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Donne e musica. Il Conservatorio festeggia l’8 marzo con un viaggio nella creatività femminile

Donne compositrici di ieri e di oggi è il tema della conferenza-concerto che intende rendere omaggio al talento  artistico e culturale femminile.

Protagonista in prima persona e con i propri contributi musicali di numerose attività sia in ambito aristocratico, sia accademico o religioso, la donna ha occupato nel corso del tempo e nelle varie culture ruoli di promozione delle arti e della musica. Figlie d’arte, nobildonne, monache cantore o badesse si cimentano nella composizione, sono esse stesse magistrae  ed esperte strumentiste, pubblicano le proprie opere  e sono abili improvvisatrici, animano i salotti o si promuovono in pubblici concerti, contribuendo ad alimentare  una geografia musicale diffusa, per quanto sovente trascurata e silente.

L’iniziativa si propone di dare voce e visibilità a donne compositrici note ma soprattutto poco note, in un ininterrotto fluire storico che da epoche lontane giunge all’età contemporanea e al jazz.

Introduzione a cura di Patrizia Radicchi

Musiche di

Hildegard von Bingen, Élisabeth-Claude Jacquet de La Guerre, Sofija Asgatovna Gubajdulina, Maria Agata Wolowska Szymanowska, Cécile Louise Stéphanie Chaminade, Lili Boulanger, Alma Maria Schindler Mahler, Beatrice Campodonico, Carla Bley, Maria Teresa Carloni, Katia Spadola

Programma:

Hildegard von Bingen

(1098-1179)

Antiphona

Spiritus Sanctus vivificans vita

Doğa Bilici, voce

in memoriam Annalisa Mannella

 Élisabeth-Claude Jacquet de La Guerre

(1666-Parigi, 27 giugno 1729)

Pièces de clavecin

La Flamande (Allemande) & Double (de la Suite en ré mineur)

Hye Kyung Kim, clavicembalo

Sofija Asgatovna Gubajdulina

(24 ottobre 1931)

Chaconne

Federico Pulina, pianoforte

Maria Agata Wolowska Szymanowska

(Varsavia 1789-S. Pietroburgo 1831)

Nocturne

Hye Kyung Kim, pianoforte

Cécile Louise Stéphanie Chaminade

(Paris, 8 agosto 1857-Montecarlo, 13 aprile 1944)

La Lisonjera

per pianoforte a 4 mani

Sara Panepinto – Fabiola Ciccone

Lili Boulanger (Juliette-Marie Olga Boulanger)

(Parigi, 21 agosto 1893-Mézy sur Seine, 15 marzo 1918)

Hye Kyung Kim, pianoforte

 

Cécile Louise Stéphanie Chaminade

(Paris, 8 agosto 1857-Montecarlo, 13 aprile 1944)

Concerto

Giorgia Libelli, flauto

Romina Vavassori, pianoforte (collab.)

 

Alma Maria Schindler Mahler

(Vienna, 31 agosto 1879-New York, 11 dicembre 1964)

Waldseligkeit

da Lieder und Gesänge

(testo di Richard Dehmel)

 

Beatrice Campodonico

(1958)

Alla leggiadra luna

(Saffo, trad. di Salvatore Quasimodo)

Doğa Bilici, soprano

Hye Kyung Kim, pianoforte

 

Carla Bley

(1936)

Ida Lupino

Simone Quatrana, pianoforte

 

Maria Teresa Carloni

(1953-Amatrice 24 agosto 2016), ad honorem

            Beltà celeste

Romanza op. 8 per violoncello e pianoforte (2002)

Susanna Tagliaferri, violoncello

Tommaso Battilocchi, pianoforte

 

Katia Spadola (1987)

  1. Pietro (Preludio)

Federico Pulina, pianoforte

 

Ingresso gratuito

 

Contestualmente

Inaugurazione della mostra

“In-audita musica

Compositrici del Settecento europeo”

A cura di

Antonietta Berretta, Patrizia Florio, Pier Giuseppe Gillio
 

La mostra, realizzata dall’Istituto di Studi Superiori Musicali “Conservatorio Guido Cantelli” di Novara, è inserita in un progetto vòlto a valorizzare il contributo musicale femminile nella storia e nella società.

 

Scopo della mostra è la diffusione e la conoscenza del repertorio musicale femminile dimenticato a volte archivi e nelle biblioteche.

Il percorso della mostra presenta, attraverso immagini e brevi biografie, una scelta di compositrici europee, personalità esemplificative della creatività musicale femminile nel secolo dei lumi. Vengono così delineati gli spazi pubblici e privati che in tutta Europa sono palcoscenico di nuove offerte musicali e di nuovi saggi esecutivi, in cui donne e uomini cominciano a esibirsi in una condizione di parità che non ha precedenti storici. Se come virtuose cantatrici e strumentiste le porte si aprono in tutta Europa, non altrettanto succede per la composizione. Nei teatri le donne entrano eccezionalmente come autrici, mentre possono presentare le loro opere nelle accademie di corte o di nobili mecenati e nelle sale pubbliche da concerto.

Nella maggior parte dei casi le compositrici appartengono all’aristocrazia o sono “figlie d’arte”; nelle corti o in famiglia ricevono una formazione musicale completa, non solo legata alla tecnica strumentale, ma estesa anche alla composizione.

La mostra è arricchita da una sezione espositiva di documenti della Biblioteca del Conservatorio Nicolini di Piacenza, dedicata a compositrici contemporanee, le cui opere saranno eseguite nel concerto dedicato alla giornata internazionale della donna il 9 marzo 2018 presso il Conservatorio di Piacenza.

La mostra sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 16 dal 10 al 19 marzo

Non diciamo canticchiare i motivi. Ma magari ricordarne i nomi. Qualcuno, almeno. Macché, le “sorelle di Mozart” sono ancora oggi una pattuglia (tutt’altro che sparuta) di carbonare. Le studiose ne hanno riportato da tempo alla luce biografie e composizioni. Non tutte perché, in passato, la musica sopravviveva soltanto se copiata a mano e quasi nessuno voleva copiare la musica delle donne (anche se le donne erano incaricate speso di copiare quella degli uomini). Sono esistite (per esempio alla corte di Ferrara) orchestre soltanto femminili, ma la loro musica non fu diffusa. In sintesi, pur riscoperte , le compositrici restano sconosciute al grande pubblico. […] Ancora nel 1920 Sir Thomas Beecham, influente direttore d’orchestra e compositore britannico, affermava: «Non ci sono donne compositrici, non ci sono state e non ci saranno mai». A parte che nel primo Novecento, a cominciare da Cécile Chaminade, lavorarono numerose compositrici, l’esimio maestro dimostrava di ignorare nomi di indiscusso valore anche solo dell’Ottocento, da Clara Wieck a Fanny Mendelssohn, a Louise Farrenc. Però non si trattava soltanto di ignoranza: ma di vera misoginia, che, in campo musicale, è durata ancora più a lungo che nelle altri arti. Le donne hanno composto soprattutto musica da camera, in epoca moderna, perché le orchestre, maschili sino a epoche recenti, si rifiutavano di eseguire i loro lavori. O perché l’unico ambito in cui alle donne era permesso presentarli, era quello dei salotti domestici (il salotto è stato “la sala da concerto” per eccellenza dell’Ottocento, ma non tutti erano considerati adatti alle donne). Così come, alle donne, non erano considerati adatti tutti gli strumenti.

(Valeria Palumbo- La 27° Ora)

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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