Perennemente imbronciati. Mai un sorriso. Una peculiarità della nostra zona che si stempera man mano che si percorre l’Emilia, verso la Romagna, terra ridente in tutti i sensi e che, infatti, ha guadagnato turismo e commercio grazie soprattutto all’affabilità dei suoi abitanti.
Facce tirate, musi lunghi, invece, tra i commercianti del centro di Piacenza, senza contare che il contesto, tra la nebbia e lo smog, non é propriamente allegro(guardate la foto del Corso, scattata stamattina).
Sono pochi quelli che accolgono il cliente, o potenziale acquirente, con un sorriso e un caloroso buongiorno o Buon Natale. Magari si presentano con in testa un cerchietto spiritoso, natalizio, come mi é capitato ieri. Ma a malapena ti salutano e senza entusiasmo ti mostrano un paio di articoli buttati li. Esempio…sono entrata in un negozio per acquistare pigiami, me ne hanno mostrato uno. UNO!! Della serie..Se ti va bene é questo ( e non a buon mercato) altrimenti, smamma.
Stanchi? delusi dalle vendite, al di sotto delle aspettative? Di certo con quella faccia da funerale non si ribalterà la situazione. E comunque, credo che anche quella del commerciante sia un’arte, da svolgere con passione e cura (come fanno alcuni anche a Piacenza), a prescindere.
Il Giappone insegna. Saluti e inchini di rispetto ad ogni cliente che entra in un negozio. Qui, a volte, hai l’impressione, quasi, di dar fastidio.





Sono d’accordo! Io sono entrato da Tiger, piovigginava ero senza ombrello e e avevo preso una scatola in cartone per contenere un regalo. Ho chiesto se poteva darmi un foglio piccolo di carta “straccia” che avevano sul bancone per non sprecare una borsa in plastica e mi ha risposto “è solo per il vetro” ho detto “un foglio piccolo, cosa ti costa?” risposta: “la usiamo solo per i vetri”. Se avessi avuto con e un trofeo per l’indisponenza sicuramente lo avrebbe vinto a pieni voti!