Ancora una denuncia da una cittadina che segnala una situazione di pericolo e degrado nel cortile di palazzo Gotico, quella piazzetta Pescheria che vediamo in una foto di archivio, nel cuore della città, a pochi metri dal presidio della polizia municipale a palazzo Mercanti e all’ombra di uno dei monumenti più belli di Piacenza.
Mercoledì 22 marzo, ore 14,40.
“Mi trovo a passare in bicicletta nel cortlle interno del Palazzo Gotico perché devo recarmi allo IAT. Contro il muro vicino al voltone dei bagni pubblici sono seduti due derelitti, una ragazza abbastanza giovane e un uomo dall’età indefinibile, forse cinquant’anni, entrambi molto sporchi, poco raccomandabili, con al seguito cinque cani enormi di cui uno con museruola e guinzaglio. I cani scorrazzano liberamente nel cortile e sotto i portici del Palazzo Gotico, mentre i due sbandati restano inebetiti a guardarsi attorno. Intanto che lentamente parcheggio e assicuro la bici alla rastrelliera, uno dei molossi fa i suoi bisogni nel mezzo del cortile. Richiamo l’attenzione della ragazza, che aveva comunque seguito la scena del cane, facendole notare che uno dei suoi cani aveva sporcato il cortile e lei, per tutta risposta, accompagnata dall’abbaiare degli animali e dal farneticare del suo compagno di miserie sbraita e aizza i cani. Il cortile è tutto un gridare, ringhiare, abbaiare, inveire contro di me. Entro allo IAT, dove le impiegate stanno già telefonando alla Polizia Municipale, il cui ufficio si trova a circa trenta passi dal cortile del Palazzo Gotico, per richiedere il loro intervento. Nello stesso momento entra allo IAT con il cane dalla museruola, inferocito e con le fauci spianate, la povera disgraziata, dai piedi scalzi e luridi, infuriata con me perché le avevo fatto notare che il cane aveva sporcato il cortile, mentre, a suo dire, il cane aveva solo versato dell’acqua, in quanto feci liquide. Invitata ad uscire dallo IAT, la giovane raggiunge l’altro meschino personaggio e il resto della canea.
Sbrigate le mie faccende, esco dallo IAT e riprendo la bicicletta, accompagnata dagli sproloqui dei due soggetti e dalla continua assordante cagnara. Siccome mi piace andare a fondo alle cose, entro nell’ufficio della Polizia Municipale, dove una cittadina sta già riferendo l’episodio al Vigile di turno, facendo notare che i cani, pur dall’aria pericolosa, sono lasciati liberi di scorrazzare in pieno centro città, e solo uno ha museruola e guinzaglio. La stessa afferma che sono due giorni che i due strani elementi stazionano nel cortile del Palazzo Gotico, con grave rischio per chiunque passi di lì. Aggiungo anch’io la mia testimonianza e il Vigile, in modo svogliato e quasi infastidito, mi assicura che manderà una pattuglia per un sopralluogo.
Mi chiedo perché, nonostante l’ordinanza contro gli accattoni (e per di più con al seguito animali pericolosi), quei due non sono stati cacciati prima dal “salotto” di Piacenza. O forse non esiste più un “salotto” a Piacenza, come come la sicurezza e il decoro?”
Lettera firmata



