HomeAttualitàCENTRO PARALIMPICO NEL NOME DI VERDI O NO?

CENTRO PARALIMPICO NEL NOME DI VERDI O NO?

Serpeggia un’inquietudine, una grande preoccupazione non solo fra i cittadini di Villanova e i piacentini, ma  anche  fra tutti gli estimatori di Giuseppe Verdi. Si teme infatti che il Centro Nazionale Paralimpiço, che sorgerà  accanto allo storico ospedale di Villanova, venga intitolato a qualcun altro.
Inaugurato nel 1888 l’ospedale Giuseppe Verdi  non solo fu voluto, progettato, finanziato e realizzato dal grande compositore di Roncole, ma fu da lui profondamente amato al punto che quasi ogni giorno vi si recava in calesse per verificare persino se il vino dato ai malati fosse proprio quello buono dei suoi vigneti. Verdi controllava pure la qualità e la pulizia delle lenzuola, si occupava dell’amministrazione,  del personale, di tutto. Quindi per il Maestro quest’ospedale non fu solo un investimento ne’ solo un’opera buona o una cospicua elemosina, ma fu un suo sogno realizzato: il desiderio di rendere utile, concreto, partecipato, il suo amore per la sua gente. Lo costruì per i poveri,  per impedire che la sua gente dovesse fare, su carri di legno scomodissimi,  chilometri e chilometri per raggiungere, spesso troppo tardi, un ospedale. Questo amore di Verdi,  questo amore senza sdolcinature,  tenero, ma fattivo, solido,  vero,  lo si è  respirato a lungo in quelle stanze fino a che è  stato un centro riabilitativo di eccellenza, eccellente e speciale non solo per le cure  che vi si praticavano e che ottenevano risultati straordinari, ma per l’atmosfera che si respirava nell’alta qualità umana dei rapporti  intessuti fra pazienti, medici, infermieri e parenti dei degenti. Questo straordinario centro riabilitativo è  stato chiuso e i suoi pazienti trasferiti in altro ospedale dove però non possono più godere del grande beneficio psicofisico che il vasto  parco voluto da Verdi dava loro. Ora si vuol costruire a fianco dell’antico ospedale un centro nazionale paralimpico per atleti disabili. Chi mai potrebbe essere contrario a tale idea? Ma perché farlo proprio lì luogo ben poco servito da treni e mezzi pubblici?  Perché annullare una struttura esistente per costruirne un’altra che poteva essere fatta altrove? Ovviamente tutti ci si augura che in tanti possano fare sport perché esso procura indubbi benefici fisici ed è  portatore di grandi valori etici, ma gli spazi che saranno occupati dalle nuove strutture potevano essere utilizzati per costruire appartamenti nei quali i pazienti paraplegici avrebbero potuto imparare a gestire le loro capacità residue per ottenere la massima autonomia possibile prima di tornare a inserirsi nella loro vita precedente. Sarebbe stato un esempio mondiale di “cura completa” e forse una scelta più necessaria. Moltissimi infatti sono i disabili che rientreranno nella vita comune, molti di  meno invece  quelli che si dedicheranno alla pratica sportiva. In tanti a Villanova si chiedono se dovranno recarsi fino a Fiorenzuola o se la nuova struttura servirà anche come presidio sanitario per il paese. La pandemia  ha inesorabilmente dimostrato l’urgenza di una sanità diffusa. Altra grave preoccupazione che serpeggia nelle terre verdiane è , come si diceva all’inizio, che il nuovo centro venga intitolato ad altri, quindi non più  a Verdi, il che metterebbe in ombra o addirittura cancellerebbe il nome del grande Maestro. È pur vero che la  costruzione sarà nuova, ma sarà  collegata alla parte antica. Sarebbe troppo lungo,  brutto e quasi impronunciabile dire: “Centro Paralimpico Nazionale X Y dell’ ex Ospedale Giuseppe Verdi di Villanova”. Da qui il timore che il nome del Maestro venga sostituito da un altro e ciò sarebbe un imperdonabile affronto a Verdi, sarebbe la cancellazione di una lunghissima memoria fatta di gesti, accadimenti, persone, storie, emozioni. Sarebbe un dolore enorme, inaccettabile per chi coltiva e tiene viva la memoria del nostro illustre Maestro. “Spero che non accada” si augura la signora Luciana Dallari presidente delle Verdissime che proprio nell’antico ospedale hanno allestito anni fa una stanza dedicata a Giuseppe Verdi. Sono davvero in tanti a sperare che non si compia mai questo irrispettoso gesto di ingratitudine  verso colui che tanto ha fatto per Villanova. Per prevenire quella che sarebbe  un’offesa inspiegabile e ingiustificabile è partita una raccolta di firme.
Bruna Milani

L’Ospedale di Villanova
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2 Commenti

  1. Mi associo al pensiero della Signora Bruna Milani, già è stato uno scempio chiudere il Centro Riabilitativo per fare un Centro Paralimpico che poteva essere collocato in un altro posto ,poi addirittura
    sostituire il nome di Giuseppe Verdi è inaccettabile .

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