HomeAttualità piacentinaSTORIA DI PASQUALINO. UN CANE SPECIALE, CHE SARA' AMATO PER SEMPRE

STORIA DI PASQUALINO. UN CANE SPECIALE, CHE SARA’ AMATO PER SEMPRE

La storia di un animale al quale siamo affezionati, spesso sembra speciale solo a noi. E non a caso, quasi con pudore, la raccontiamo solo a qualcuno, nel timore di essere fraintesi o, addirittura, derisi, nell’esprimere sentimenti ed emozioni che ci coinvolgono in modo profondo. Non é il caso di Roberta e della sua famiglia che, alla morte di Pasqualino, un randagio adottato otto anni fa e accudito con amore fino alla fine, hanno voluto condividere la storia incredibile di questo “cagnolone” dagli occhi dolci.

Una serie di peripezie, ricordate dalle volontarie del canile nei messaggi che pubblico a margine di questa breve introduzione, spiegano il perché del suo essere speciale. Pasqualino, da come lo descrivono, era un cane destinato ad amare e ad essere amato. Deve averlo saputo dalla nascita se, nonostante i primi fallimenti, ha lottato con ostinazione per arrivare nella famiglia giusta, trovata poi a Piacenza. Un feeling immediato, lo ha unito a Roberta e ai suoi cari; un’adozione decisa senza valutare aspetti estetici o di convenienza, ma basata solo su quello che diceva il cuore. Si, il cuore. Quell’immagine astratta che usiamo per esprimere sentimenti di affetto, cura, dedizione, rispetto INCONDIZIONATI e che evidentemente non vale solo per gli umani. Anzi. Gli animali non ci chiedono nulla, si affidano a noi, ci scelgono e si lasciano scegliere, pronti a restituire senza pretese quel poco o tanto che ricevono da noi. Pasqualino é stato fortunato, perché a Piacenza ha trovato molto più di una casa e di una ciotola piena. Accompagnato a fine vita con dolcezza, ora manca a molti e lacrime discrete scorrono ripensando ai tanti momenti trascorsi insieme. Unico conforto, forse, la convinzione di aver fatto qualcosa di buono, di pulito, “di aver regalato un sogno” di quotidianità e gesti semplici a chi tanto lo desiderava.

Grazie Roberta per aver condiviso una parte della tua vita. Mettere in vetrina i sentimenti costa fatica, lo so. Ma in questo caso, spero, servirà: non solo, come desideri tu, a stimolare una riflessione non banale sul valore del mettersi in gioco per la cura dei nostri amici a 4 zampe (in una stagione in cui, invece, tanti li abbandonano!!) ma anche a ricordare Pasqualino, cane libero e amato per sempre. Pasqui, a modo suo, é già nella storia.

Mirella Molinari

ECCO ALCUNI DEI MESSAGGI DELLE VOLONTARIE DEL CANILE CHE RICORDANO PASQUALINO

“Stasera vi parlo di Pasqualino, detto Pasqui, e del suo desiderio di affetto.
A volte, quando cerchiamo famiglia per cani randagi, pur agendo con le migliori intenzioni, ci chiediamo se stiamo realmente rendendoli felici…ecco, lui è stato una risposta… Pasqualino è un esempio di tenacia e gioia; una creatura meravigliosamente ribelle, che ha scelto di rinunciare alla sua condizione di randagio perché soltanto accanto a chi lo amava sapeva sentirsi veramente libero.

Le prime notizie che abbiamo di lui lo vedono giovincello, 2 anni di dolcezza e vigore, accalappiato sul territorio campano, castrato e poi, dopo la degenza, rimesso sul territorio…una storia comune a tantissimi cani, una storia che per molti finisce così, ma per lui no, lui voleva l’amore, lui PRETENDEVA quel sentimento che probabilmente rappresenta il senso di questa esistenza… Così Pasqui iniziò a presentarsi ogni giorno all’ingresso dell’Asl; dava la zampa, chiedeva grattini e si guardava intorno in cerca della sua persona; non si arrendeva, era dolce e caparbio e lo è stato per tutta la sua esistenza.
La situazione andò avanti per un anno, poi qualcuno ci parlò di lui, lo pubblicammo ed arrivò quella che sembrava una bella richiesta… appunto, sembrava, perché dopo poco tempo la signora ci chiese di riprenderlo. Io credo che Pasqui se ne sia reso conto subito, lui sapeva di non aver ancora trovato il suo posto nel mondo. Così fu portato a Piacenza, in stallo da una volontaria a noi cara e, poco tempo dopo, arrivò per lui quella famiglia tanto attesa, tanto sognata…quella famiglia che cercava negli occhi dei passanti e con la quale ha trovato la sua pace, la libertà dell’anima…si è potuto rilassare, come se per tutta la vita non avesse fatto altro che vagare in cerca del suo luogo ameno.
Pasqui, un cane grosso, nero, adulto, è stato adottato da una coppia che aveva 2 bambine piccole…e questa di solito è un’ottima scusa per scegliere “il batuffolo”.
Loro non hanno detto “vogliamo un cucciolo per farlo abituare”, non hanno detto “le bambine lo vorrebbero bianco”, non hanno chiesto mille prove e garanzie…gli hanno semplicemente aperto il cuore e lui ha fatto lo stesso. Pasqui è stato amato immensamente per 8 meravigliosi anni e questo amore è stato anche più intenso negli ultimi suoi giorni, quando malato e stanco, ha visto la sua famiglia fare di tutto per cercare di salvarlo e soffrire immensamente nel rendersi conto che non c’era soluzione. Pasqui si è addormentato tra quelle braccia che lo hanno fatto sentire a casa, tra quelle braccia che non lo hanno lasciato solo nelle difficoltà…la sua anima è scivolata via da un corpo dolorante ma, ne sono certa, resterà accanto ai suoi cari, perché Pasqui è un cane che resta, un cane che desiderava un’unica libertà: quella di amare ❤
Grazie infinite a Roberto, Roberta, Elisa e Letizia per essere stati il suo posto felice ????????

❤

A Pasqualino avete regalato un sogno…

Ricordo quel giorno…
un incontro casuale di sguardi…
e in un attimo…di anime…

Eravate voi…per lui…
e lui…per voi…

Uno scambio di profonda fiducia…
che ha dato vita ad una realtà commovente…
calda di quell’amore disinteressato che solo gli animali…e pochi umani…conoscono…

Non vi ringrazierò mai abbastanza per quanto lo avete amato…

Lui…uno dei “difficili”…

Avete saputo guardare… oltre…
dentro quegli occhi…
nel profono di quell’anima…
dove erano nascoste tante cose che non aspettavano altro che di potersi esprimere…

Perché nessuno gli aveva dato fiducia prima…

E voi…invece…
persino le bimbe…
così piccine…
e così grandi nel cuore…

Lui…grosso e nero…
leale e fidato compagno…

Ha potuto volare con le…
forti…e pazienti…
ali del vostro amore…

Un abbraccio forte a tutti voi…

E a te..Pasquy…

che sei stato un grande…
che hai vissuto così inaspettatamente a lungo…
sorretto dall’amore di chi ha avuto cura di te…

tutto il mio amore…
che non finirà mai…
perché  sarai sempre con me…

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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