Chiusa da 20 anni, ma comunque in qualche modo presente con le vetrine e una parte dell’insegna in via Santa Franca, la Cartoleria Italia se ne va per sempre. In questi giorni sono partiti i lavori per l’allestimento del cantiere che trasformerà l’edificio in abitazione, allontanando in modo definitivo l’ipotesi di una riapertura della vecchia attività.

E così se ne va un’altra pagina di storia piacentina; la Cartoleria Italia, fondata da Bruno Italia e Luisa Corradini nel 1951, é stata molto più di un’attività di vendita. Luogo di incontro, di condivisione, riferimento per una parte della città, per chi frequentava la Scuola Giordani e il Conservatorio, per chi cercava competenza e professionalità. Ma soprattutto, per chi cercava umanità. Quella che rimane nella memoria di tanti e che si lega a momenti apparentemente poco importanti e invece così preziosi, oggi, nei nostri ricordi di vita quotidiana. Lo provano le tante dimostrazioni di affetto e attenzione che la Cartoleria Italia ha avuto in questi anni anche sui social e i tanti che spesso hanno sollevato domande in merito al suo futuro. Ce lo ricorda questa bella foto, di Bruno e Luisa Italia, che ci é stata gentilmente concessa dal nipote Massimo Berzolla, che, come già prima la mamma Gabriella, ha proseguito l’attività con Tipitalia.

Negli anni, peraltro, non sono mancate nemmeno le critiche e le sollecitazioni per rimediare allo stato di abbandono che l’edificio aveva accumulato, nonostante la cura degli eredi che spesso avevano pensato di sistemare le vetrine, per farle apparire meno decandenti, scontrandosi però con i cavilli della burocrazia e con gli oneri economici che alcune scelte avrebbero comportato. Da lì la scelta di voltare pagina, pur con rammarico, per ridare dignità all’edificio, rinunciando per sempre ai segni che ci riportavano al passato.
Il progetto di sistemazione dell’edificio, verrà curato dalla pronipote di Bruno e Luisa Italia, l’Architetto Cristina Berzolla, dello studio piacentino Scognamiglio-Solenghi. Un restyling che guarda al futuro, certo, ma fatto con il cuore di chi conosce bene la storia che ancora riverbera tra quelle pareti. Pagine di vita piacentina da trattare con cura, anche quando, inevitabilmente, si chiudono per sempre.




Che gran peccato, oltre ad essere storica era bellissima e molto originale. Il restauro di quegli spazi così ben disegnati avrebbe valorizzato qualsiasi nuova attività. Sarò nostalgico ma quando una cosa bella viene sostituita da una più brutta soffro sempre un po’.