Colpi sgraziati sulla tastiera del pianoforte (a coda), bambini vocianti che maneggiano senza cura violino e chitarra, genitori indifferenti, intenti a fare chiacchere, per nulla preoccupati dal fatto che i loro pargoli stiano mettendo a serio rischio l’incolumità di strumenti musicali (tra l’altro, non di loro proprietà, ma il punto non é questo)
In una delle tante domeniche di apertura al pubblico della ex Chiesa di San Vincenzo a Piacenza, ho assistito a episodi di maleducazione, anzi di inciviltà, che mi hanno veramente colpita.
L’idea del Comune, Fondazione Teatri, Assessorato alla cultura, promossa dall’associazione Arte e Pensieri per valorizzare i Teatini, è innovativa quanto lodevole. Ma deve fare i conti con un pubblico che spesso ne svilisce il significato.

In pratica si tratta di una proposta che prevede aperture della prestigiosa location piacentina, in giornate non legate ad eventi programmati. Dunque libere e con accessibilità consentita a chiunque voglia ascoltare o provare strumenti diversi (pianoforte, violino, chitarra xilofono)

Qualcosa che fa pensare a quelle belle iniziative dei paesi nordici, dove la musica è patrimonio comune e “pane” spirituale per tutti, fin dall’infanzia e con grande consapevolezza.
Già. Non ho visto spiritualità e rispetto, invece, da parte di alcuni tra quelli che hanno partecipato all’iniziativa piacentina, almeno in quel momento (parlo degli adulti, ovviamente). Ma il ragionamento porta lontano. Ad un’impostazione della formazione scolastica che (solo in Italia ) trascura le materie come la musica relegandole in posizione negletta e generando persone come quelle che hanno sollecitato questo sfogo. Gente che entra ai Teatini come al Luna Park e che imbraccia un violino pensando che sia un mandolino. Voci sguaiate che rovinano la perfetta armonia di un luogo straordinario che i piacentini dovrebbero imparare ad amare di più



