Tempo di bilanci per la stagione che si sta concludendo, dopo settimane di saldi e a pochi giorni dallo Sbaracco. Abbigliamento, accessori, calzature, non tutti i commercianti dei settori coinvolti parteciperanno a questa iniziativa. Molti, domenica 10 settembre, terranno la saracinesca abbassata. Ad accomunare tutti però, restano sofferenza e malumore, incertezza e preoccupazione. Abbiamo raccolto alcune voci rappresentative del tessuto commerciale in centro storico a Piacenza.

“Non solo l’abbigliamento-precisa Gianluca Brugnoli vice presidente regionale di Federmoda e commerciante piacentino- e non solo Piacenza. La crisi morde in tutti i settori e in tutto il paese. Anche i ristoranti, a dispetto di chi pensa che al food non si rinunci, hanno registrato meno presenze. Ma il dato dell’abbigliamento, a fine stagione saldi, é chiaro. Si é spesa la stessa cifra dell’anno scorso, ma con prezzi più alti. Quindi si é comprato di meno.” La concorrenza dell’e-commerce, degli outlet, dei centri commerciali…anche questo aspetto contribuisce ad indebolire la proposta nei negozi.”Certo- risponde Brugnoli di L.Brummel in via Sopramuro- come Federazione della Moda ci stiamo infatti battendo per contrastare la concorrenza sleale, non solo per evitare che on line ci possano essere sconti tutto l’anno, ma anche, ad esempio, perché ci sia equità sul fronte della tassazione. Nessuno di noi può dire che la stagione estiva sia andata particolarmente male, a parte il mese di maggio. Il problema é che la coperta é corta, mancano sempre i soldi per finire di pagare quanto dovuto, se le uscite superano le entrate c’é qualcosa che non va a livello nazionale.” Quanto poi al centro di Piacenza “A Piacenza il turismo c’é -rimarca Brugnoli- ma non é un turismo che lascia soldi sul territorio, al massimo comprano un panino e una bevanda a pranzo. E’ una cosa su cui lavorare a lungo termine, per far tornare la gente in centro bisogna abbellirlo, renderlo attrattivo, ma bisogna farlo con un piano di interventi complessivi e coordinati di cui si parla da tempo.” Lo Sbaracco? “Noi non parteciperemo”

“Non solo a Piacenza-conferma Giovanni Imberti di Mode, in via Verdi– le difficoltà del settore ci accomunano ad altre città, lo riscontriamo ogni giorno, ci confrontiamo con colleghi e rappresentanti che ci confermano un trend simile.”
“Per noi- continua Imberti-sono andati bene marzo e aprile, ma anche luglio e agosto con i saldi. Male, invece, maggio e giugno, in modo inaspettato, abbiamo riscontrato un calo notevole. Ma il tema è più ampio, va oltre il singolo periodo: quello che vediamo è che in generale c’è poco passaggio, poca gente in giro, e quella poca non ha voglia di comprare capi di abbigliamento o calzature. Lo stress lo si combatte facendo viaggi, anche brevi, oppure regalandosi una bella cena”.
Vacanze e cibo rappresentano dunque la compensazione più gratificante alle difficoltà del momento? Tra un capo nuovo e un weekend in un bel luogo di vacanza anche i piacentini preferiscono la seconda opzione? E quanto incide su questa scelta la possibilità di trovare capi a prezzi più bassi, magari nei centri commerciali o attraverso l’e-commerce?
“La qualità anche nell’abbigliamento è difficile da garantire a prezzi stracciati- conclude Imberti- del resto è noto che anche il costo delle materie prime è aumentato tantissimo”
Lo Sbaracco ?”Non lo farò-risponde Imberti- non ho capi da proporre. Dovrei continuare con i saldi. Ma preferisco concentrarmi sulla nuova stagione, che da metà settembre caratterizzerà anche le nostre proposte”.

“La stagione non è stata grandiosa- ci racconta Paola Giovannacci titolare di uno storico negozio di intimo in via Sopramuro- io però non mi lamento più di tanto, il bilancio è comunque positivo, forse perché sono stata particolarmente attenta con gli acquisti. Posso dire, nel dettaglio, per quanto riguarda la pigiameria, che gli uomini hanno comprato meno del solito e che anche tutto il comparto mare è partito in ritardo perché il caldo è arrivato più tardi rispetto, ad esempio, all’anno scorso.” E lo Sbaracco?
“Io parteciperò allo Sbaracco previsto a Piacenza per domenica 10 settembre. Condivido l’idea di molti circa il fatto che ha l’iniziativa in sé ha perso interesse, però rimane una giornata in cui la gente si muove per acquistare, per trovare l’affare, la convenienza; cosa che invece non accade in occasione di altre iniziative di animazione del centro, a cui si partecipa solo attratti dall’intrattenimento”

Uno Sbaracco che segnerà la fine dell’attività per Corso 61, storica e apprezzata boutique di Corso Vittorio Emanuele. Ne abbiamo già parlato con PiacenzaDiario, rimarcando il valore di attività professionali come questa e il rammarico per la loro chiusura. “Tanti colleghi si lamentano delle troppe difficoltà- ci racconta Carla, titolare di Corso 61- chi resta aperto lo fa perché non ha scelta, ma tante nuove aperture sono state rinviate o sospese, e chi resta deve barcamenarsi tra problemi notevoli nel far quadrare i conti.” Nessun rimpianto dunque per questa chiusura, alla fine di una storia personale e professionale comunque gratificante.
Un bel negozio, accogliente, in una posizione strategica al centro di Corso Vittorio Emanuele. “Sono contenta del lavoro di tutti questi anni-aggiunge la titolare di Corso 61- e anche in questi ultimi giorni sto proponendo capi belli, di qualità e attuali, portabili in tutte le stagioni e con prezzi molto convenienti. L’ultimo giorno, con sconti straordinari, sarà proprio il 10 settembre, la domenica dello Sbaracco. Una chiusura con il botto, a cui non potevo non partecipare”



