Senza esito, ancora le indagini per l’omicidio della 29enne piacentina. A quasi un anno dalla sua morte, il giorno di Natale del 2014 a Jericoacoara, a 300 Km da Fortaleza in Brasile, il ricordo della mamma di Gaia, Valentina Carraro, è quello che si lega alla gioia che Gaia trasmetteva. Una gaiezza, appunto, che ancora oggi resta in quanti l’hanno conosciuta.
“Volete ricordare Gaia?- propone Valentina_ fatelo con gioia e con un gesto difficile :abbracciate una persona che vi è antipatica, qualcuno a cui non fareste mai un sorriso”
Non ci saranno eventi particolari, insomma, nel giorno del primo anniversario. Probabilmente una celebrazione religiosa- mi dice Valentina- ma il ricordo è tutti i giorni, ovviamente, ed è intimo, intenso, come merita un legame così intenso spezzato in modo così.
Quanto alle indagini, la madre di Gaia accenna, senza entrare nei dettagli, ad una nuova pista seguita dagli inquirenti. Nuovi filmati, forse, nuovi esami, ma per ora nessun risultato. La morte di Gaia resta un giallo non risolto; un delitto a cui Valentina Carraro ha dato una sua lettura, non ancora confermata. Solo una sensazione che aspetta riscontri. Certo, ricorda proprio lei, più passa il tempo più si fanno esili le possibilità di individuare un colpevole, di risalire al perché e al come.
Gaia era solare, bella, piena di vita. Basta guardare questi pochi scatti per immaginare come poteva essere, quanta energia poteva trasmettere a chi aveva intorno.
“Gaia è con me ogni giorno- mi dice ancora Valentina-e tra gli insegnamenti che mi restano da questa vicenda c’è, in primo piano, quello per cui ognuno, sempre, è responsabile di tutto ciò che gli accade nella vita, incluso-conclude- un lutto di questa portata”.





