E’ impegnato nel trasloco, Zune Predag Vojvodic, imprenditore nel settore della ristorazione tra i più capaci e apprezzati di Piacenza. Serio, preparato, riservato. Al telefono però non si sottrae a qualche domanda che lo porta a ripercorrere la sua storia professionale e personale. Nella giornata di smantellamento dei locali in Piazza Cavalli e della presentazione della nuova gestione, si ferma volentieri qualche istante a pensare al Barino e a quei 15 anni e sei mesi che ha dedicato al locale più famoso di Piacenza
Come ti senti oggi Zune, si chiude un capitolo di storia della città ma anche di storia tua personale e professionale
Sono sereno, sapevo fin dall’inizio che si trattava di un impegno a tempo determinato e quindi chiudo questo periodo in modo convinto, senza rimpianti o recriminazioni. Sono in contatto con la nuova gestione, abbiamo ottimi rapporti e, per quello che so, si tratta di persone molto competenti. Poi, come andrà, si vedrà
Cosa farai adesso? Resti al Bar del Teatro?
Si, continuerò il mio lavoro al Bar del Teatro. Anche qui serviranno alcuni interventi di sistemazione e miglioramenti strutturali. Riapriremo a settembre con orari normali e con l’impegno a fare di questo Bar un luogo speciale. Le potenzialità ci sono tutte e ora che avrò più tempo da dedicare a questo progetto, sono convinto che diventerà un riferimento in un angolo bellissimo della città
I tuoi dipendenti?
Li ho lasciati liberi. Molti hanno già fatto scelte precise e hanno trovato opportunità adeguate alla loro professionalità. In questi anni ho formato una squadra competente e preparata. Ciascuno di loro, ovunque vada, è in grado di portare grande qualità nel lavoro. Un aspetto non scontato, oggi, a Piacenza in questo settore.
Quale è dunque il bilancio del tuo lavoro al Barino?
Come ti dicevo, penso di aver fatto bene, di aver lavorato al massimo e di aver fatto il mio con onore. In questi oltre 15 anni abbiamo servito clienti di tutti i tipi, tra cui anche ministri e personaggi della politica nazionale. Quando era necessario un servizio di livello alto si rivolgevano sempre a noi, sapendo che eravamo in grado di offrire una risposta adeguata, che ha fatto fare bella figura anche alla città.
I momenti più belli?
I primi anni fino al Covid. Una lunga cavalcata di momenti bellissimi, di lavoro intenso ma gratificanti (penso ad esempio all’adunata nazionale degli Alpini). Un periodo florido nel quale anche noi abbiamo fatto la nostra parte, con un ruolo importante per la città
Ai tuoi figli consiglieresti il tuo mestiere? Hanno seguito le tue impronte?
I miei figli studiano e spero possano fare quello che sentono sia giusto per loro. Però il mio mestiere lo hanno imparato perché in questi anni mi hanno sempre aiutato. Diciamo che in caso di bisogno, un piano B per cavarsela lo avranno sempre
Gran lavoratore, instancabile…ora cosa farai nel tempo libero che avrai in misura maggiore rispetto a prima?
Be rimane il lavoro al Bar del Teatro dove voglio impegnarmi al massimo. Resta poi anche il catering che continuo a garantire per alcuni clienti e su numeri non troppo grandi. Per il resto, dopo 40 anni dietro al bancone, se come spero avrò un po di tempo libero, mi dedicherò a qualche bel giro in bicicletta.



