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AIUTIAMO IL CHIESOLINO PER SALVARE TUTTO QUEL CHE SIGNIFICA

Il mio Maggio 2026 era senza nulla di tanto delicato da controbilanciare la brutalità che c’è nel mondo. Quanta nostalgia dei Maggio dell’infanzia quando ci fidavamo della Vita e il tempo, il gioco, la preghiera avevano la stessa gioiosa leggerezza! Non rimpiango quel tempo per la giovane età, ma per quel cuore spalancato, quella pulizia interiore, quella Fede semplice e certa.

Poi il 28 maggio un amico da Venezia mi parla di qualcuno che tenta di salvare l’Oratorio della Cuppina a Crevalcore (BO).

Provo a immaginare quell’oratorio campestre, ho un tuffo al cuore e scrivo di getto una poesia che sa di rose e Madonne perdute.  La mando all’amico e chiedo di saperne di più. Nel pomeriggio mi fa contattare dalla signora Carla Guizzardi presidente del Comitato Oratorio Cuppina. M’intenerisco nel sentire che chiama “Chiesolino” l’oratorio.

In effetti è un piccolissimo oratorio con solo qualche sedia e due panche che -dice la signora-  un tempo non erano rivolte all’altare bensì una di fronte all’altra.

Sorto nel 1789 anno della rivoluzione francese il Chiesolino è stato luogo di culto, di feste, d’incontro della piccola comunità.

Occasione di spiritualità e anche di allegria è il 7 ottobre festa della Madonna del Rosario a cui l’oratorio è dedicato. Un bel ricordo è la vecchia foto che ritrae donne e bambini. Mancano gli uomini probabilmente ancora impegnati con semine e vendemmia.

Negli anni il Chiesolino, che apparteneva a un privato, era caduto in rovina adibito persino a ricovero per cavalli.

La piccola comunità ne aveva nostalgia, lo amava troppo per farne a meno così pensò di acquistarlo.

Con pazienza e determinazione hanno cercato di salvare il Chiesolino che ora è stato finalmente acquistato. Come? Soprattutto con ciò che in Emilia si sa far meglio: cucinare.

Per anni il gruppo del Comitato Oratorio Cuppina ha venduto frittelle di riso su tutte le fiere.

Adesso il Chiesolino è finalmente nelle mani della piccola comunità perché la Curia non può occuparsene. Si è tornati a riviverlo quel piccolo luogo identitario che dona senso di continuità e appartenenza, perché lì sono passate diverse generazioni, lì ciascuno ha portato i suoi dolori e le sue speranze o ha condiviso quelli degli altri.

È stata costituita ufficialmente un’Associazione per poter raccogliere aiuti in modo trasparente e legale poiché il Chiesolino necessita di qualche restauro.

Oratoriocuppina.altervista.org

La felicità per aver salvato l’oratorio è ben espressa dall’artista locale Mauro Gambuzzi in un suo semplice, delicato e luminoso dipinto.

La signora Carla Guizzardi mi racconta anche di miracoli o grandi aiuti accaduti lì. Le faccio ascoltare la mia poesia del mattino e con sorpresa notiamo che ho scritto come se già sapessi che al Chiesolino avevano perso due Madonne perché rubate e che vent’anni fa avevano piantato un cespuglio di rose, fiori di bellezza e dolori come la vita.

Lo scrivo perché invece di prestare attenzione a cose troppo materiali ed effimere dovremmo forse imparare a “leggere” la Vita nei suoi indizi e nelle sue coincidenze.

La sera ricevo una foto che mi commuove: durante la recita del rosario al Chiesolino sono presente anch’io in forma di poesia, i miei versi infatti sono stati stampati e messi su una sedia.

Perché mi è venuta quella poesia? Perché mi ha condotta al Chiesolino? Non so, non tutto, ho capito però che non dobbiamo salvare solo castelli antichi simbolo di forza, palazzi prestigiosi simbolo di ricchezza e chiese lussuose d’opere d ‘arte. Per capire davvero un luogo, una storia, una cultura dobbiamo conoscerne l’interezza anche gli aspetti più umili. Dobbiamo salvare quindi pure quegli oratori campestri di devozione popolare che contengono tracce, invisibili ma indelebili, di una spiritualità semplice, essenziale, concreta, tipica della gente onesta e buona.

Bruna Milani

 

 

 

 

 

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3 Commenti

  1. Quanto confligge questo pervicace, prezioso desiderio di salvare ogni pur minima opera umana con l’opposta,, malefica volontà di distruggere tutto ciò che non appartenga a sé stessi per abbietta necessità di dominio sulle opere e sui beni altrui. Non passa giorno in cui non mi chieda come qualcuno possa alzarsi la mattina con il Male dentro. D’altronde, già Caino.. A maggior ragione dunque chi avverte preponderante dentro di sé il Bene si adoperi al massimo, per contrasto. Si, anche salvando la Chiesolina.

  2. Un’ esperienza simile la vivo io che faccio parte del gruppo di volontari che tiene aperto l’ oratorio del Crocefisso in via taverna da undici anni . La diocesi non se ne occupa più e sta solo alla buona volontà dei fedeli

  3. Quanto tenero semplice Amore viene raccontato e vissuto da storie come queste.
    Le radici di bene che ci sono tramandate dalle generazioni che ci hanno preceduto, non muoiono con il passare degli anni, delle stagioni che mutano.
    I simboli di una devozione umile, buona e unificatrice di una piccola comunità sono un grande dono per tutti.
    Grazie Bruna per la storia che ci hai fatto scoprire e grazie per la tua intensa poesia.

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