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Addio a Sforza Fogliani. “Ci prenderemo cura di Piacenza anche per te” Il ricordo della Sindaca in consiglio comunale

Addio a Corrado Sforza Fogliani. E’ un’onda lunga quella che accompagna l’ultimo viaggio del Presidente del Comitato esecutivo della Banca di Piacenza. Un coro di ricordi, saluti, apprezzamenti, rimpianti. Tanta la gente che anche oggi ha raggiunto l’abitazione dove é stata allestita la camera ardente, per un abbraccio affettuoso alla famiglia e un saluto all’Avvocato. Alla vigilia dei funerali, previsti domani alle 11.00, non poteva mancare il ricordo del consiglio comunale per quello che é stato un grande protagonista anche della vita politica piacentina e non solo. Nel segno degli insegnamenti di Einaudi, coerente con i principi liberali, Sforza era sceso in campo anche in occasione delle ultime elezioni amministrative come candidato sindaco ed era entrato in consiglio comunale per i Liberali Piacentini. Solo pochi mesi. Al suo posto oggi é entrato ufficialmente Filiberto Putzu. Per Corrado Sforza Fogliani un minuto di silenzio e l’omaggio della sindaca Katia Tarasconi:

“Sono state già spese molte parole, in questi giorni, per esprimere il cordoglio di una comunità intera – e delle istituzioni che la rappresentano – a seguito della scomparsa di Corrado Sforza Fogliani.

Scelgo un titolo tra tutti quelli che ho letto: “Piacenza ha perso il SUO avvocato”. Ecco, credo che in quell’aggettivo sia racchiusa l’essenza di un legame profondo, che ha a che fare non solo con le radici familiari e identitarie, ma è innanzitutto un’espressione d’amore per il territorio, di rispetto reciproco, di appartenenza.

DI CERTO Sforza amava Piacenza

Sentimento a cui il consigliere Sforza ha dato voce e contenuti, sempre di altissimo profilo, in quest’aula – dove era tornato con passione dopo le elezioni del giugno scorso – per oltre trent’anni, dal 1964 al 1998, onorando i valori e i principi liberali che hanno sempre ispirato il suo impegno politico e amministrativo.

Penso che ciascuno di noi, a prescindere dalle proprie convinzioni e posizioni ideologiche, possa riconoscere un esempio luminoso nel suo cammino: per la coerenza con cui ha saputo tenere fede alle sue idee, per l’attenzione alle regole e al rigore formale – inteso come garanzia di legalità e trasparenza – ma ancor prima per la correttezza con cui ha interpretato il suo mandato, innanzitutto nei confronti dei cittadini che in lui avevano riposto la propria fiducia.

Le innumerevoli attestazioni di stima e gratitudine che sono giunte, con la più ampia trasversalità, per tributare l’omaggio collettivo alla sua memoria, ci restituiscono certamente l’autorevolezza di una figura che ha raggiunto, in tutti gli ambiti del suo percorso professionale, culturale e di profilo pubblico, i vertici della Banca di Piacenza e, a livello nazionale oltre che locale, di prestigiose organizzazioni; ma – forse in modo inaspettato – tratteggiano anche una personalità capace di grande empatia, forse soprattutto con chi la pensava diversamente ma, come lui, individuava nel confronto e nella dialettica un arricchimento e un motivo di sincero interesse.

Ho avuto momenti complicati di confronto con lui. Ma la STIMA per ciò che ha saputo costruire ha sempre lasciato in me grande ammirazione e profondo rispetto. Anche quando la pensavamo diversamente.

Penso sia superfluo, in questa circostanza, elencare la ricchezza delle note biografiche cui è stata data la doverosa e meritata rilevanza in tante sedi. In primo luogo perché l’avvocato Sforza non amava la piaggeria né la retorica e credo che – pur dettata dall’affetto, dall’ammirazione e dalla riconoscenza più autentici – questa ridondanza lo avrebbe forse infastidito. Non posso però esimermi, come sindaca di una città che alla sua generosità deve tanto, dal citare il ruolo determinante che egli ha avuto nel valorizzare e promuovere il nostro patrimonio storico e artistico, a cominciare da beni comunali quali la Basilica di Santa Maria di Campagna – non da ultimo grazie alla Salita al Pordenone, ma ancor prima attraverso il sostegno a fondamentali interventi di restauro – e il Museo del Risorgimento, come presidente del Comitato piacentino dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano.

C’è, nella sua instancabile azione di promozione e tutela del territorio, un filo conduttore che lega indissolubilmente ambiti diversi: la tenacia nel sottolineare – dando solidità scientifica a questo percorso di ricerca – la piacentinità di Giuseppe Verdi, ha la stessa matrice del costante richiamo dell’Avvocato affinché la nostra città non perdesse i propri centri direzionali. Alla strenua difesa di Piacenza, che idealmente veniva protetta dal suo abbraccio, si è sempre accompagnato lo slancio verso l’esterno, teso a superare i confini – culturali, ancor prima che geografici – del provincialismo. Nel supporto, in prima linea, al mondo sportivo, al volontariato, a molteplici iniziative di solidarietà e beneficenza, Corrado Sforza Fogliani ha messo a disposizione della collettività gli strumenti e le risorse perché dalle idee e dalla laboriosità scaturissero progetti capaci di farci volare alto.

Così, del resto, è stato il suo sguardo sulle cose, anticipatore e portatore di una visione capace di esprimere grandi intuizioni. Ad esempio nel costante richiamo perché si evitassero gli sprechi nella pubblica amministrazione e perché l’affidamento degli incarichi fosse sempre retto dalla competenza. Anche di questo, a maggior ragione nel contesto dell’assemblea consiliare, gli siamo grati, per aver rappresentato un punto di riferimento che la nostra comunità non potrà mai dimenticare.

Avremmo forse dovuto, per onorarne il ricordo come nessuno meglio di lui avrebbe potuto fare, affidare alla concisione e all’incisività di un tweet questo omaggio.

Anche nella sua scelta – così moderna, così apparentemente lontana dalla profondità e dalla vastità della sua statura intellettuale – di utilizzare i social network come espressione autonoma del pensiero, nella ricerca della sintesi tagliente e dell’ironia graffiante, ha confermato sino in fondo il suo essere fuori dagli schemi, ma soprattutto il suo essere un uomo libero, coraggioso, mai restio nell’affermare pubblicamente ciò che pensava.

Ecco il tweet: Arrivederci Avvocato, Presidente, Corrado, noi tutti ci prenderemo cura di Piacenza anche per te.”

 

 

 

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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