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CHIESA DEL CARMINE. ITALIA NOSTRA BOCCIA IL SOPPALCO “VANDALICA INTRUSIONE”

Italia Nostra scrive al Sindaco chiedendo di rivedere il progetto nella parte che prevede un soppalco definito”vandalica intrusione”. Il Consiglio Direttivo di Italia Nostra chiede anche di aprire l’ex chiesa del Carmine ai piacentini per un giorno, per valutare lo stato dei lavori. Ecco dunque la lettera al Sindaco

Avv. Patrizia Barbieri

Il Consiglio direttivo di ITALIA NOSTRA Sezione di Piacenza esprime viva preoccupazione per l’intervento di restauro in corso nella chiesa del Carmine ove, da quanto si osserva nelle foto pubblicate, nei giorni scorsi sui locali organi di stampa,si nota un soppalco in cemento armato , di enormi dimensioni, che parte dalla parete della controfacciata absidale e si prolunga – per parecchi metri – all’interno dell’edificio trecentesco.

Un siffatto solettone, sostenuto da travature metalliche, costituisce una vandalica ed assolutamente ingiustificata intrusione di uno spazio caratterizzato dallo slancio gotico dei pilastri e dai volumi verticali dell’edificio trecentesco. Una simile “pensilina” non può essere giustificata in nessuna maniera; la funzione di “open space” e, tantomeno, quella di “belvedere” o di balconata per ammirare, in quota, gli spazi monumentali della chiesa e meglio osservare le pregevoli decorazioni parietali venute alla luce, non sono una ragione ragionevole per questa sorta di brutale stupro di uno spazio originariamente concepito in funzione di finalità sacre e liturgiche. Oltretutto la “pensilina” è collocata nella zona un tempo adibita a presbiterio, ove quindi sorgeva l’altare, la veduta quindi che si avrà entrando dalla facciata, su Via Borghetto, risulterà mortificata dall’enorme aggeggio cementizio che altera le proporzioni interne.

Se si dovesse applicare la balorda idea di consentire al visitatore di “salire in quota” , per ammirare più da vicino affreschi e stucchi, anche ad altri edifici monumentali arriveremmo all’installazione di passerelle nei saloni di Palazzo Farnese, per meglio osservare le grandiose tele del Draghi, che illustra i “fasti farnesiani”.

Le “salite” al Guercino ed al Pordenone, che hanno avuto un grande e meritato successo, sono state realizzate utilizzando gli antichi percorsi e gli originari affacci, senza turbare ed alterare gli spazi interni della Cattedrale e di Santa Maria di Campagna, nel Carmine questo rispetto è gravemente mancante.

Eppure, anni or sono, quando si trattò di riutilizzare S. Ilario, dopo che venne svuotato dai fondi archivistici che conteneva, fu categoricamente escluso qualsiasi intervento di tramezzatura dello spazio interno, che avrebbe raddoppiato la superficie utilizzabile; il risultato fu eccellente, come possiamo notare ogni qualvolta vi entriamo.

Siamo pertanto a chiederLe se fosse possibile consentire – per una sola giornata –l’apertura del Carmine ai piacentini, sospendendo, solo per alcune ore, il lavoro del cantiere onde dar modo, a quanti lo desiderano, di vedere con i propri occhi ciò che è stato realizzato, di bello (e anche di brutto). Il recupero del Carmine si pone come l’intervento più importante dei primi decenni del nuovo secolo, come il restauro di Palazzo Farnese lo fu per la seconda metà dello scorso secolo, ma mentre quei lavori furono eseguiti nel corso di alcuni decenni e fu pertanto possibile vederli, ammirarli ma anche criticarli e poi modificarli, questi del Carmine procedono velocemente e senza pause; forse una modesta sosta ed una ostensione alla cittadinanza potrebbe essere opportuna, anzi necessaria.

Augurandoci che quanto da noi rilevato, con spirito di collaborazione e non di mera critica negativa, possa trovare in Lei ascolto, porgiamo un cordiale saluto.

Piacenza, 17 gennaio 2019 -Il Consiglio direttivo di ITALIA NOSTRA Sezione di Piacenza

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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