L’ha detto e l’ha fatto. Il Laboratorio popolare della Cultura e dell’Arte ha concretamente fatto luce su Piazza Cittadella. Simbolicamente, certo, ma i faretti a luce solare, installati ieri sera, che si accendono al passaggio della gente, non solo rallegrano ma danno un po’ di sicurezza perché aiutano a vedere dove si mettono i piedi. Per poter camminare nel giardino di Piazza Cittadella bisogna infatti districarsi fra sampietrini divelti, bottiglie, rifiuti, con rischio non solo di cadere ma anche di farsi male.

Ieri sera l’evento “FIAT LUX” è stato un successo e uno schiaffo morale a chi limitandosi a togliere le panchine pensava di risolvere il problema del degrado. L’installazione dei faretti non ha la pretesa di risolvere il problema del buio fitto che nasconde piazza e giardino, è ovvio che ce ne vorrebbero di più e di più potenti, ma l’iniziativa ha dimostrato ancora una volta che, anche con poco, volendo, si può almeno migliorare. Si è iniziato con la proiezione del video “Operazione dignità ” riguardante l’imbiancatura, avvenuta 18 mesi fa, della Ex Stazione delle Corriere. Mentre il video scorreva un componente del Laboratorio cancellava simboli nazifascisti sul muro della stessa. Seguivano i “portatori di luce” che apponevano i faretti poi i “portatori di parole”. Adriano Corsi ha letto una approfondita riflessione sui tentennamenti nebulosi del Comune in merito al progetto del parcheggio interrato. Gli han fatto seguito le parole brevi, ma incisive e accorate di Maura Cesena che ha smentito il presunto degrado in cui, a detta del Comune, verserebbe il quartiere Infrangibile, e ha espresso un forte dissenso verso la recinzione del giardino del suo quartiere dopo la recinzione del parco giochi e quella dell’area per cani (l’unica questa che pare accettata). “Se c’è gente in giardino chi esce di sera con o senza cane si sente meno solo, più sicuro”. Concetto ribadito da Alessandro presente anche a nome della moglie, la nota cantante Milena Massarini, entrambi contrari alla recinzione del giardino del loro quartiere perché: “Imprigiona anche la Biblioteca di Strada luogo di incontri, eventi e scambi culturali, dove viene proposta e sperimentata una nuova socialità”. La recinzione dei giardini dell’Infrangibile viene spacciata dal Comune come compensazione di qualche danno o disagio. “Sarebbe stato meglio che ci avessero sistemato i marciapiedi che sono pieni di buche”. Cosa si voleva compensare lo ha spiegato bene Giuseppe Castelnuovo di Legambiente dicendo che sarebbe una sorta di risarcimento per la solita mega costruzione sull’ex Area Tabacchi. Marco Natali ha detto: “Altro che degradato, l’Infrangibile è un quartiere molto ambito!” Tutti i presenti volevano difendere il verde pubblico accessibile e fruibile, esprimevano contrarietà ad ulteriori costruzioni e cementificazioni, dimostravano che migliorare situazioni è possibilissimo. Se ci sono riusciti semplici cittadini perché la Pubblica Amministrazione no? Mancanza di volontà? Incapacità? O che altro? L’evento è finito con uno squarcio di speranza nelle parole conclusive di Adriano Corsi che, come in un sogno meraviglioso, ha ipotizzato gli omini grigi che spariscono coi loro rendering, i loro bonifici, le loro scartoffie e la gente, dapprima incredula, che poi affolla Piazza Cittadella, porta fiori e cibo, circonda gli alberi e si tiene per mano. Utopia? Non è detto, perché sono parole di mente e di cuore che disegnano lo scopo di tutto l’impegno profuso in tanti anni dai cittadini che non si arrendono. Immaginare l’ex Stazione tornata a splendere, i sedici alberi salvi, i giardini aperti e con le panchine dove si festeggia, anche con musica e abbracci, la vittoria risultato di una lotta fatta tutti insieme, da’ forza e commuove.
Bruna Milani



