C’é anche la proposta di epigrafe GIARDINO DELLA LIBERTA’ per lo spazio verde di via Santa Franca, tra le iniziative dell’Associazione dei Liberali Piacentini “Luigi Einaudi” per i trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino. Una settimana di eventi quotidiani a partire da martedì 5 novembre

Il Giorno della Libertà, istituito in modo ufficiale dalle legge n°61 del 15 aprile 2005, verrà dunque celebrato anche a Piacenza con cerimonie commemorative e con diversi momenti di approfondimento rivolti anche alle scuole. Per l’Associazione Liberali piacentini, come rimarcato da Corrado Sforza Fogliani in conferenza stampa, prosegue dunque l’impegno per l’OPERAZIONE VERITA’, per non dimenticare i delitti che, al pari o in misura addirittura maggiore rispetto a quelli del nazionalsocialismo, furono causati dalla dittatura comunista. Pagine di storia troppo a lungo dimenticate o raccontate in modo non sempre fedele, anche a scuola. Entrambe le dittature di cui si parla sono da condannare, certo, ma anche da restituire con dati storici oggettivi e veritieri. Lo scopo dei viaggi organizzati dai Liberali Piacentini e della documentazione poi condivisa a Piacenza con mostre e testimonianze anche dirette, serve a contribuire a questo scopo di sensibilizzazione

Quanto al concetto di muro oggi usato spesso come simbolo di mancata libertà-ha rimarcato Sforza- é necessario ricordare la differenza tra il Muro di Berlino che impediva di uscire, che chiudeva dentro, e quelli che impediscono, invece, oggi, di entrare in alcuni Paesi, o che comunque puntano a regolare flussi migratori ed ingressi. Due cose ben diverse

La Giornata della Libertà a Piacenza é stata diffusa con la massima collaborazione da parte del Prefetto che ha diramato una circolare a tutti i Comuni. A parte il Comune Capoluogo, che dallo scorso anno per la prima volta celebra questa Giornata in modo ufficiale, sono pochi quelli della provincia che hanno aderito. L’Associazione Liberali, intanto, ha già individuato in Berlino, la meta del prossimo viaggio, nel 2020, alla scoperta, tra gli altri, del Memoriale e centro di documentazione del Muro e del Museo Haus am Checkpoint Charlie, che più di altri restituisce atmosfera e clima della guerra fredda e dei suoi effetti.

IL PROGRAMMA L’associazione del Liberali Piacentini ha programmato dal 4 al 9 novembre una settimana di eventi celebrativi volti a diffondere la conoscenza dei valori di libertà e i crimini commessi dalle dittature del nazionalsocialismo e del comunismo. Il reportage fotografico sui “Campi sovietici nei Baltici e nei paesi dell’Eurasia”, presentato in anteprima il 25 ottobre, con la testimonianza di chi ha partecipato al recente viaggio organizzato dall’Associazione Liberali, sarà al centro di una mostra inaugurata martedì 5 novembre alle 18 e visitabile fino alle 18 di sabato 9 novembre, presso la sede dell’Associazione Liberali in via Cittadella, 39 a Piacenza con il titolo “Mostra sui lager nazionalsocialisti e sui gulag sovietici”.
INIZIATIVA MONUMENTO “GIORNO DELLA LIBERTA” sarà inoltrata al Comune di Piacenza la proposta di erigere una Stele commemorativa e la intitolazione al Giorno della Libertà nel Giardino comunale di via Santa Franca, in analogia a quanto già fatto per il Gairdino della Memoria sullo Stradone Farnese.
IL RICORDO DEL PARTIGIANO BISAGNO
Non mancherà nemmeno una pagina dedicata alla Resistenza, con l’omaggio al partigiano Bisagno (Aldo Gastaldi) Medaglia d’oro al valor militare, per il quale é stata avviata la causa di Beatificazione. A lui sarà dedicata la proiezione di un documentario di Marco Gandolfo proposto mercoledì 6 novembre presso la sede dei Liberali.


I VIDEO PROPOSTI TRA GLI EVENTI Un video racconterà anche “La verità negata su Chernobyl” giovedì 7 novembre alle 18, sempre in sede, mentre venerdì ancora alle 18.00 e ancora in via Cittadella, 39 sarà la volta del documentario “I naufraghi di Kerch” scritto e diretto da Stefano Conca Bonizzoni.
“LA LIBERTA’ DIETRO IL MURO” Infine sabato 9 novembre alle 21.00, presso la sede degli Amici dell’Arte, sarà l’opera teatrale di Massimiliano Finazzer Flory a raccontare le testimonianze, le lettere e le parole di chi c’era e di chi ha creduto possibile la fine del muro di Berlino.



