Una cosa sono i desideri tutt’altra cosa sono le velleità .
A chi non piacerebbe abitare nella “Città capitale della cultura europea?” Non italiana, ma addirittura europea! Premesso che sono ormai titoli inflazionati distribuiti più per rotazione che per merito, salvo le solite rare eccezioni, siamo certi di avere le carte in regola per ambire a un tale onore senza rischiare di far la fine della rana che non voleva essere da meno del bue?
Innanzitutto bisognerebbe chiarire cosa si intende per cultura di solito ridotta a monumenti, mostre e spettacoli o a festival passerella dei soliti noti.
Pensavo che si intendessero per “cultura” almeno le testimonianze storiche come ad esempio Piazza Cavalli invece…
Molti ricordano ancora la mia lunga battaglia, sulle prime pagine di Libertà, per salvare l’antica pavimentazione di questa piazza. Era stata anche organizzata una conferenza dibattito su vari temi riguardanti le piazze. Nel corso della serata che si tenne presso la Fondazione di Piacenza e Vigevano si scoprì che era possibile trovare pietre antiche quanto quelle che furono sostituite con quelle bruttissime e fragili che ora vediamo. Naturalmente tutto fu inutile, perché le varie pubbliche amministrazioni che si alternano fingono soltanto di volere la partecipazione dei cittadini. Non sanno, gli amministratori, che anche i rapporti coi cittadini rientrano eccome nel concetto di cultura e contribuiscono a determinarne la qualità cioè il grado di democrazia e di civiltà. Lo stesso vale per l’amore, la tutela e il rispetto che si devono a testimonianze come Piazza Cavalli e non solo per tutelare l’antichità, ma anche per il rispetto che dobbiamo ai nostri antenati che l’hanno voluta e vissuta, per quel bel caldo senso di continuità che sentiamo fra i secoli, i nostri predecessori e noi. Anche salvare con rispetto l’anima di un luogo è cultura.
I cittadini lo sanno, gli amministratori no. E come se appena seduti su certe poltrone si dimenticassero di essere cittadini, lo vediamo dallo scempio continuo del territorio, dalle brutte costruzioni autorizzate, dal poco verde, dalla sporcizia, eccetera. Ma restiamo in Piazza Cavalli nostro luogo identitario per eccellenza. Non è bastato sbagliare la sostituzione della pavimentazione che ha cambiato colore ed è fragile. Si continua a metterci cose che stonano e/o la rovinano: dai giochi gonfiabili alle pesanti attrezzature per concerti. Molti cittadini hanno di volta in volta denunciato il degrado delle pietre della piazza dopo ciascuno dei cosiddetti “eventi”.

L’arch. Manrico Bissi presidente di Archistorica ha denunciato il degrado della piazza varie volte, l’ultima prima della serata con Radio Bruno, ma la serata si è tenuta lo stesso commettendo almeno tre errori.
Primo: aver sequestrato la piazza per una settimana impedendone la normale fruizione.
Secondo: così è continuato lo stesso errore di far accadere tutto in centro come se le periferie non esistessero e i loro abitanti fossero di serie B mentre ci sarebbe un gran bisogno di vivacizzarle.
Terzo: l’imperdonabile ulteriore rovina della pavimentazione.

Come osare parlare di cultura dopo aver dimostrato a tutti tanta insensibilità ed incuria?
La cultura vera, quella con la maiuscola, è un modo di pensare quindi di vivere , di agire, espresso in ogni campo, ma è soprattutto dalla qualità dei rapporti fra persone e col territorio che si misura il livello di una cultura.
Bruna Milani




Sottoscrivo ed applaudo con convinzione ogni parola dell’intervento di Bruna Milani.Un ‘analisi lucidissima .La vera cultura non sono gli eventi passerella che sequestrano il centro e devastano la pavimentazione storica,ma il rispetto per l ‘anima della citta e l ‘ascolto dei cittadini.Vedere piazza Cavalli trattata con incuria ,ignorando anche i ripetuti allarmi di esperti come l ‘architetto Bissi ,fa male.Bellissimo e sacrosanto il passaggio in cui ricorda che la cultura si misura dalla qualità dei rapporti con il territorio e con le persone.Gli amministratori dovrebbero rileggere queste parole e riflettere ,invece di inseguire velleità e titoli altisonanti.Grazie Bruna per questo tuo splendido ed accorto appello ad un concetto di cultura con la C maiuscola
Ester tutto verissimo sottoscrivo.quello che dice il sig..Giovanni ..ci sono altre spazi x queste manifestazioni…Proprio non capisco perché devono sempre usare la Piazza Cavalli…Bravissima.Bruna come sempre..un abbraccio…