ordinario di cinema presso l’Università degli Studi di Parma, per un’introduzione speciale al film.

L’opera, in versione integrata di una scena, è stata restaurata in 4K dalla Cineteca di Bologna grazie al contributo di Giorgio Armani. Il restauro riporta l’opera nella sua versione integrale, reintegrando la sequenza del bacio tra fratello e sorella, censurata nel 1965, scena che accentua ulteriormente la carica provocatoria del film.

“I Pugni in tasca” divenne punto di riferimento per un’intera generazione di registi a livello mondiale: il suo spirito sovversivo mescola infatti interiorità e realtà, tra ribellione autodistruttiva ai soffocamenti familiari e un desiderio cieco di emancipazione, diventando pura espressione personale senza autoindulgenza e letteralmente urlando un disagio che sullo schermo non si era mai visto rappresentato.

A marcare ulteriormente l’identità del film contribuisce la colonna sonora di Ennio Morricone.

Bellocchio realizzò a 25 anni un film totalmente libero di essere ciò che voleva, la cui energia espressiva continua ad essere un faro per tutti coloro che cercano nel cinema, e non solo, un modo di esprimersi che sia al contempo intimo e spettacolare.

 

 

I biglietti sono disponibili alla cassa del cinema in orario di apertura.

 

 

 

L’uscita del film è una co-distribuzione di Cat People e Cinematocco (associazione under 35 di Parma specializzata in cinema a target giovanile) realizzata grazie alla disponibilità di Kavac Film.

 

Sinossi

Tra gli Appennini piacentini, in una famiglia isolata e fragile, Alessandro (Lou Castel), giovane epilettico soffocato dall’ambiente domestico, sviluppa un piano estremo per liberarsi della madre cieca (Liliana Gerace) e dei fratelli (Paola Pitagora, Pier Luigi Troglio), che percepisce come un ostacolo a una realizzazione di sé che non sa bene neanche lui cosa sia. La sua ribellione, più autodistruttiva che liberatoria, trascina la famiglia e se stesso in una fine che non può essere che tragica.

 

Marco Bellocchio sul film

«Volevo raccontare una storia molto personale, nella quale potessi riconoscermi. Pensai a un tema che aveva attraversato la mia adolescenza, quell’aspetto infelice della vita di famiglia in cui alcuni, soprattutto mio fratello Paolo, distruggevano ogni possibilità di gioia, obbligandomi a nascondermi. In partenza c’era il protagonista, che vuole restare in famiglia e dominarla eliminando i fratelli ‘imperfetti’ o improduttivi. Poi ho costruito gli altri personaggi, in particolare la madre. Alcune cose venivano dalla mia famiglia, altre erano frutto di fantasia. Ho attinto anche alla mia cultura, un po’ al surrealismo, un po’ alla letteratura, un po’ a quel che era diventata la mia vita. La storia è nata così. Sapevo anche di dover realizzare un film piuttosto intimo, perché i soldi erano pochi. Quindi il grosso del film andava girato all’interno di una casa. Si partì in modo tradizionale, proponendo il progetto a piccoli produttori e distributori, ma nessuno ne voleva sapere. Uno di loro era abbastanza ricco e si fece avanti come coproduttore, ma all’ultimo momento si ritirò. In autunno, Enzo Doria e io capimmo di non avere i soldi. Per le riprese avevamo preventivato venti milioni di lire. Andai da mio fratello: la sceneggiatura non gli piaceva, ma mi lasciò una parte del nostro patrimonio e ottenne un prestito bancario. Così mi ritrovai a essere di fatto produttore del film, con Doria come produttore esecutivo. Non era un grosso budget, anche se oggi si realizzano opere prime con ancor meno».

(Dall’intervista di Michel Ciment a Marco Bellocchio)

I pugni in tasca

Nazionalità: Italia
Anno: 1965
Durata: 110 minuti
Versione: italiana
Colore/BN: Bianco & Nero
Genere: Grottesco
Film per Tutti (Visto n° 110015 del 31.08.2015)
Regia: Marco Bellocchio
Sceneggiatura: Marco Bellocchio
Montaggio: Aurelio Mangiarotti (Silvano Agosti)
Musiche: Ennio Morricone
Scenografie: Gisella Longo
Cast: Lou Castel, Paola Pitagora, Marino Masè, Liliana Gerace

 

 

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