Dall’opera all’operetta, in scena con grandi interpreti, GianBruna Rizzardini, piacentina d’adozione, é stata una cantante lirica di tutto rispetto. Ne tratteggia il ricordo, a pochi giorni dalla scomparsa, Franco Fernandi, autore, tra gli altri, del volume ” Le voci piacentine”:

Egregio Direttore,
dal necrologio apparso su Libertà di domenica 26 novembre, ho appreso della scomparsa della signora GianBruna Rizzardini, cantante lirica. Nonostante le sue origini friulane (nacque a Monfalcone), la si poteva ritenere piacentina d’adozione, in quanto da oltre cinquant’anni viveva nella nostra città.
Non ancora ventenne si accostò allo studio del canto a Trieste, sotto la guida del M° Ottavio Fanfani, perfezionandosi in seguito con la signora Delia Sanzio Montesanto, nota cantante lirica degli anni Quaranta del secolo scorso. Nel novembre 1958, a soli 23 anni d’età, fece il suo debutto al Teatro Verdi di Trieste in “Turandot”, nella piccola parte dell’Ancella di Liù. Iniziò così a prendere confidenza con il palcoscenico e per alcuni anni apparve nei cartelloni dei teatri, ricoprendo ruoli comprimariali.
Sempre a Trieste, nel 1962, vestì i panni della mulatta Bersi in “Andrea Chenier” a fianco di Luisa Maragliano, Umberto Borsò e Piero Cappuccilli. Nei primi anni Sessanta partecipò a Novara ad un importante allestimento di “Vivì” di Franco Mannino, diretta da Alberto Zedda e con la regia di Luchino Visconti. Nel luglio 1963, al Castello di Lombardia di Enna, interpretò Elena nel “Mefistofele” di Boito a fianco del tenore Giuseppe Campora e del basso Raffaele Ariè. L’anno 1964 vide l’ingresso di Gianbruna Rizzardini nella Compagnia di operette diretta da Carlo Campanini, dove militò per diversi anni.
Il luglio 1969 segnò una tappa fondamentale della sua carriera artistica, partecipando ad un allestimento “stellare” della “Vedova Allegra” di F. Lehar e interpretando il ruolo di Valencienne. Nel cast figuravano Mimì Coertse (Anna Glawari), Giuseppe Di Stefano (Danilo), Agostino Lazzari (Rossillon), Carlo Dapporto, Carlo Campanini e Giustino Durano. L’indomani, il critico musicale del “Corriere di Napoli” Rubino Profeta, scriveva: “Bruna Rizzardini per la prima vola a contatto con il pubblico sancarliano, ha incarnato il personaggio di Valencienne con brillantissima vèrve, riscuotendo un personalissimo successo oltre che per la gradevole vocalità, per la spontaneità della recitazione e per l’insospettata bravura di danzatrice”.
Sempre nel 1969, durante la stagione estiva di Ischia, debuttò nel ruolo di Tosca nell’omonima opera pucciniana. A partire dagli anni Settanta iniziò una proficua collaborazione con il Teatro Petruzzelli di Bari. Tra il 1973 e il 1974 prese parte alla prima assoluta dell’opera di Dino Milella “Una storia d’altri tempi”, interpretando il ruolo di Caterina Hearnshaw mentre, il 9 maggio 1974, al Teatro Salieri di Legnago partecipò alla prima dell’opera “Farinello” di Edoardo Brizio. La carriera artistica di GianBruna Rizzardini si chiuse nel 1975.
Di questa nostra artista rimangono diverse testimonianze discografiche che la ritraggono vocalmente in numerose pagine d’operetta e in una interessante recita di “Traviata”, andata in scena nel 1964 a Modena, a fianco di Mirella Freni, Luciano Pavarotti e Attilio d’Orazi. Questi pochi cenni vogliono rendere omaggio ad un’interprete del belcanto piacentino a cui rivolgo un ultimo meritato applauso.
Franco Fernandi



