Qualcuno, uscendo da palazzo Galli dopo la presentazione del libro di Manrico Bissi, ci ha pensato e lo ha anche detto e scritto “Perché non candidano Bissi come sindaco?” Almeno assessore, dico io. Magari qualcuno ci sta già pensando in vista delle prossime amministrative, ad inserirlo in qualche lista. Ma magari lui non ci tiene per nulla. Non é mai stato attivo politicamente, ma ha partecipato, con posizioni decise, a dibattiti e battaglie per la destinazione di alcuni spazi, luoghi o testimonianze della città. E dunque, la riflessione ci sta.
Bissi, giovane architetto piacentino e Presidente di Archistorica, in questi anni, insieme a sua moglie e ad una coppia di amici, ha portato a Piacenza una vera rivoluzione culturale. Le sue passeggiate, alla scoperta di storia e arte, ci hanno restituito una città che non conoscevamo e hanno coinvolto centinaia di persone.
Non solo. Le sue gite culturali sono sempre sold out e il suo modello piacentino ha già conquistato anche Parma. Passione e tenacia, studio e preparazione, amore per la propria città e per la storia e i suoi segni. E allora, perché a fronte di una politica che delude ogni giorno di più, non si può pensare di valorizzare risorse fresche ed eccellenze come queste, almeno per la dimensione locale? Solo una provocazione, certo. Aspettando un dibattito sulla città, un confronto serio che, a pochi mesi dalle elezioni del nuovo sindaco, é ancora, praticamente, assente.



