“Piacere…Alta Val Tidone” é un lungometraggio prodotto dal Comune di Alta Val Tidone con il supporto di Infopoint di Castel San Giovanni e dell’Ass.ne LaValtidone. Un’altra prova di grande professionalità di Canzio Ferrari e della sua squadra, un’altro tassello di un importante progetto di valorizzazione, di una parte del territorio, attraverso ricerche, immagini e interviste. Mesi di lavoro, realizzato con cura e rigore, ma anche con creatività e talento, hanno portato ad un risultato di alta qualità. In attesa di vederlo, probabilmente nella primavera del 2021, anticipiamo qualche informazione, spunti tratti dal canovaccio che ha guidato le riprese e foto di back stage che ci mostrano già qualcosa delle bellezze catturate dalle telecamere.

“Piacere…Alta Val Tidone”. Si presenta semplicemente così il docu-film prodotto dal comune di Alta Val Tidone per riscoprire e valorizzare un territorio tanto affascinante quanto antico. A condurci in questo suggestivo itinerario…. Lorenza Morisi e Martina Bensi.
L’interessante viaggio tra storia, paesaggi, personaggi, curiosità ed eccellenze enogastronomiche, inizia proprio dal Sentiero del Tidone che ci porta dritti al cuore della valle. Terra di confine tra l’Emilia e la Lombardia.
L’antico mulino del Lentino, situato in prossimità di Nibbiano, è la prima tappa. La struttura, sapientemente restaurata, ci propone… i gustosi batarò, simbolo della tradizione popolare…… e la singolare storia dei contrabbandieri in Val Tidone.

Caminata, un tempo denominata S. Sinforiano, svela i segreti del borgo e di una piccola chiesa. Sorto come borgo fortificato mostra le testimonianze di un lontano passato. Gli stretti e tortuosi vicoli, realizzati per sfuggire al nemico….

Le case torre, che fungevano da punto strategico di osservazione e segnalazione alle località vicine. Caminata, presenta alcuni tra i prodotti tipici dell’alta Val Tidone. Una tavolozza di colori, sapori e tradizioni di vita rurale contadina.
Incredibile ma vero. L’organo della chiesa parrocchiale di Trevozzo, realizzato nel 1700, è legato alla gioventù di Giuseppe Verdi e alle sue prime composizioni.
La troupe di “Piacere Alta Val Tidone” si è trasferita a Busseto in provincia di Parma e a Villa S. Agata in comune di Villanova D’Arda per raccontare un frammento di vita piacentina del grande maestro…Particolari che non tutti conoscono.

Nibbiano! Punto strategico di passaggio collocato lungo una variante dell’antica via Francigena, rispolvera la sua storia. Il castello, custode di tante vicende, ci mostra in via del tutto eccezionale gli originali accessi.
Una breve ma impegnativa fiction ambientata nell’anno 1000, ci svela i motivi della controversia tra Bosone di Nibbiano, personaggio controverso e l’abate Gerberto D’Aurillac del monastero di S. Colombano di Bobbio che 16 anni più tardi salì al soglio pontificio con il nome di Papa Silvestro II°.
Qua e la, tra le caratteristiche vie..Martina racconta Pecorara, come il frequentato appuntamento annuale che contraddistingue il borgo, la… “Rassegna dei prodotti del sottobosco”.

A due passi da Pecorara è situato l’osservatorio astronomico di Lazzarello.
Lorenza ha incontrato per noi il gruppo astrofili di Piacenza che gestisce l’osservatorio.
E dagli spazi infiniti…. il ritorno in Alta Val Tidone…..per riscoprire le origini dimenticate di una piccola frazione…Vallerenzo.
Tre mesi di approfondite ricerche hanno riportato alla luce la vera origine della località e del suo oratorio.
La storia dell’oratorio di Vallerenzo, inizia ben prima della sua effettiva ricostruzione avvenuta nel 1700, addirittura nell’anno 1033.
I segni del passato e le documentazioni emerse svelano le sue antichissime origini.
E da Vallerenzo il viaggio in Alta Val Tidone prosegue nel cuore del territorio con le invitanti ed avventurose escursioni a cavallo.
Senso di libertà negli spazi incontaminati della natura che offre ad ogni stagione suggestivi scenari, tanto cari a chi è cresciuto tra queste montagne.
D’altri tempi e di oggi…E’ il titolo che abbiamo voluto dare alla nostra visita a Genepreto. Ritmi di un tempo lontano. Storia e storie di una borgo alquanto travagliato che ancora si leggono tra le mura del castello. E dal passato, quasi per magia, ritorna a parlare di sé e di Genepreto un personaggio…Ubertino Landi.
Genepreto racconta scorci di vita rurale di usi e costumi tramandati nei secoli fino ai giorni nostri. Consuetudini che rivivono in una tavolata appositamente allestita, ricca di prodotti tipici della valle.
L’itinerario denso di informazioni, si conclude nell’ordinata frazione di Cicogni dove ci attende l’inconfondibile musica folcloristica dell’Appenino.
Una partita a carte, un buon bicchiere di vino e il tipico brindisi dell’Alta Val Tidone.
Questo ed altro a…”Piacere….. Alta Val Tidone”
consulenza storica e artistica:
Vanessa Ferrari
Elena Grosetti
Giovanni Dotti
Rodolfo Carrà
adattamento testi
Canzio Ferrari
operatori di ripresa
Canzio Ferrari
Angela Petrarelli
operatore gimbal
Camillo Casaroli
operatrice drone
Cecilia Ferrari
riprese e foto backstage
Mario Picchioni
Greta Cavallari
controllo audio
Camillo Casaroli
controllo video
Beatrice Cavallari
montaggio
Canzio Ferrari
voce narrante
Fabrizio De Giovanni
responsabile organizzativo
Mario Picchioni
costumi
Consilium Medievale Grazzano Visconti
conducono
Lorenza Morisi Martina Bensi
regia
Canzio Ferrari
I TESTI DEL DOCU-FILM
Il buon giorno si vede dal mattino!!. Lo stesso si può affermare per i testi di un documentario.
La stesura dei testi di “Piacere…Alta Val Tidone” si è protratta per 5 mesi, prima di muovere una sola telecamera e dove si è provveduto a definire gli argomenti nonchè ad intraprendere ricerche storiche, come nel caso dell’Oratorio di Vallerenzo. Infatti, da confronti e verifiche effettuate da esperti, la storia del borgo e del sua piccola chiesa (definita anche oratorio) non erano per nulla attendibili. Una storia per altro erroneamente già da tempo pubblicata.
Le ricerche sono state condotte all’archivio Diocesano di Piacenza e all’Archivio Capitolare della Cattedrale di Piacenza. (cosa che avrebbero dovuto fare i luminari della storia locale).
I testi del docu-film hanno avuto circa 15 stesure prima di essere definitivamente ottimizzati ed ufficializzati nel rispetto dei tempi previsti per ogni singolo argomento.
I testi inoltre devono tener conto di alcuni aspetti importantissimi quali: dinamicità, chiarezza, scorrevolezza e non per ultimo improntati in un contesto di conduzione nelle varie location e con il supporto di immagini. Quindi strutturalmente ben diversi dal un testo di un libro.
L’importanza dei testi va ricercata inoltre nella successiva lavorazione dei piani di ripresa che si basano proprio sul tipo di descrizione prevista. Una sorta di “rotaie” che portano anche alla definizione operativa nella varie location.
Compito del regista è proprio quello di trasformare in immagini la storia e le storie che vengono proposte su carta, evitando inutili lungaggini o ripetizioni anche involontarie e attribuendo interesse al racconto.
L’ultima lavorazione riguarda la suddivisione in battute audio-video o in audio per le conduttrici e le battute in audio della voce narrante. Non per ultimo le indicazioni per una lettura o interpretazione corretta delle parole secondo la dizione italiana.
L’origine di un buon documentario nasce da qui.





