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Faust al Municipale. Bellissimo allestimento. Critiche e mugugni (ingiusti )per i video tra un atto e l’altro. Un’apertura a linguaggi innovativi che l’Opera deve attuare se vuole sopravvivere

Grandi interpreti e una resa musicale di alto livello per il Faust di Gounod.

Faust a Piacenza dopo oltre mezzo secolo-Un nuovo allestimento del Teatro Comunale di Modena, in coproduzione con Fondazione Teatri di Piacenza e I Teatri di Reggio Emilia, in scena venerdì 15 e domenica 17 a Piacenza, che si è guadagnato anche diverse critiche, a mio parere, infondate.

In particolare la regia, con la scelta innovativa di collocare tra un atto e l’altro proiezioni video, ha scatenato i malumori di alcuni spettatori, che in modo piuttosto rumoroso e maleducato, hanno espresso il loro dissenso, contrastati, invece, da chi voleva seguire senza interruzioni la proposta nuova, declinata non a caso, per stupire, ma con profondità.

Perché inserire i video-Come spiegato dal regista Simone Deari in un’intervista a Video Piacenza e nelle note del libretto, i video in questo caso sono “uno strumento drammaturgico…un sipario immaginifico, che non interferisce con la linearità della vicenda, ma che invita lo spettatore ad una meditazione contemplativa dell’opera”. Uno stimolo, come precisato più volte, per riflettere sulle eterne domande che l’Uomo si pone fin dagli albori in tema di “Le età dell’uomo” “Gli idoli” “La casa” e “La natura”, senza dimenticare come l’opera di Gounod si rifaccia ad uno dei pilastri del pensiero occidentale, leggenda senza tempo, ancora oggi stimolo affascinante per artisti e intellettuali.

Accanto alla scelta di rispettare la collocazione della vicenda di Faust senza trasposizioni temporali, c’è stata dunque quella di non rinunciare ad inserire linguaggi nuovi, legati alla contemporaneità, proiezioni video di pochi minuti che non sono state del tutto “digerite” dal pubblico piacentino.

Pochissimi i giovani a teatro per l’Opera-Il tema è spinoso. Si vuole innovare il teatro dell’opera, ma non si è pronti ad accogliere qualche piccolo innesto che possa coinvolgere e interessare anche un pubblico più giovane, senza per questo intaccare l’autenticità di capolavori che hanno fatto la storia della musica. Un’apertura a nuove forme di arte che, se applicate con gusto e profondità, come nel caso di questo Faust, potrebbero semplicemente traghettare queste opere oltre i confini di epoche diverse e raggiungere e interessare nuove generazioni.

Bravissimi interpreti a Piacenza-Un patrimonio, quello dell’opera, che viene custodito e riproposto con sensibilità e professionalità da artisti come quelli che ho ascoltato con piacere al Municipale in occasione di questa rappresentazione. Solo per citare i principali: Francesco Demuro nel ruolo di Faust, Ramaz Chikviladze, potente Mefistofele, Davinia Rodriguez splendida Marguerite. Elegante e coerente con i segni di regia il progetto scenico firmato dal collettivo ANAGOOR , vincitore nel 2016, del premio dell’Associazione nazionale dei critici teatrali e candidato al Premio Europa per il teatro 2017. Non a caso, vista, anche nell’allestimento piacentino, l’eleganza e la raffinatezza delle scelte sceniche.

Raffinata e precisa anche la direzione di Jean-Luc Tingaud alla guida dell’Orchestra dell’Opera Italiana, compagine che la partitura di Gounod impegna non poco, come anche quella del Coro della Fondazione Teatro Comunale di Modena, diretto magistralmente da Stefano Colò. Nel complesso un’opera da vedere, anche perché di non frequente rappresentazione, a questi livelli, in teatri di provincia come quello piacentino. Uno sforzo della Direzione Artistica e della Fondazione Teatri che merita un plauso per il coraggio di presentare qualcosa di nuovo, a rischio di subire, come in questo caso, critiche immeritate.

 

 

 

 

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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