Cos’è successo a Piacenza? Perché non è stata messa subito in zona rossa? La #fase2 prevede aiuti concreti per la nostra città?
Gli interventi del ministro dei trasporti Paola De Micheli, del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e del presidente del consiglio Giuseppe Conte su #Piacenza e #coronavirus.
Il video della nostra diretta Facebook, registrata questo pomeriggio davanti alla prefettura.
Confronto in prefettura questo pomeriggio a Piacenza tra il premier Giuseppe Conte e le istituzioni del territorio: il sindaco di Piacenza e presidente della Provincia Patrizia Barbieri, il prefetto Maurizio Falco, alcuni sindaci del piacentino (Alessandro Piva – Podenzano, Romeo Gandolfi – Fiorenzuola, Lucia Fontana – Castelsangiovanni),
il direttore generale dell’Ausl di Piacenza Luca Baldino e il direttore sanitario Guido Pedrazzini; presenti anche Luigi Cavanna e Andrea Magnacavallo e Daniela Aschieri (primari ospedalieri), Alessandro Guidotti (presidente provinciale Croce Rossa) e il coordinatore provinciale Anpas Paolo Rebecchi. Al vertice hanno poi partecipato anche il ministro dei trasporti Paola De Micheli e il presidente della Regione Stefano Bonaccini.
“Piacenza è tra i territori più lacerati da questa emergenza – ha dichiarato il primo ministro Conte – Ci avviciniamo alla fase 2, la fase di convivenza col virus, che non è però una liberazione: uscire dall’emergenza richiede ancora tempo, bisogna procedere con gradualità. Dal 4 maggio tanti lavoratori ripartiranno, non vogliamo farci cogliere impreparati. C’è un piano nazionale e ci sarà un confronto quotidiano con i vari territori.
QUALI MISURE CONCRETE PER PIACENZA?
“Piacenza – ha detto Conte – è un territorio che merita un ristoro da parte dello Stato, una particolare attenzione che spero sarà molto cospicua, insieme alle altre provincie colpite della Lombardia. È previsto inoltre un nuovo decreto sulle misure economiche, un altro progetto su sanità, infrastrutture e agricoltura. C’è poi il progetto del primo ospedale post Covid, un ospedale militare che potrebbe essere assoggettato ad un progetto di rilancio. Stiamo lavorando per dare un segno di rilancio al territorio ferito perchè lo Stato deve premurarsi ancora di più quando c’è stata così tanta sofferenza.”
PERCHÈ PIACENZA NON È STATA MESSA DA SUBITO IN ZONA ROSSA?
Il Presidente del Consiglio a questa domanda ha risposti che il governo ha “seguito le indicazioni degli scienziati. È vero che c’è una prossimità con Codogno, ma ci era stato suggerito che applicare la zona rossa al lodigiano sarebbe stato sufficiente. Piacenza, in seguito, è comunque stata interessata dalle misure molto severe applicate in Lombardia, e nel momento in cui abbiamo disposto una zona rossa molto più estesa a livello regionale Piacenza era compresa”.



