50 coperti, 9 dipendenti, il vegano piace e come.
Dopo tre anni di vita, all’interno di un progetto più ampio che coinvolge anche musica e artigianato, Lo Fai, il ristorante vegano di via Cavalletto, si colloca in vetta alle classifiche di gradimento del food a Piacenza.
Riso, pasta, involtini, polpette, persino kebab. Tutto rigorosamente privo di alimenti di origine animale e con ingredienti che seguono la stagionalità.
Una scelta estrema? Per chi ha sposato una filosofia di vita ben precisa? Nulla di radicale. Il ristorante è frequentato da un pubblico eterogeneo quanto ad età (dai bambini agli ottantenni) ma soprattutto quanto a scelte alimentari e di vita. C’è il vegano convinto e informato (sempre di più anche a Piacenza), c’è chi ogni tanto, al solito panino/piadina, preferisce un pasto leggero e comunque salutare, c’è poi chi arriva qui per caso senza nemmeno sapere che il locale è vegano (“qualcuno lo ha scoperto dopo aver frequentato per settimane il ristorante” ci racconta Nicola Curtarelli di Lo Fai).
Un luogo accogliente, con un approccio inclusivo, che non rinuncia a diffondere un messaggio molto chiaro e sempre più condiviso, quantomeno a livello di informazione.
Al di là di questo, un’avventura imprenditoriale giovane che ha sfondato in un mercato non facile e in una città diffidente per tradizione nei confronti di qualsiasi novità, a prescindere!!
Il locale e tutto il progetto che vi ruota attorno, sono gestiti con professionalità, competenza, gentilezza e disponibilità.
Il cibo è buono, con prezzi bassi, accessibili ai più. E infatti, senza sforzi di comunicazione e marketing, il giro del vegano è aumentato in modo esponenziale. Il locale è quasi sempre completo e il passaparola lo ha già ampiamente premiato, anche oltre i confini provinciali. Da pochi tavoli e poche portate si è arrivati a 50 coperti e un menù articolato che varia ogni giorno. Non resta che provarlo, con lo spirito di scoprire nuove frontiere per il nostro palato e con il piacere che sempre si prova a trovare cibo già pronto e a mettere, come si dice, “le gambe sotto al tavolo”. Buon lavoro a questi ragazzi, dunque, e a voi b appetito!!







