Dimentichiamo troppo spesso che l’essere umano è composto da elementi materiali e immateriali.
Il corpo soltanto, nella società di oggi, è l’elemento preponderante attorno al quale tutto ruota: denaro, successo, pubblicità, “libertà”. Il corpo si vende, si compra, si modifica, si esibisce anche a pagamento. Quando è considerato una parte, semplicemente una cosa, non stupisce che lo si possa affittare, usare a pezzi (ovaie, utero, spermatozoi), e anche uccidere quando corpo di un “nemico” o di chi ci ha abbandonato o ci ha offeso.
Ma è assolutamente sbagliato pensare al corpo come cosa a sé stante, perché l’essere umano è un intero: corpo, cuore, cervello, anima e spirito. Non è retorica né romanticismo è scienza, ma c’è di più : l’essere umano è fatto anche di inconscio, di memoria biologica ed emozionale. Considerare solo una parte dell’individuo è un delitto contro la verità, contro l’essenza della persona. Siamo in pieno delirio d’onnipotenza, pensiamo di essere Dio e con “Dio” non intendo il perno di una qualsivoglia religione, ma quella Legge misteriosa, quell’imponderabile naturale che in tante forme porta avanti la vita, anche quella umana. Dobbiamo darci una ridimensionata: il delirio di onnipotenza dimostra solo la nostra frustrazione, la nostra pochezza.
La frantumazione del concetto di essere umano è specchio di questa cultura che ha distrutto i punti fermi, i riferimenti importanti che indicavano una rotta. Da accettare se condivisi, da contestare in caso contrario, ma erano comunque punti chiari. Oggi tutto è “liquido”, provvisorio, fragile e confuso, non dà certezza alcuna. I desideri si considerano diritti , ma se perdiamo di vista l’interezza della persona o di un problema sbagliamo tutto. È per questo che sono fermamente contraria all’utero in affitto e sono per considerarlo reato universale.
1) Non si può ridurre la persona al suo solo organo riproduttivo sia esso l’utero o spermatozoi di terzi. ( Ricordo con orrore un documentario in cui uomini “volonterosi dontori” a pagamento correvano,letteralmente correvano, a casa di donne che volevano rimanere incinte e attendevano il liquido seminale “ancora caldo”)
2) Non si deve sfruttare la donna affittandone l’utero , e non usiamo ipocriti sinonimi edulcorati. Sottostante c’e sempre un contratto che obbliga la vera madre a rinunciare al suo bambino e nessun neonato dovrebbe essere separato dalla mamma.
3) E non si parli nemmeno di amiche che regalano il figlio fatto su ordinazione. Non si regala un essere umano il quale si sentirà umiliato quando saprà che la madre gli voleva talmente poco bene da regalarlo via.
4) Durante la gravidanza si crea una simbiosi tra madre e feto, uno scambio di ormoni che dura anche molto tempo dopo la nascita. Non si può ignorare che gran parte dell’inconscio si forma durante la gestazione quando il feto condivide le emozioni della madre e ne riconosce la voce .
5) Con l’utero in affitto non si tiene conto del dolore di quelle madri che, nonostante il contratto firmato, non vorrebbero poi dar via il figlio. Niente da fare: il patto economico vale più della natura, più degli affetti, più del danno psicologico forse
irreparabile. Che civiltà è quella in cui il denaro viene prima di tutto?
6) perché nessuno chiede agli psicoanalisti le conseguenze di questa separazione sulla psiche dei bambini? Certo cresceranno, andranno a scuola, giocheranno comunque, ma dentro di loro ci sarà un buio, un vulnus che potrebbe emergere in seguito.
7) È pur vero che ci sono sempre stati tradimenti e figli illegittimi per cui in qualche caso si sono accoppiati un uomo e una donna che non sapevano di essere fratello e sorella con la conseguenza di avere figli con problemi di salute fisica e/o psichica. Adesso con la globalizzazione, la facilità di spostamenti e il numero crescente di uteri in affitto il problema diventa più serio.
8) È addirittura possibile scegliere su catalogo occhi, pelle, capelli del bambino che si vuole commissionare.
Non è questa eugenetica di stampo nazista? Non ci si appelli alla libertà di fare ciò che si vuole quando c’e anche di mezzo in esserino innocente.
E nemmeno si usi la scusa di bambini innocenti per farli registrare come figli di due genitori dello stesso sesso, perché questo è un modo subdolo per far accettare l’utero in affitto. Infatti come sono nati questi bambini se non con l’utero in affitto? La soluzione c’è già: il vero genitore della coppia omosessuale sarà il padre o la madre mentre l’altro/altra sarà quello/a adottivo/a con procedura d’urgenza.
Anche le coppie etero ricorrono all’utero in affitto, per impedirlo si dovrebbe far effettuare, in Italia in struttura pubblica, l’esame del DNA prima di registrare i bambini.
So che qualcuno inorridira’ alla mia proposta, ma io trovo ancor più orribile che un bimbo prenda vita con manipolazioni mediche e non durante l’espressione di un sentimento intenso, dalla passione, dal piacere. Non è obbligatorio aver figli né un diritto, semmai è un desiderio. Lasciamo fare alla Vita col suo mistero che spesso sorprende . A tutto c’è un senso che ci sfugge. Se una strada è chiusa significa che per noi ne è prevista un’altra. Affidiamoci alla Vita: siamo solo umani, pienamente, orgogliosamente umani, ma non pretendiamo di dare e togliere la vita a nostro piacimento. Non siamo Dio, chiunque egli sia.
Bruna Milani




Bellissimo articolo. Brava Bruna…come sempre…🔝🔝
Bruna, con la sua intelligenza e sensibilità femminile ha espresso in questo articolo, tutta la miseria morale che mina questa nostra società a livello globale. Quando il dio quattrino comanda, non esistono limiti o freni al degrado del bello, del pulito, dell’onesto, insomma di tutte le qualità che rendono la società migliore e la vita pienamente umana.
Leggo sempre gli articoli di Milani e spero abbiano sempre più eco e visibilità. Finalmente una giornalista indipendente e seria con un’anima pura
Mario
Sembra una idea così nuova “l’utero in affitto”… ma in realtà è un vero ritorno alla schiavitù! Lo facevano anche gli antichi con le schiave… ora usano metodi testati ad Auschwitz! Ma la cosa curiosa è che a sostenere la legittimità di queste pratiche sono persone che si ritengono femministe! La nostra bravissima Bruna Milani cerca di scuotere teste e coscienze. Per il bene di questa nostra società malata le auguriamo di riuscirci.
Concordo pienamente con quanto scritto dalla Milani in questo articolo “È follia voler dominare le nascite “.