La mostra su Klimt sarà un primo tassello per il rilancio vero della Galleria piacentina? Qualche primo manifesto in giro per la città, qualche articolo sul web. La comunicazione dell’evento é partita a rilento. Nulla, a venerdì 1 aprile, fuori dalla Galleria Ricci Oddi, che però, entrandoci, mostra il fermento di qualcosa di grande, come non si vedeva da tempo.

Il 12 aprile, presso XNL, apre al pubblico la mostra Klimt. L’uomo, l’artista, il suo mondo; in vetrina 160 opere, tra dipinti, sculture, grafica e manufatti provenienti da 20 prestigiose raccolte, pubbliche e private. Un evento che segue, in qualche modo, come completamento, quello del Museo di Roma “Klimt la Secessione e l’Italia” e che segna il ritorno a Piacenza del Ritratto di signora. La mostra è coprodotta e organizzata da Arthemisia, ed è curata da Gabriella Belli ed Elena Pontiggia, con il coordinamento scientifico di Lucia Pini, direttrice della Galleria piacentina da giugno 2021. Una prima prova importante per lei, in un contesto di ripartenza post-Covid (anche se non del tutto libero dai contagi) e di voglia di rilancio per la Ricci Oddi (che non ospiterà fisicamente la mostra, ma che sarà tappa obbligata per i visitatori). Incontriamo dunque la dott. Pini a pochi giorni dall’inaugurazione, poche domande, per misurare il polso di questo evento e riflettere su quello che potrebbe portare alla Galleria e alla città di Piacenza.
Reduce dal successo dell’iniziativa “Percorsi in Galleria con la Direttrice”, quattro visite guidate proposte tra febbraio e marzo, Lucia Pini mostra i segni della stanchezza accumulata in queste settimane concitate, precedenti la mostra, ma anche l’entusiasmo per un evento che riporterà energia positiva alla Ricci Oddi, e, si spera, anche alla città.
Dott. Pini ha aperto le porte della Galleria con 4 visite guidate in cui si è spesa in prima persona, un segnale già importante, una boccata di ossigeno dopo mesi difficili, di stagnazione e chiusure
L’iniziativa ha avuto un successo oltre le aspettative, sono molto contenta. Abbiamo esaurito i posti per le visite in poco più di un giorno e in tanti ci hanno inviato riscontri positivi e ringraziamenti. Durante le visite, ho percepito la voglia di condividere, di confrontarsi, di partecipare. E non sono mancati apprezzamenti spontanei da parte dei piacentini, in modo inaspettato. Un esempio su tutti: una signora, nel periodo in cui si svolgevano le visite, passando davanti alla Galleria, una mattina, in cui mi trovavo fuori per aprire il cancello, mi ha gridato “Brava!”. Una soddisfazione inattesa e molto gradita.
Aggiungo che hanno partecipato all’iniziativa anche persone provenienti da altre città, e questo mi ha fatto ovviamente piacere; ma per me era importante soprattutto stabilire un contatto con la città di Piacenza e con i primi visitatori della galleria, ovvero i piacentini. Trovo che un luogo come questo debba radicarsi, debba parlare alla città, anche ricordando lo spirito con cui il fondatore ne fece dono a Piacenza. Musei, gallerie, spazi d’arte sono luoghi identitari; trovo mortificante farne solo delle attrazioni turistiche, anche se ovviamente è importante far si che generino un indotto virtuoso
Piacenza dal punto di vista culturale come le è sembrata in questi primi mesi? Parlo anche di una vivacità che si possa tradurre in un lavoro di squadra tra istituzioni
Vivo intensamente le proposte culturali della città e trovo che ci siano diverse eccellenze. In questi mesi ho frequentato i teatri, Municipale e Filodrammatici, e i cinema. Per quanto riguarda il fare squadra ho percepito la voglia autentica di lavorare insieme da parte di diversi colleghi responsabili di istituzioni culturali. Un primo esempio è stato la visita teatralizzata per ricordare i 90 anni di fondazione della Galleria, una proposta realizzata in collaborazione con il Teatro dei Filodrammatici, ma in cantiere ci sono altre idee. Non ho avuto la sensazione di una resistenza a lavorare in rete, anzi, per ora ho avuto segnali opposti, di grande disponibilità.

Veniamo alla mostra su Klimt che verrà inaugurata tra pochi giorni. Ci sono articoli on line che ne parlano, ma in città i segnali sono ancora pochi. Fuori dalla Galleria non c’è nulla che ne anticipi i contenuti..
E’ vero. Della comunicazione di occupa Arthemisia
sono sicura che a breve vedremo anche in città i segni più evidenti di una comunicazione adeguata e che compenserà questa inerzia iniziale. Io più che altro mi occupo degli aspetti organizzativi
Infatti vorrei chiederle qualcosa proprio a questo proposito. La Galleria è pronta ad affrontare un evento di questa portata?
La Galleria è pronta, anche se sconta il fatto di avere un organico ridotto all’osso; un dato di fatto, una criticità rispetto alla quale mi auguro che, a medio termine, si possa lavorare.
Lo staff attuale, composto, oltre che da me, da Dario Gallinari che si occupa di custodia e segreteria organizzativa e Leonardo Caronia che si occupa di custodia e sicurezza, è insufficiente. Le risorse umane sono importanti e per avere una squadra adeguata servirebbero almeno altre due persone, anche perché se qualcuno si ammalasse, non sarebbe facile sostituirlo, per ragioni di sicurezza e non solo. Aggiungo che mi trovo spesso a svolgere mansioni che potrebbero essere affidate a qualcuno meno qualificato; io faccio volentieri tutto ciò che serve, ma il tempo che impiego per attività di routine potrebbe essere invece utilizzato per qualcosa di più importante e strategico per la Galleria, in base alle mie competenze. Tornando alla mostra, posso dire abbiamo lavorato tutti moltissimo; io da tre mesi non ho orari, ma bisogna anche aggiungere che su questo evento c’è un tale entusiasmo, che ci fa dimenticare la fatica. Spero davvero sarà una bella occasione per la Galleria, ma anche per la città.
Cosa vi aspettate esattamente come ritorno per la Galleria? Cosa ha portato, intanto, l’esposizione del Ritratto di Signora a Roma?
Ci aspettiamo numeri alti, un flusso importante, che possa in parte riguardare anche la Galleria. La mostra si svilupperà a XNL, ma l’ingresso sarà presso la Ricci Oddi, è qui che verranno consegnati i biglietti e, per chi le vorrà, le audioguide. Dunque un percorso obbligato che porterà i visitatori innanzitutto ad apprezzare questo straordinario spazio e ad incuriosire circa il suo contenuto artistico. Magari, questo li indurrà a tornare per scoprire qualcosa di più. Ce lo auguriamo e faremo il possibile perché accada. Per quanto riguarda l’esposizione della Signora di Klimt a Roma, è difficile stabilire cosa ha portato alla Galleria. Di sicuro una maggiore notorietà e visibilità, oltre alla convenzione che garantirà uno sconto sulla mostra piacentina per chi ha già visitato quella di Roma. Per valutare se tutto questo si tradurrà in un gran numero di visite e in un effettivo contributo per il rilancio della Ricci Oddi, però, bisogna aspettare e valutare nei prossimi mesi.
Già. Il rilancio della Galleria Ricci Oddi è atteso da anni. Lei crede davvero che sia vicina, pur tra le mille difficoltà, una svolta?
Se non ci avessi creduto davvero non avrei accettato l’incarico di Direttrice. Sono convinta che ci sia molto da fare. Quando sono arrivata, lo storico della Galleria quanto a visitatori negli ultimi anni era basso in modo impressionante. E parlo di numeri pre-pandemia. Per incrementare le visite non basta aprire la porta, serve ben altro. Io, con altri, mi sto impegnando per provarci. La mostra di Klimt sarà un bel banco di prova e si punta molto sul ritorno del Ritratto di Signora per attrarre visitatori. Però io sostengo che, anche se è vero che quel dipinto rappresenta la maggior attrazione della Galleria, non bisogna correre il rischio di veder oscurato, dal Klimt, il resto della collezione, che ha un grande valore artistico, e che merita di essere scoperto. Ci vuole un giusto equilibrio, perché tutto venga adeguatamente apprezzato.
Non resta che aspettare la mostra. Pronta ad affrontare le ultime fatiche?
Si certo, assolutamente, non vedevamo l’ora (parlo a nome di tutto lo staff)!! Questa della preparazione è una fatica che si fa volentieri, perché se ne vede il senso. Siamo molto vicini all’obiettivo per il quale ci siamo impegnati e ne siamo felici.



