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[VIDEO] Comitato Terme Valtrebbia. Petizione e analisi acque

Il Comitato Terme della Valtrebbia non perde tempo e dalle parole passa all’azione. A un anno circa dalla sua costituzione, con la partecipazione di alcune associazioni già impegnate in tema di salvaguardia della Val Trebbia, lancia una petizione e ottiene l’analisi delle acque, tuttora in corso.

Obiettvi: evitare speculazioni su un terreno strategico e di pregio naturalistico e rilanciare la valle attraverso le Terme.

“Preoccupazione e obiettivo del comitato-come annunciava un comunicato diffuso in occasione della sua presentazione-  è quello di impedire che, con il fallimento della società “Terme Village” e con la messa all’asta del terreno su cui dovevano essere realizzate strutture a sostegno del rilancio delle Terme di Bobbio (terreno ora occupato da strutture non compiute e fatiscenti), il progetto Terme di Bobbio abbia a scadere definitivamente regalando terreno edificabile (espressamente reso tale solo in ragione del rilancio delle terme) a progetti di edificazione assolutamente incoerenti col paesaggio e con gli obiettivi di rilancio economico della zona.
Per questo il Comitato Terme Valtrebbia  promuove una petizione popolare per chiedere agli amministratori di Regione, Unione Comuni e Comune di Bobbio di acquisire il terreno facendo un’offerta al tribunale di Torino che gestisce l’asta.”

Abbiamo incontrato alcuni componenti del Comitato, abbiamo raccolto la loro voce, le loro proposte, il loro appello rivolto alle istituzioni, certo, ma soprattutto a tutti coloro che amano la Val Trebbia, che ne percorrono sentieri e valli ammirandoli, che credono nella unicità di questa valle e dunque sono pronti a sostenere la battaglia di un suo rilancio.

Sentiamo la voce di SILVANA ALLESTI E LINO ANELLI del Comitato Terme Valtrebbia

PETIZIONE

Partiamo dagli ultimi fatti.

Il recente sostegno alla candidatura di“ Bobbio e la val Trebbia” a sito patrimonio Unesco dell’umanità è un importante segnale di attenzione al territorio.

Dice che da parte dell’Unione Comuni val Trebbia – Luretta e della Regione c’è l’obiettivo di investire sul patrimonio geologico e paesaggistico, culturale e storico della val Trebbia, per una gestione lungimirante della risorsa territorio.

Gestione di cui c’è estremo bisogno di fronte ai dati del consumo di suolo in E.R. e in provincia di Piacenza in particolare.

Questa scelta deve però trovare coerenza amministrativa anche su altri fronti.

Significa che le scelte di sviluppo economico devono essere orientate e rese compatibili con questo obiettivo.

Ora in val Trebbia c’è un banco di prova.

  1. Ci sono acque termali che vanno in malora. Il ricordo di quanto erano utili a prevenire e curare è ancora vivo in tutta la valle e chiede di far tutto il possibile per riaprirle. Il piccolo stabilimento, con piccoli utili, funzionava. Il salto verso il grande no.
  2. C’è un terreno degradato di 55 mila mq (s. Martino , comune di Bobbio) che rischia di diventare ulteriore consumo di suolo. Impresentabile   per un sito Unesco.

Due sprechi che la volontà politica può trasformare in investimento produttivo per la valle, come esempio di programmazione pubblica capace di tener insieme risorse, bisogni   della popolazione e prospettive di lungo periodo. Volontà politica capace di girar pagina dopo anni di promesse fallite, mancanza di progetti seri e di controlli.

Finite le aste, in fase di trattativa privata, sappiamo che il terreno di s. Martino diventa un affare. Alte volumetrie e costo decisamente accessibile.

Non c’è più tempo .

Prima che un privato lo acquisti – e non certo per far pascolare mucche – chiediamo alle amministrazioni dei Comuni, Unione dei Comuni, Provincia e Regione di intervenire con una offerta di acquisizione presso il tribunale di Torino.

Perchè il costo non è proibitivo e apre a un progetto di vallata.

Perché da parte dei cittadini c’è ampia disponibilità ad affiancare l’acquisto con una raccolta fondi popolare.

Perchè solo assicurando il terreno si può ragionare sul progetto più utile per la valle.

Per fare cosa?

Il comitato ritiene che la scelta del che cosa fare del terreno nella fase attuale non sia necessaria , dato che senza acquisizione nessun   progetto è realizzabile.

Tuttavia, negli incontri fatti in un anno di attività, il comitato ha raccolto diverse ipotesi di utilizzo   dal semplice ripristino a progetti più impegnativi, come ad esempio:

  • Ripristino area verde;
  • Area verde collegata alla pista ciclabile che parte da Piacenza , con zona sosta attrezzata per ciclisti e per chi percorre la ss45;
  • Area verde con strutture per ospitare un centro studi UNIversità della MONTagna. Dedicato alle attività di ricerca-formazione-valorizzazione delle aree di montagna di cui s. Martino fa parte.
  • Area verde con struttura sanitaria per utilizzare le acque termali, a sostegno dell’attuale Os-co. Non occorre elencare i vantaggi terapeutici termali e le ricadute positive   sull’economia della   valle. Una scelta, inoltre, utile a consolidare in valle una presenza sanitaria efficace, poichè stante i parametri regionali e le scelte fatte in sede di provincia, l’Os-co rischia una progressiva marginalizzazione incompatibile con i bisogni sanitari di un territorio vasto che arriva fino a Zerba.

E’ evidente che queste ultime siano scelte economicamente impegnative: ma questo non implica che siano impercorribili. La percorribilità parte dalla volontà politica che promuove uno studio di fattibilità, come è avvenuto per il progetto di analisi delle acque termali, che speriamo sia   ora attivato senza ulteriori ritardi.

Quanto alle risorse economiche, l’offerta per concorrere all’acquisto del terreno è ora decisamente accessibile. Inoltre, si possono rimodulare altri investimenti pubblici previsti per la val Trebbia. A partire dalla messa a norma dell’Os-co di Bobbio che richiede non meno di 3 milioni di euro. A cui si aggiungono le spese,non ancora quantificate, ma importanti, per la eventuale realizzazione della Casa della Salute.

 

Tuttavia senza acquisizione del terreno nessun progetto lungimirante è realizzabile.

La vicenda acque termali e terreno di S. Martino non è un problema circoscritto a Bobbio, ma di gestione complessiva delle risorse della valle. E’ l’occasione per gli amministratori tutti di riprender in mano la situazione. Cominciando dal passaggio più urgente: sottrarre il terreno di S. Martino alla speculazione.

Con questa petizione, risultato di iniziative, assemblee pubbliche, incontri con sindaci, il comitato Terme val Trebbia chiede:

  • Agli amministratori di regione e provincia di sostenere l’acquisto del terreno , in coerenza con la legge contro il consumo di suolo e con il progetto Unesco;
  • Ai sindaci dell’Unione dei Comuni di fare un passo concreto nella programmazione sovracomunale , come capacità di sviluppare le risorse della valle;
  • All’amministrazione di Bobbio di sostenere una soluzione pubblica, utile per tutta la vallata, in collaborazione con gli altri livelli amministrativi.   Il Comitato Terme val Trebbia.

 

 

 

 

 

 

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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