E’ stato durante un corso di aggiornamento, basato sul confronto di esperienze personali, che ascoltando una giovane collega di scuola, Silvia Fava, ho recepito con forza quanta passione ci può essere dietro la professione di insegnante. Una sensazione non nuova, per me, che arrivo dal giornalismo, e che nella scuola transito un pò come una meteora, ma con le antenne alzate; stupita, ogni volta, dal valore dei miei colleghi e dalla tanta serietà di tutta una categoria. Ebbene é ancora Silvia a coinvolgermi oggi, con un post su Fb. Un commento esasperato, ma lucido e accorato, all’ennesima provocazione che arriva da chi, forse, vede la scuola solo come un parcheggio. Ma soprattutto che arriva al termine di giorni in cui i bollettini Covid di Piacenza ci mostrano un sistema scuola vulnerabile e in grande difficoltà, con quasi 200 persone in isolamento a sole due settimane dall’avvio dell’anno scolastico. Frasi che ho già sentito e letto anche io sui social, e che causano rabbia e amarezza. Non tanto e non solo sul piano personale, in un momento delicato e difficile per tutti, ma soprattutto come attacco ad una istituzione, la scuola, che andrebbe invece rispettata e nutrita di sostegno reale. Ecco dunque l’ennesima perla di saggezza:
“Gli insegnanti in quarantena sono contenti perché così stanno a casa”. Chi lo dice evidentemente appartiene al nutrito partito di quelli che pensano che i docenti lavorano poco e male e che dovrebbero essere impegnati anche d’estate. Pronti a giudicare, a volte addirittura a deridere le inadeguatezze di un sistema che paga la poca considerazione anche da parte dello Stato. Distratti, invece, quando si tratta di cogliere gli sforzi dei docenti, la tanta umanità spesa insieme alle competenze, il valore di quanto, mettendosi in gioco, i docenti trasmettono ai loro studenti. Roba da libro “Cuore”? No! Materia più che attuale. Linfa preziosa (al netto delle eccezioni negative, che certo non mancano nemmeno qui) da tutelare e preservare a lungo. Proprio come quando, tanti anni fa ormai, gli insegnanti erano riferimenti veri per la tutta la comunità, pilastri ed esempi a cui nessuno si sarebbe mai sognato di mancare di rispetto.
Mirella Molinari



