|
Il laboratorio di vocalità barocca verterà sul tema dei grandi ruoli eroici della tradizione operistica settecentesca con particolare attenzione al monumentale contributo che George Friedrich Handel ha dato a questo genere con le sue storiche rappresentazioni alla Royal Academy of Music. Il circolo operistico londinese che invitò a esibirsi in Inghilterra alcuni tra gli artisti italiani di maggiore importanza dell’epoca – tra gli altri ricordiamo Francesco Bernardi detto “il Senesino”, Margherita Durastanti, Giovanni Carestini, Giovanni Bononcini, i fratelli Castrucci, Ludovico Ariosti – fu per Handel occasione di conferire alla forma dell’opera seria una struttura “classica”, di seguito poi ammirata e ripetuta in modo invariato per quasi un secolo. In questa forma l’espressività vocale, solo apparentemente costretta entro i limiti di convenzioni e convenienze, trova con Handel una miriade di declinazioni cromatiche e caratteriali che pochi altri compositori dell’epoca furono in grado di produrre. Il lavoro sulle sue opere del periodo aureo del melodramma serio, con particolare attenzione alle vicende legate alle intonazioni del libretto di Giulio Cesare in Egitto (Haym Bussani 1724) saranno al centro di questo studio. Presentato dalla critica tra i nuovi interpreti emergenti del barocco italiano, Raffaele è oggi nel novero dei cantanti di spicco per il repertorio che spazia dal Recitar Cantando fino alla produzione operistica del XVIII secolo. Nato a Lodi, ha iniziato i suoi studi in canto e organo nella Cappella Musicale della Cattedrale con Pietro Panzetti, ha poi continuato la sua formazione a Londra con Colin Baldy e a Bologna con Fernando Cordeiro Opa. Ha al suo attivo collaborazioni con alcuni dei maggiori direttori della scena internazionale, tra cui Sir John Eliot Gardiner, Paul McCreesh, René Jacobs, Nicholas McGegan, Vaclav Luks, Andrea Battistoni, Ottavio Dantone, Alessandro De Marchi, Stefano Montanari, Antonio Florio, Claudio Cavina e Christophe Coin. Da menzionare, il recente debutto al Maggio Musicale Fiorentino nel ruolo di Jarba nella Didone Abbandonata di Leonardo Vinci alla sua prima ripresa in tempi moderni, e l’interpretazione di Oberon in A Midsummer Night’s Dream di Britten per il circuito Opera Lombardia e Teatri dell’Emilia. Negli Stati Uniti allo Spoleto Festival USA è stato protagonista maschile della prima in tempi moderni della Veremonda di Cavalli, ha presentato il suo primo disco solista alla Philharmonie di Berlino e a Bologna Festival con il programma The Medici Castrato, con numerosi e significativi riconoscimenti dalla critica internazionale. Raffaele è stato il primo controtenore a apparire al Festival Arena di Verona nei Carmina Burana di Orff diretto da Andrea Battistoni e a presentare Ottone nell’Incoronazione di Poppea di Monteverdi a Tokyo per la direzione di Claudio Cavina. Tra gli impegni futuri Raffaele interpreterà Linceo nell’Ipermestra di Cavalli a Glyndebourne diretto da William Christie per la regia di Graham Vick, e il debutto alla Carnegie Hall di New York sotto la direzione di Leonardo Garcia Alarcon in un programma dedicato a Monteverdi. Di recente pubblicazione la registrazione acclamata dalla critica dell’evangelista nella Passione secondo San Giovanni di Gaetano Veneziano per la Cappella Neapolitana di Antonio Florio, e il disco Sospiri d’amore, dei duetti dalle opere di Francesco Cavalli inciso per la Venexiana di Claudio Cavina (Glossa 2016). |



