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FERRAGOSTO DI NIENTE

Ogni anno a Ferragosto il niente trionfa sul poco che rimane. In TV spariscono quei programmi seri o faceti ai quali eravamo abituati. La RAI spesso ricicla programmi vecchi, ma guai a dire che quindi dovrebbe accontentarsi del canone già pagato in passato. Il Governo va in ferie come se la Nazione potesse restare in surplace. Nel quartiere chiude la farmacia , chiude il ristorante, chiudono gli uffici, chiude il parrucchiere, l’ idraulico, l’elettricista e non c’è neppure il parroco.
Ancora troppi cani e gatti, che avevano casa, cibo, coccole, non hanno più niente perché abbandonati da quelli che credono prioritario il loro comodo diritto al divertimento.
Non sanno che “Chi abbandona sarà abbandonato”. Non parliamo poi di anziani e ammalati affidati, quando va bene, ad estranei trovati all’ultimo momento, sconosciuti di cui non si sa nulla eppure anziani e malati si devono fidare e affidare loro la casa e il proprio corpo. La tensione, l’imbarazzo, persino la paura, di questi “abbandonati” a chi interessa? Chi mai ci pensa giunti in quei luoghi di villeggiatura trasformati in luna park o oasi di pace, per starsene appunto in pace senza pensieri? Chi ha la badante deve darle le ferie, obbligatorio, proprio in agosto quando anche i parenti vanno via. Familiari e parenti, ma anche amici, non si consultano certo prima per accordarsi affinché almeno uno di loro a turno rimanga. Figuriamoci!
Anche costoro dimenticano che la ruota gira.
Mi stringe il cuore anche pensare agli anziani portati in luoghi refrigerati per giocare a carte. Forse si divertono davvero, ma riempiono pur sempre un vuoto. Una malinconia, appena più lieve, mi prende ascoltando la musica che viene dal circolo dove anziani ballano. Sicuramente allegri in compagnia, ma pur sempre solo fra loro. Nessun figlio, nessuna nipote che condivida quella semplice pausa lieta per me struggente come un’illusione di felicità.
Fra tante cose vacanti, questo è quel poco, quel niente, che rimane a Ferragosto per chi è solo e non va in vacanza. Non sono chiusi solo tanti negozi e attività, ma anche intelligenze e cuori.
Anni fa era mia ospite un’amica arrivata dall’Est.
A Ferragosto uscì per visitare la città, ma tornò subito spaventatissima. Vedendo tutti i negozi chiusi e nessuno in giro aveva pensato che fosse accaduto qualcosa di grave o un colpo di Stato. In effetti Ferragosto sarebbe il momento ideale per chi ne avesse l’intenzione. Non si capisce come mai non si possa fare le ferie a rotazione anche semplicemente facendo “scivolare” di qualche giorno le partenze soprattutto quando si lavora in gruppo. Il riposo è un diritto, la vacanza è sacrosanta, ma il piacere di qualcuno non può e non deve trasformarsi in abbandono, difficoltà o persino incubo per qualcun altro. Da troppi anni si parla della necessità di fare vacanze intelligenti. Giustissimo. Il problema evidente è che, forse, non ci sono abbastanza persone intelligenti
Bruna Milani

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2 Commenti

  1. Bruna ha centrato, da persona attenta e sensibile un problema annoso. Ad Agosto, vuoi per problemi organizzativi o per consuetudine tantissime aziende preferiscono chiudere e di conseguenza i lavoratori diventano vacanzieri più o meno consenzienti. La nostra società purtroppo è sempre meno “umana” ma dove finiremo?

  2. Da attenta e arguta osservatrice della società ,Bruna Milani ,coglie anche in questa occasione ,un aspetto delle consuetudine italiche .Concentrare ad agosto le ferie di milioni di lavoratori ,lasciando sguarnite le città di quei servizi fondamentali soprattutto per le persone fragili

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