Salumi e vini del territorio accompagnano questo ciclo di AperiArte alla Ricci Oddi con Salvatore Mortilla. La gente partecipa per mangiare gratis? Poco importa.
Il pubblico é attento e numeroso e ogni volta esce dalla Galleria con qualche emozione in più e forse con la voglia di tornare anche a digiuno. Anche Mortilla, nel suo stile innovativo e fuori dalle righe, non rinuncia a sorseggiare un bicchiere di vino durante il suo intervento.
L’arte lascia cattedre e piedistalli, scende da impostazioni rigide e va incontro alla gente. Tanta gente.
Le considerazioni, a margine del primo appuntamento del 24 gennaio, sono semmai altre:
- L’iniziativa AperiArte piace
- Mortilla é bravo
- l’arte, se ben illustrata, piace a tutti
- la Galleria Ricci Oddi é un luogo speciale

quindi:
PERCHE’ NON SI ATTUA UNA REALE VALORIZZAZIONE DI QUESTO SPAZIO? mancano le risorse, certo. O forse non vengono utilizzate in modo mirato.
La Galleria piacentina, tra le tante carenze, presenta ancora un microclima inadeguato. Freddo in inverno!!caldo d’estate!!ma come volete che raccolga pubblico in queste condizioni!!!! Un vero peccato, che lascia l’amaro in bocca ogni volta che si entra qui. E il pensiero va al progetto iniziale, quello di un mecenate innamorato dell’arte che lasciò la sua collezione alla città. Una città ingrata, che gira lo sguardo altrove e che lascia all’oblio le sorti di questa Galleria.




