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Falco di Rivalta, settimana corta “Non si trova personale, ma la qualità resta alta”

L’Antica Locanda del Falco di Rivalta NON CHIUDE e al timone, a fianco di Sabrina Piazza, resta saldo Pietro Carlo Pezzati, giovane e bravissimo chef (nella foto li vediamo entrambi) già apprezzato dalla clientela dello storico ristorante piacentino, e non solo.

Una precisazione dovuta, già nell’incipit, per azzerare qualsiasi ipotesi nefasta circa una possibile chiusura di uno dei locali migliori della provincia.

Certo, i problemi non mancano. E sono legati a quel paradosso che sta investendo diversi settori del lavoro; uno su tutti, appunto, la ristorazione.

“Non si trova personale-lamenta quasi incredula Sabrina Piazza-una situazione senza precedenti, a questi livelli, e comune a tutto il comparto non solo in Italia, ma nel mondo. Anche noi quindi, per la prima volta nella storia del Falco, ci troviamo difronte a scelte che non vorremmo fare. A febbraio se ne andranno tre ragazzi che in cucina ricoprivano il ruolo di capo partita; tutti e tre sono orientati a cambiare lavoro. Per ora, non siamo  stati in grado di sostituirli con nuove assunzioni, e non perché non lo vogliamo, ma perché NON E’ ARRIVATO NEANCHE UN CURRICULUM adatto alle richieste, e non sappiamo dove trovare sostituti in grado di svolgere queste mansioni”.

UN MOTIVO SU TUTTI, IL TEMPO E se e’ vero che le retribuzioni non sono sempre adeguate (in generale) e che mancano spesso reali opportunità di crescita (non è il caso del Falco), e’ altrettanto vero che il motivo principale che scoraggia i giovani ad accettare un lavoro nella ristorazione (e nel turismo) è il tempo.

Poco, e di serie B, il tempo che rimane a chi lavora quando gli altri si divertono: nei weekend, nelle giornate di festa, la sera. Un prezzo alto da pagare in termini di vita vissuta pienamente e in un’epoca, segnata dal Covid, nella quale il tempo libero è prezioso, prioritario, più importante, per molti, rispetto al conseguimento di un obiettivo di carriera. Ce lo conferma anche Sabrina Piazza, imprenditrice da sempre attenta a dare spazio e opportunità ai giovani, dunque consapevole delle loro esigenze “I ragazzi che lavorano da noi al Falco sono tutti molto in gamba e capisco le loro esigenze, ma il nostro è mestiere fatto di sacrifici, di rinunce ed è difficile svolgerlo senza che ci sia una passione autentica, che compensi, con la soddisfazione che ti da’ il cliente, gli aspetti negativi che inevitabilmente bisogna affrontare”.

PIU’ CHIUSURE, MA LA QUALITA’ NON SI TOCCA Che fare dunque per arginare questa emorragia di personale?? Quale sarà il piano B nel caso non si riesca a trovare nuovo personale in tempi brevi?

“Oltre al lunedì e al martedì, chiuderemo anche la domenica sera e il mercoledì a pranzo- spiega amareggiata Sabrina Piazza- Spero che, a fronte di questa disponibilità, per andare incontro a esigenze legittime di recupero e riposo, la mia squadra sarà pronta a lavorare negli altri giorni garantendo la qualità di sempre e anche di più. Devo dire- precisa- che ho già avuto massima disponibilità da parte di tutti per mettersi in gioco anche oltre il proprio ruolo, se serve.

Spero di farcela-si augura Sabrina-i costi fissi ci sono, e non possiamo permetterci di accorciare ulteriormente la settimana. Se poi penso che si avvicina la stagione primaverile/estiva che per noi è sempre di grande lavoro…direi che è fondamentale trovare una soluzione efficace” Rimboccarsi le maniche dunque, senza rinunciare alla qualità di ciò che si porta in tavola e alla voglia di novità che caratterizza non solo Sabrina, ma anche il suo chef Pietro Pezzati, innovatore coraggioso e originale, rispettoso di una tradizione che ha fatto grande anche la cucina piacentina (e il Falco) e che proprio dai cambiamenti attinge linfa di longevità.

Sabrina Piazza e lo chef Pietro Carlo Pezzati

IL FALCO CONTINUA A “VOLARE” Sabrina non abbiamo detto niente di nuovo- le dico in chiusura-Che manca personale nella ristorazione lo sentiamo ripetere ogni giorno. Ma gli esempi concreti come il tuo, possono lasciare un messaggio che serve, soprattutto ai ragazzi, per riflettere e ripensare a questa professione. “ La cucina è passione, cura, accoglienza- spiega Sabrina Piazza- Il cliente non viene solo alla ricerca di gusto e sapori, ma chiede altro.” Colori, tessuti, arredi, foto, segni di vita, sguardi, sensazioni. E tempo. Siamo partite da qui e chiudiamo così. Con il valore del tempo.

Il tempo che ci vuole per preparare, cucinare, impiattare, servire. Il tempo che questa Locanda si porta appresso con tanti anni di storia. Il tempo dedicato a spiegare il valore di ogni piatto, anche quando si è stanchi e di voglia non ce ne é più.

“E’ un lavoro di squadra, di sostegno reciproco, di aiuto evitando frizioni, protagonismi, scontri di personalità, che anche in cucina non mancano. Questo deve essere lo spirito giusto, lo dico sempre ai ragazzi del mio staff e mi sento di ricordarlo a chiunque voglia scommettere su questa professione. Questo è quello che ho imparato dalla mia famiglia, da tanti anni nella ristorazione, con l’orgoglio di aver costruito e mantenuto in vita una realtà solida, sana, oggi ancora riferimento importante per tutto il settore piacentino.”

Un bel biglietto da visita di cui Sabrina è consapevole. Lo dice guardando l’ultimo video che Reporter Gourmet Italia ha dedicato alla Locanda del Falco recentemente su Instagram; lo dice mentre mi ricorda che anche domenica scorsa il ristorante era pieno, e in tanti al Falco arrivavano da altre province (non solo la Ferragni); lo dice, senza spocchia, attribuendo questo consenso alle tante persone che lavorano con lei, in questo borgo da favola.

Questo servirà a far arrivare nuove candidature per i tre posti lasciati liberi? “Speriamo-commenta Sabrina- per ora mi é arrivato il curriculum di una signora di 58 anni, mai stata cuoca di professione, ma con il bisogno di lavorare e tanta voglia di darsi da fare”. Quasi, quasi, se ti conosco bene, le darai una chance. “Perché no?! Quasi, quasi…..”

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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