HomeAttualitàIL GIORNO CHE FINIRA' PRIMA DEL TRAMONTO

IL GIORNO CHE FINIRA’ PRIMA DEL TRAMONTO

Mercoledì 12 agosto, a Piacenza, il Sole non tramonterà come tutti gli altri giorni.

Alle *19.28* la Luna comincerà lentamente a passargli davanti. All’inizio sarà soltanto una piccola ferita nera sul bordo del disco; poi continuerà a divorarlo, minuto dopo minuto, mentre il Sole scenderà verso l’orizzonte.

Alle *20.21* arriveremo al massimo dell’eclisse: la Luna avrà coperto circa il *93 per cento del disco solare**. Del Sole resterà soltanto una falce sottilissima, sospesa a poco più di un grado sopra l’orizzonte.

E allora accadrà qualcosa che normalmente il cielo non sa fare.

La luce diminuirà progressivamente, ma non come avviene durante un comune tramonto. Cambierà consistenza. I colori perderanno calore, le ombre diventeranno strane, l’atmosfera sembrerà trattenere il respiro. Sarà come se la notte, impaziente, arrivasse in anticipo e venisse a mettersi accanto al giorno prima che questo abbia finito di andarsene.

Il massimo dell’eclisse precederà il tramonto di appena undici minuti. Alle *20.32*, infatti, quella piccolissima falce di Sole scenderà sotto l’orizzonte, ancora quasi interamente nascosta dalla Luna.

Non assisteremo semplicemente a un’eclisse e nemmeno semplicemente a un tramonto. Vedremo le due cose accadere insieme: un crepuscolo dentro un altro crepuscolo, la luce sottratta due volte, prima dalla Luna e poi dalla Terra.

Geometricamente l’eclisse continuerà fino alle *21.11*, quando il Sole sarà ormai invisibile sotto l’orizzonte. Ma lo spettacolo che potremo vedere sarà tutto racchiuso in quell’ora sospesa fra le 19.28 e le 20.32: sessantaquattro minuti durante i quali il cielo cambierà lentamente volto.

Per osservarla bisognerà scegliere un luogo con l’orizzonte completamente libero verso **ovest-nord-ovest**. Il Sole sarà bassissimo: saranno sufficienti un edificio, una fila di alberi o una collina per nasconderlo.

E serviranno obbligatoriamente occhialini certificati per eclissi **ISO 12312-2**. Gli occhiali da sole, anche molto scuri, non proteggono gli occhi.

Se il cielo sarà limpido, mercoledì sera vedremo il giorno spegnersi mentre è ancora giorno.

E per qualche minuto ci sembrerà quasi di poter toccare la notte.

e Bon!

Stefano Torre
Stefano Torrehttps://www.stefanotorre.it/
Nato nel 1965 a Piacenza, dove vive. Poeta Realista Terminale, astrofilo, blogger, influencer, giocatore di Subbuteo, ex candidato sindaco surreale, soggetto clinicamente distonico e uomo bionico. Negli anni Novanta è stato tra i promotori in Italia del movimento d’opinione contro l’inquinamento luminoso. Nel 2017 si è reso protagonista di una surreale candidatura a sindaco di Piacenza, con una campagna elettorale basata esclusivamente sulla presa in giro dei politici. A lui è dedicato il romanzo di Marcello Pollastri, Torresindaco, (2017), con prefazione di Andrea Scanzi. È autore della raccolta di poesie Marinai e poeti sono tutti morti, poesie di stelle (1994) e Il cristallino di piombo (2020), con prefazione di Guido Oldani; ha dato alle stampe le riflessioni, pubblicate nel suo blog dal giugno 2019 al settembre 2020, col volume L’erede al trono di Danimarca (2020). I suoi testi poetici sono inseriti nelle antologie Hacker pentiti contro i Realisti Terminali, a cura di Igor Costanzo, Mursia 2021, Christmas blues e il Realismo Terminale (2021), Il carnevale dei piedi. Maschere e mascherine (2021) e Lo sgabello degli angeli (2021), trilogia a cura di Tania Di Malta, sono pubblicati nelle riviste «Coelum», «BezKres» e comparsi in rassegne di festival di poesia.
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