“Già lo sentimmo arrivare
nel vento d’agosto …”
così lo intuiva il poeta Vincenzo Cardarelli.
Sappiamo che dopo quel vertice estivo chiamato Ferragosto comincia la discesa verso l’Autunno stagione che, se fosse musica, sarebbe in LA minore.
Se l’Estate è un acuto l’Autunno è un sussurro, se l’Estate è forza l’Autunno è fragilità, se l’Estate è spalancata l’Autunno è raccoglimento.
Gli artisti hanno un modo tutto loro, più vasto e più intenso di vedere e vivere ogni cosa, Autunno compreso, e colgono aspetti, sensazioni, immagini che sfuggono agli altri, ma che si possono ritrovare nelle loro opere.
Il poeta Paul Verlaine si identifica nel “monotono languore ” e piange pensando “ai vecchi giorni’. Marino Moretti s’incanta alla “pioggia fine fine” e a “l’ardore delle bacche scarlatte”.
Roberto Piumini scrive di “uccelli che non cantano niente/ quando di ombrelli / fiorisce la gente” .
Trilussa interroga le foglie: “E non sentite la malinconia / del vento stesso / che vi porta via?”
Federico Garcia Lorca si gusta “la dolcezza infantile / della mattinata tranquilla” mentre Emily Dickinson decide di mettersi un gioiello dato che ” l’acero indossa una sciarpa più gaia ” e “la campagna una gonna scarlatta.”
Questa stagione è piena di sfumature: il cielo turchino diventa prima celeste e poi grigio, la luce da accecante diventa semplicemente luminosa, il caldo torrido si fa tepore e poi brivido. Prima però di posarsi sull’ultimo accordo, l’Autunno ha un ultimo slancio di vitalità che le foglie esprimono in colori sontuosi come gioielli: oro, ambra, rubino, ametista, granato.
Diversi pittori hanno saputo catturare l’istante magico di certe tonalità.
Piet Mondrian, col suo albero dal tronco rossiccio, dai rami quasi spogli e le foglie cadute intorno, mentre nell’ultimo azzurro del cielo vibrano ancora piccolissimi accenni dei colori d’estate.
Gino Rossi, pittore che adoro, dipinge un albero con le chiome dorate in un paesaggio nel quale i colori sembrano opacizzati dalle prime brume.
È Vincent Van Gogh l’artista che non solo ha immortalato tutto l’oro d’autunno, ma vi è entrato fino a immedesimarsi e inebriarsi. Lo dimostra quest’opera che pare tutta un pulviscolo dorato così totalizzante che guardandola ci si perde.
Van Gogh amava talmente le tinte autunnali che scrisse al fratello: “Finché ci sarà l’Autunno non avrò mai abbastanza mani, tele e colori per dipingere tutta la bellezza che vedo”.
A questo, a scoprire bellezza e verità dovrebbero servire la poesia e l’arte, a renderci più consapevoli di ciò che ci circonda. Dovrebbero accompagnarci nel tempo per renderci più partecipi della Vita dandoci il coraggio di guardarle negli occhi sia i suoi abissi che le sue meraviglie.
Il “Sì sta come d’autunno sugli alberi le foglie” di Giuseppe Ungaretti è talmente vero da far paura. Si riferisce non solo a chi è in guerra, ma a tutti noi, alla nostra precaria esistenza.
Come ogni cosa anche l’Autunno ha il suo rovescio. È evidente il contrasto fra la “pioggia fine fine”di Marino Moretti e il recente diluvio che ha distrutto territori, coltivazioni, case, portando miseria, paura e morte. È l’altro volto della natura, la parte cattiva (anche per colpa nostra) di una stagione che ha piogge dolci o furiose, ombre che s’allungano, tepore che diventa brivido. Tempo di raccogliere i frutti del rapporto uomo-natura: la vendemmia, la raccolta delle olive, delle mele e poi funghi e castagne.
Tempo di ritorni: a casa, a scuola, al lavoro, alle solite abitudini, mentre le rondini invece se ne vanno.
Tutto sembra declinare, spegnersi e finire.
Giorni brevi e più freddi, ore sempre più lunghe di buio, meno uscite, meno incontri.
Rannicchiati in casa potremmo apprezzare la rassicurante sensazione di essere finalmente insieme in un nido umano foderato d’affetti se non fossimo sempre col cellulare in mano.
Occasione di dolcezza è l’Autunno, ma nulla di stucchevole solo silenziosi momenti di solitudine che non va sempre evitata, perché può diventare spazio interiore, occasione di libertà mentale, riflessione, ricordi. Tempo grigio di malinconia non di tristezza, perché è più lieve, più delicata di un vero dispiacere. È un sentimento sottilissimo sospeso fra rimpianti di non si sa cosa e pallidi desideri di chissà che.
È dolcissimo crogiolarcisi dentro, lasciarsi invadere da questa mollezza, questa resa . Esperienza da fare per coincidere con l’essenza stessa dell’Autunno, capirlo e coglierne tutta la tenerezza soprattutto se avvolti in un caldo scialle e con un gatto fra le braccia.
Bruna Milani




Articolo bellissimo e profondo, grazie
Complimenti Bruna,leggerti è sempre una delizia
Che bellissimo pensiero sull’autunno! Colto e pieno di sensibilità! Ringrazio sempre Bruna Milani per la sua sempre grande capacità di trasmettere emozioni e punti di riflessione.
Bravissima Bruna!
Bruna Milani incarna attraverso la sua sensibilità poetica la possibilità di essere presente e attiva nella “storia” presente come cittadina ma anche vicina alle altre presenze e dimensioni che non sono quelle di noi esseri umani nelle scadenze adrenaliniche del tempo ordinario.Le piante, gli animali, le sfumature del tempo nello scorrere delle stagioni…,seppure impazzite, ma non nel nostro sguardo interiore che le cerca e in esse spera di ritrovare pezzi sé e…una pace che non c’è.
Ancora una volta, Bruna ha risvegliato in me la meraviglia, il piacere del “nido foderato di affetto”, lo stupore per la bellezza della Natura in Autunno, senza gli occhiali appannati che la nascondono, affinché non perdiamo di vista…le cose che contano.
Solo chi sa cogliere le sfumature di tutto il bello che ci circonda può donare a tutti emozioni e stupore. Grazie Bruna.
Bruna scrivi d’incanto!!!!!
Articolo che fa vibrare l’anima e ti chiede quasi di essere anche tu disposto al cambiamento.
E così la malinconia, emozione tipica dell’autunno, diventa armoniosa in questa necessità di autenticità nel contatto con la natura così ben descritta nei suoi molteplici aspetti.
Uno scritto dedicato e ” dolce come l’ autunno”!
Bruna, la tua penna leggera, come una di quelle foglie colorate cullate dal vento, attraverso il suo girovagare tra poeti e pittori, ha dipinto il TUO animo alla ricerca della VITA…” con il coraggio di guardarla negli occhi nei suoi abissi e nelle sue meraviglie”.
Un animo, il tuo, sensibile e sempre pronto a scoprire e rivelare agli altri ” bellezza e verità “….anche se, quest’ ultima, spesso irriverente e impietosa.
Ancora una volta…grazie!