HomeCultura ANCHE SGARBI PER LA MOSTRA DI BIFFI DEDICATA A LIGABUE

[FOTO] ANCHE SGARBI PER LA MOSTRA DI BIFFI DEDICATA A LIGABUE

All’inaugurazione anche Vittorio Sgarbi che ha partecipato alla presentazione di Marzio Dall’Acqua. L’esposizione é stata curata da Augusto Agosta Tota, presidente della Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma, e resterà visitabile dal 15 febbraio al 28 aprile presso la Galleria Biffi Arte.

“Il percorso è stato lungo, all’inizio accidentato, mentre la meta si veniva sempre più spostando. Dal 2017 gli impegni ed i progetti del Centro Studi sono stati fatti propri dalla Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma, che ne continua totalmente l’azione e che ha dato loro, se possibile, ancora più forza e maggior impulso, certamente maggiore autorevolezza. Tanti decenni di impegno hanno portato a far conoscere la vita e l’opera di Antonio Ligabue sul piano internazionale come artista completo di altissimo livello creativo, con uno stile personalissimo, affascinante ed attuale. Qual è dunque la novità di questa mostra piacentina? È la prima che la Fondazione concepisce osservando anche un profilo antologico, in una galleria privata, per cui, se da una parte la Fondazione in pieno svolge la sua funzione culturale estranea a qualsiasi compromesso commerciale, che ne snaturerebbe le finalità, nel contempo permette ai collezionisti, ai proprietari delle opere, agli operatori culturali, mercanti d’arte, investitori, se lo vogliono, di confrontarsi realmente con il mercato, come è specifico di una struttura privata qual è la galleria, oltre ed al di là delle indicazioni, spesso fuorvianti, dei risultati raggiunti dalle opere dell’artista in alcune aste. Ormai, siamo convinti, io ed i miei collaboratori, che Ligabue sia un artista di così alto profilo che, anche se continueremo, come Fondazione, ad esporne le opere in strutture pubbliche, perché entri pienamente nel mondo artistico si debba consolidarne anche il mercato dando libero accesso alle quotazioni delle opere il cui valore, come per altri grandi artisti quotati, dipenderà dalla qualità pittorica, dal periodo di esecuzione, dalla dimensione e dal soggetto. Può accadere ci siano notevoli sbalzi, Ligabue stesso aveva coscienza di quali sue opere avessero valore e quali no. Spesso, per clienti che gli commissionavano i quadri, istintivamente produceva opere di minore interesse artistico. Naturalmente il nostro obiettivo presuppone una scelta qualitativa ed iconografica di qualità ed una condizione espositiva che permetta il godimento delle opere, capolavori e non, con il massimo livello di attenzione e di piacere: il che ci sembra di aver ottenuto con questa esposizione in un ambiente così qualificato come la Biffi Arte di Piacenza. Vengono presentate 82 opere – 59 dipinti e 23 sculture in bronzo , un esemplare excursus su tutti i tre principali periodi in cui è stata suddivisa la produzione artistica di Ligabue: dagli animali domestici del primo periodo (Pascolo montano, olio su compensato, cm 56×69) alle tigri dalle fauci spalancate, (Testa di tigre, olio su faesite, cm 66,4×57,4) i felini in attacco (Vedova nera, olio su faesite, cm 102×134; Leopardo che sbrana una scimmia, olio su faesite, cm 110×124), i serpenti, i rapaci che ghermiscono la preda o lottano per la sopravvivenza (Volpe con rapace, olio su tela, cm 120×150) del secondo e terzo periodo: una vera e propria giungla che l’artista immagina con allucinata fantasia fra i boschi del Po. E’ particolarmente negli autoritratti (Autoritratto con sciarpa rossa, olio su faesite, cm 45×35; Autoritratto con mosca, olio su tela, cm 70×50) che Ligabue dipinge il proprio dolore esistenziale, gridandolo con l’urgenza di una sensibilità intensa e ferina. Anche l’attività plastica è presente con un nucleo di intense sculture tirate in bronzo dagli originali in terracotta o dall’unico in cera d’api come il Cavallo in amore. Generalmente Ligabue utilizzava l’argilla del suo amato Po che masticava a lungo per renderla duttile e realizzare straordinari gruppi di felini, come Animali in lotta e Leone e leonessa; numerosi cavalli e animali domestici. Un’altra motivazione per questa mostra è il fatto che in collaborazione con Marzio Dall’Acqua, sto schedando l’opera grafica di Ligabue (disegni, pastelli, incisioni) e le sculture. Questa esposizione ha lo scopo di richiamare l’attenzione su Ligabue scultore, poiché si sta concludendo la fase di raccolta della documentazione e del rapporto con i proprietari di questo tipo di opere e di grafica. Questa catalogazione segue l’edizione TUTTO LIGABUE. Catalogo Ragionato dei Dipinti pubblicata nel 2005 da Augusto Agosta Tota Editore, in due tomi, che, completando un lungo percorso, ha permesso di documentare circa 900 quadri su una produzione stimata in 1050/1100 dipinti. L’editrice Electa ha stampato nel 2002 Antonio Ligabue. Catalogo generale dei dipinti, con 699 opere. Le opere riportate in entrambi i cataloghi generali sono state espertizzate Prof. Sergio Negri, così come le opere di grafica e scultura che saranno inserite nel catalogo generale di prossima pubblicazione.”

Augusto Agosta Tota

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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