Una riflessione di Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, sul Primo Maggio 2020 ?? “FESTA DEL LAVORO”.
“Una frase celebre del grande TOTÒ calza a pennello per definire qualcuna delle tante incongruenze che fanno da contorno a questa ennesima occasione perduta: “Non so leggere ma intuisco…”
Ho letto ieri sul quotidiano l’articolo di prima pagina sulla ‘rabbia’ dei negozianti a rischio chiusure. Le associazioni di categoria del settore stimano infatti un rischio enorme di chiusure esercizi nei prossimi mesi. In effetti questo periodo di transizione verso la ‘fase 2’ si potrebbe definire come una serie di ‘giorni di ordinaria follia’.
La mancanza di chiarezza, e spesso anche di logica, nei decreti ‘Conte’ sta procurando incalcolabili danni al nostro paese. Tralasciando l’ultimo modello di ‘autodichiarazione’ sulle visite ai congiunti, che forse un grande artista avrebbe commentato: “non so leggere ma intuisco”; restano una serie di incongruenze nelle disposizioni emanate che lasciano spazio a conseguenti atti di incomprensibili prevaricazioni, lesivi di libertà democratiche che non possono e non devono essere sottratte oltre per le necessità imposte dall’emergenza sanitaria.
Ne vorrei fare alcuni esempi. Nei lavaggi auto a gettone, con compartimenti singoli protetti da pareti in plexiglass, in alcune città della regione cittadini sono stati multati perché attività non necessaria. Ma se la pulizia e l’igiene degli ambienti è una delle prime raccomandazioni, un cittadino che magari si sia recato in ospedale come operatore sanitario o in visita a qualcuno non avrà necessità di igienizzare anche la propria vettura?
Attività commerciali come l’abbigliamento o altri generi non alimentari, parrucchieri ecc… perché non possono cominciare a lavorare almeno per appuntamento, servendo un numero di persone in relazione alla metratura del negozio e magari con orari flessibili per spalmare l’utenza in un arco maggiore della giornata?
Ripartono gli sport individuali, si può fare footing o giocare a tennis ma con guanti e mascherina. Come si può correre respirando l’anidride carbonica che emettiamo espirando anziché aspirare ossigeno? Stessa cosa nel tennis dove il campo è lungo 23,77 metri. Eppure, per strada, mentre si passa a fianco di altre persone non è obbligatoria la mascherina.
Così oggi si celebra la Festa dei lavoratori, ma come potrà essere una festa per tutti quei lavoratori senza lavoro? Non sarebbe stata l’occasione ideale invece per celebrare la ripartenza delle attività? Sono questi dunque i risultati dell’esercito di tecnici – ancora non si sa quanto pagati -assunti per realizzare fase 2?
L’accorato appello dei commercianti è dunque certamente legittimo, perché il nostro paese appare come una nave che continua a navigare a vista in un mare di bonaccia, e il rischio di finire come il Titanic è purtroppo molto realistico…”



