Una caserma e un ex monastero, il rigore e la concretezza dell’ambiente militare, ma anche l’eleganza e la spiritualità di un chiostro che ancora racconta i segni della storia. E’ uno scorcio affascinante quello proposto quest’anno a Piacenza in occasione delle Giornate FAI di Primavera. In città, la possibilità di visitare bene artistico custodito, blindato, all’interno di una Caserma e per questo decisamente non facile da ammirare.
Lunghe code in Piazza Casali fuori dalla Caserma Nicolai. La 34ª edizione delle “Giornate FAI di Primavera é un successo anche a Piacenza, con 1500 accessi, come confermato dal Capo Delegazione arch.Letizia Anelli. Sabato 21 e domenica 22 marzo aperture straordinarie nel solco di quanto avviato dal FAI nel 1993. Un’iniziativa che ogni anno offre a centinaia di migliaia di italiani – nel primo fine settimana di primavera – di riappropriarsi del patrimonio culturale e paesaggistico delle città e dei territori in cui vivono.



A Piacenza porte aperte all’ex monastero di San Sisto, che oggi ospita la Caserma Nicolai del 2° reggimento Genio Pontieri, e al suo incantevole chiostro, recentemente restaurato.
A San Giorgio Piacentino visite al castello, alla chiesa e alla rocca.
A Pianello Val Tidone un percorso guidato dall’Oratorio della Madonna Addolorata di Case Gazzoli alla storia della Val Chiarone.

Non solo arte per la Caserma intitolata al Ten. Filippo Nicolai e ancora sede del 2° Reggimento Pontieri dal 1883. Una presenza che é entrata nella storia piacentina e che rimane anche oggi un riferimento importante.
Le giornate di apertura organizzate dal FAI hanno avuto anche un momento ufficiale, con una breve cerimonia dedicata agli ex militari del Reggimento, oggi guidato dal Colonnello Daniele Paradiso, con l’alzabandiera e l’omaggio ai caduti. La visita é stata anche l’occasione per scoprire qualcosa di più circa le tante e importanti attività che svolgono i militari del Genio Pontieri, non solo a Piacenza, ma anche in tutta Italia e soprattutto in ambito internazionale.

Una breve pausa alle visite guidate che sono poi proseguite alla scoperta del complesso monastico sede del Reggimento. Voluto dall’Imperatrice Angilberga alla fine del IX secolo, poi riedificato in chiave rinascimentale, il monastero, dopo le soppressioni napoleoniche dal XIX secolo, divenne una guarnigione militare. Questa sede militare, normalmente inaccessibile, ha aperto le porte eccezionalmente per le Giornate di Primavera di FAI. Un’iniziativa resa possibile anche grazie ai tanti volontari, molti giovanissimi, che hanno accompagnato i visitatori alla scoperta del chiostro, della sua storia e dei segni di un importante restauro che lo ha restituito allo splendore originale.



