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A “FUORI VISIONI” LO SPAZIO DI CONFINE, TRA PIAZZE E STRADE DELLA CITTA’

Inaugura, con date soggette a possibili modifiche in relazione all’andamento della pandemia, il secondo atto di Fuori Visioni 6, che questa primavera sceglie di immergersi nelle strade e nelle piazze di Piacenza per costruire un percorso di ricerca all’insegna dello spazio di confine.
Dal 30 aprile al 2 maggio 2021 la sesta edizione di Fuori Visioni torna ad abitare le strade e le piazze di Piacenza, reinventandosi come itinerario da percorrere in sicurezza e nel rispetto delle normative attualmente in vigore in materia sanitaria. Per tre giorni Fuori Visioni animerà lo spazio urbano con installazioni, progetti artistici, atti performativi, laboratori, coreografie e incontri per costruire una riflessione collettiva che ruota attorno al tema del confine e alle sue infinite declinazioni.


Fuori Visioni 6 – Atto II si inserisce all’interno di un percorso in due tappe che ha avuto inizio lo scorso autunno. In risposta alle radicali trasformazioni innescate dall’emergenza sanitaria e in coerenza con la propria missione, Fuori Visioni sceglie di adattarsi al panorama attuale e assume la forma di racconto in due capitoli. Il primo atto, realizzato dal 11 al 15 settembre 2020 come sperimentazione digitale, ha visto la partecipazione di oltre trenta artisti, performer e intellettuali di calibro internazionale e ha affrontato il tema del muro mettendo a nudo i filtri biotecnologici che regolano il nostro esistere online. Il secondo atto esce oggi dalla dimensione digitale e si immerge nella rete urbana, assorbendone esigenze e istanze per trasformarsi in opportunità di riflessione.
Fuori Visioni 6 – Atto II si trasforma in percorso di riappropriazione dello spazio urbano, concepito come un viaggio che attraversa la città costellandola di interventi artistici e momenti di condivisione. Scaricando gratuitamente la mappa del percorso, i visitatori potranno intraprendere un itinerario attraverso la città alla ricerca delle opere nascoste nelle sue vie.
Tra negozi dismessi, garage, porticati, sottopassaggi, piazze e balconi, la città di Piacenza diviene un laboratorio a cielo aperto, dove l’arte contemporanea in tutte le sue forme si rivela al pubblico passo dopo passo e diviene strumento di indagine per affrontare il difficile territorio del confine attraverso i contributi di uno straordinario team transnazionale di artisti, performer, associazioni, e intellettuali. Mentre le installazioni di Taher Nikkhah Abyaneh e Robert Allison invitano i visitatori a farsi protagonisti ed entrare fisicamente nella zona di confine tra opera d’arte e pubblico, Ivana Mirchevska ed Elena Chemerska indagano lo spazio virtuale come condizione dell’esperienza reale attraverso l’uso di avatar e alter ego digitali; l’artista piacentino Filippo Falaguasta lavora su una dimensione storica del confine, mentre per Alice e Filippo Biazzi la vera tela sono i social media da cui traggono storie e racconti provenienti dal primo atto di Fuori Visioni 6.La dimensione performativa del confine viene esplorata dal Gaia GuastamacchiaFrancesca Angona e Rebecca Sola, mentre Miguel Ferrão Lopes e Julian Sanchez si addentrano nello spazio del corpo riempendolo di nuove domande e interrogativi. Non manca le azioni a distanza di Mahmoud Saleh Mohammadi e di Tiago Rorke, che orchestreranno nuove relazioni spaziali a da Anversa e Lisbona.

Affianca come sempre i progetti artistici un nutrito programma di talk e interventi trasmessi in digitale sui canali social di Fuori Visioni. Giuseppe Magrone e Domenico Dom Barra, rispettivamente fondatori di Linea Festival e del progetto White Page Gallery/s e ci guidano in una tavola rotonda sui confini del linguaggio dell’arte, mentre Cheap Festival di Bologna indaga i confini urbani e le nuove strategie di rigenerazione. Segue l’intervento di Lisa Manzoni, che racconta l’esperienza della compagnia teatrale PuntoZero all’interno del carcere minorile Beccaria di Milano. Completano infine il percorso i laboratori aperti al pubblico di CedroLab, Alice Imbriani e Beatrice De Rosa, che saranno tuttavia realizzati nei prossimi mesi per garantire il rispetto dei massimi standard di sicurezza per i partecipanti.
Fuori Visioni 6 – Atto II conclude una narrazione che ha accompagnato artisti e pubblico in oltre un anno di lavoro, costruendo una riflessione che spazia dal digitale al fisico, dal virtuale al reale, dal muro al confine: una camminata virtuale e non attraverso gli spazi del nostro essere ora invasi, contaminati, reinterpretati dalle molteplici sfumature dell’arte contemporanea.

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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