Pittrice straordinaria, donna di grande coraggio. Elisabetta Sirani é stata una splendida artista, la più importante del ‘600, ancora oggi una delle più apprezzate, per il suo stile. Nata nel 1638 a Bologna da Andrea Sirani, a sua volta pittore, morì giovanissima a soli 27 anni dopo una carriera sfolgorante, di levatura europea. Esempio luminoso di pittrice indipendente e ammirata a livello internazionale.
Il complicato rapporto con il padre, che le impedì di andare a completare la propria formazione a Firenze e a Roma, la portò a chiudersi in casa negli ultimi tre anni di vita e a fondare, a Bologna, la prima accademia d’arte femminile d’Europa. I suoi quadri, oggi nei musei e nelle collezioni di tutto il mondo, rappresentano un esempio importante e innovativo di pittura barocca.
E c’é anche un legame con Piacenza. Lo ricorda lo studioso Massimo Pulini autore del volume Il Diario di Elisabetta Sirani, precisando che il ritrovamento a Piacenza della sua opera prima è stata uno stimolo all’approfondimento degli studi sulla sua attività.
L’opera di Massimo Pulini é stata presentata venerdì 17 ottobre nella sede dell’Associazione Amici dell’Arte a Piacenza. Introdotto dal presidente dell’associazione Stefano Antonio Marchesi, Pulini ha ricordato le caratteristiche principali della vita e dell’opera di Elisabetta Sirani, illustrando il volume che le ha dedicato.
A margine della presentazione, anche lo spettacolo di danza “Una per tutte. Elisabetta Sirani” a cura di Veronika Aguglia, Marinella Freschi e Barbara Martinini.




