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A MAGGIO CERTE ROSE…

Sono arrivate affacciandosi tra foglie di siepi e cespugli. Prima intuite nei boccioli, poi sontuose nel loro spalancarsi. Ora, disfatte dalle piogge, sono già rimpianto. Del resto assomigliano alla vita: come la vita danno gioie e dolori, come la felicità, la gioventù e l’illusione durano poco. Seducono con profumi teneri e diversi a seconda del colore. Mi piace sfiorarne la morbidezza, baciarle stillanti di gocce quando hanno lo stesso sapore struggente delle lacrime dei bambini.

Non sono, le rose, il mio fiore preferito, ma le amo come tutti i fiori e spesso esse hanno segnato la mia vita. Nel giardino che amavo, a Palazzo Costa, c’era un muro coperto da rose gialle rampicanti. Molti anni dopo quando non abitavo più lì, mi avvertirono che le stavano sradicando. Riuscii ad averne delle talee e chiamai persino un vero giardiniere perché me le piantasse, ma morirono tutte e fu come se parte della mia infanzia mi scivolasse dalle mani.

Chiamo “Fata Primavera” Mietta, la mia più cara amica d’infanzia , perché sa fare del suo giardino un piccolo Eden. Un giorno mi regalò una Ronsard che tra le rose è la mia preferita. Color avorio rosato con petali fittissimi dal sottile bordo d’un fucsia delicato. La piantai appendendo a un suo ramo i famosi versi del poeta francese: “Mignonne allons voir si la rose…” memore di quando da ragazze studiavamo il francese.

“Le rose di Eliogabalo” Sir Lawrence Alma-Tadema

Un’emozione intensissima, da capogiro, mi è venuta dal dipinto “Le rose di Eliogabalo” che Sir Lawrence Alma-Tadema dipinse nel 1888. Quando lo vidi per la prima volta non conoscevo la vicenda a cui era ispirato e ancor meno il tragico finale quando tutti vengono soffocati dai petali. Non lo sapevo per cui mi apparve come un’esperienza straordinaria immaginare di affondare in quei petali inebriati da quel profumo. Ancora oggi, se non penso al finale, mi pare l’opera d’arte più sensuale del mondo.

Stessa sensualità floreale, ma ben più delicata e gioiosa, mi viene da “L’ altalena” di Jean-Honoré Fragonard opera rococò del 1767. Dondolarsi tenendosi a funi con tralci di rose, circondati da rose, dev’essere meraviglioso, effimero, “inutile”, ma meraviglioso. Per questo la mia poesia “Da Fragonard al ’68 al ’98” si conclude : “…se i nostri sogni dovevano finire/ era meglio lasciarli/ su altalene di rose.”

Giorni fa Mietta mi chiama commossa e racconta che una badante straniera che accompagnava una signora in carrozzina, le ha suonato il campanello per chiedere se poteva regalarle una delle sue belle rose rosse. Disse di essere ucraina con dei familiari in guerra e che il giorno dopo sarebbe stato il suo compleanno. Evidentemente era un modo per avere qualcosa di bello per sè, probabilmente l’unico regalo che potesse permettersi. Mietta mi racconta del suo viso triste e sciupato. Ci siamo commosse in silenzio immaginando la signora con soltanto la rosa tra le braccia e nient’altro e nessun dei suoi cari a farle compagnia. Sono certa che quella rosa non l’avrà punta con le spine: anche i fiori capiscono, ne sono certa.

In queste ore c’è sul web un video girato sul luogo dell’alluvione che ha devastato l’Emilia- Romagna. Mostra un piccolissimo mistadello, o sacello, al cui interno c’è un’ immagine sacra. Ai lati della piccola e sottile colonnina di mattoni ci sono delle rose fiorite. Mentre intorno tutto è fango e distruzione quel piccolo punto di spiritualità popolare e contadina è rimasto intatto. Non dico che sia stato un miracolo, ma credo voglia dirci che, comunque la si pensi, c’è qualcosa d’altro oltre la materia, oltre il dolore: la bontà solidale, un’altra dimensione del pensiero, un mistero che ci supera e ci contiene e forse indica significati migliori tutti da scoprire fuori e dentro di noi.
Bruna Milani

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15 Commenti

  1. Che dire di un articolo di Bruna della sua partecipazione, della competenza, dei “modi” con cui ti trascina nei suoi ricordi ma poi inutile servirsi di parole quelle le lasciamo alla maestra
    Bruna Milani

  2. Leggere Bruna Milani è come tuffarsi in mille sensazioni.
    Ho visto chiaramente il colore delle rose, ne ho apprezzato il profumo e ho sentito la morbidezza dei petali.
    Ho visto Bruna bambina di fronte a un roseto così grande per i suoi occhi piccini e ho sorriso insieme alla signora ucraina, mentre gioiva con quella meravigliosa rossa rossa tra le mani.

  3. Molto bello, soprattutto il finale, nel quale è tracciata una possibile via d’uscita dallo scenario apocalittico nel quale siamo immersi. A quella diversa dimensione del pensiero dobbiamo abbarbicarci … per salvarci.

  4. La poetessa Bruna Milani sa toccare le corde giuste , attingendo al suo vasto repertorio lessicale per accendere emozioni , sensazioni ,che potenti hanno la capacità di immergerci in una realtà ovattata , tale da farci percepire il suo stato d’animo ,a contatto di quei capolavori del creato che sono le rose e il mondo floreale

  5. Bello e tenero articolo, pausa fra notizie non sempre liete.
    Un abbraccio solidale a tutti i colpiti dalla calamità in Romagna, con l’augurio di uscirne quanto prima.

  6. Le Rose nonostante tutto hanno il potere di rifiorire sempre e ne esistono una per ognuno di noi e per ogni periodo della vita ..anche quella sopravvissuta nella cappellina intorno alla devastazione…lory

  7. Il testo dedicato alle rose è un bellissimo medaglione di poesia e anche di tristezza che a sua volta si rivela poesia ; la delicatezza del testo ci trasmette proprio il senso della delicatezza stessa del meraviglioso fiore – e la sua fragranza.

  8. Solo Bruna Milani , in questo periodo di materialismo e di fretta, molto spesso indotta , sa cogliere la bellezza e il “profumo” di gesti semplici ma significativi legati a fiori bellissimi e che, se donati , possono dare un poco di gioia anche a chi nel cuore ha tanta tristezza. .

  9. La tua sensibilità per i sentimenti, la bellezza e l’arte è davvero straordinaria e “potente”, anche se connotata da una nota malinconica e, talvolta, perfino dolente, ma mai definitivamente sopraffatta dal pessimismo.
    In me, che ho percorso gli aridi sentieri della razionalità filosofica e delle sue applicazioni ai sistemi formativi e organizzativi, questa tua capacità suscita sentimenti di ammirazione e gratitudine, per il suo potere di condurmi in spazi più ariosi e, nel caso specifico, più profumati.

  10. Bellissimo racconto mi hai mandato questo messaggio mentre stavo fotografando delle rose nel parco del castello di Este. Forse è vero che nelle rose c’è qualcosa che ci fa unire. Ti mando le foto

  11. Ho posato a terra il vaso pieno di rose gialle, davanti alla finestra, per dare da bere alla luce. ( Christian Bobin) ….Con questa bellissima citazione voglio ringraziare Bruna Milani per il toccante articolo “A Maggio certe rose….”

  12. Un meraviglioso ed evocativo apologo floreale riconducibile ad un verso di Ahmed Yasawi e che recita:

    Bir lahzada alemni gülistan etgan

    O Dio che in un istante rendi il mondo un giardino di rose

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