E’ una lettera appassionata e decisa quella che Norma Pallaroni, violoncellista piacentina, da anni a Verona, rivolge al giornalista Mario Giordano. La lettera, scritta all’indomani della breve partecipazione di Norma alla trasmissione di Rete4 “Fuori dal coro”, porta in primo piano i tanti problemi di un settore inspiegabilmente dimenticato, proprio in Italia, paese ammirato e invidiato per le tante eccellenze dell’arte e della cultura.
Ferisce, più di tutto, vedere che ancora si ignora che quella del musicista, come quelle di altri artisti, é una professione conquistata con anni di studio serio e impegnativo come pochi altri. E che, quando va bene, si arriva ad avere un’occupazione precaria e inadeguatamente retribuita.
Grazie Norma per aver condiviso con me il contenuto della tua lettera. Tienimi informata, nella tua battaglia non sei sola
Buongiorno Mario,
a poche ore dal mio intervento nella sua trasmissione di martedì 26 maggio sento la necessità di scrivere questa lettera aperta per raccontarle una storia e per dare un senso alla presenza di tre precari del mondo dello “SPETTACOLO DAL VIVO” nel collegamento di ieri sera dall’Arena di Verona.
In tutti questi anni (il violoncello è entrato nella mia vita 47 anni fa) mi sono trovata a dover spiegare a coloro che mi dicevano “SUONI…. CHE MERAVIGLIA …. MA PER VIVERE CHE LAVORO FAI?” che suonare, cantare, recitare, danzare non sono solo hobby ma che possono diventare anche professioni.
Lei ne è al corrente? Quando va a teatro (mi auguro che ci sia andato e in caso contrario glielo consiglio vivamente) non si è mai chiesto cosa ci fosse dietro allo spettacolo cui stava assistendo?
Tutti i professionisti che sono sul palcoscenico hanno studiato anni per arrivare dove si trovano e se ci sono arrivati è perché alle loro spalle ci sono stati e spesso ci sono ancora insegnanti che li hanno preparati a dare il meglio nel lavoro che hanno scelto, non per sbarcare il lunario ma per passione.
Dietro quel palcoscenico ci sono tecnici (macchinisti, attrezzisti, elettricisti, fonici, sarte, truccatrici, parrucchiere e tante altre figure) che silenziosamente partecipano alla realizzazione del momento magico cui ogni spettatore assiste ogni volta che entra in un teatro.
Le hanno mai detto che gli attori di prosa preparano per settimane uno spettacolo e che gli viene riconosciuta la giornata contributiva il solo giorno dello spettacolo?
Il COVID 19 ha stroncato il settore ma ieri sera desideravo cogliere l’opportunità che mi era stata offerta per segnalare la grande difficoltà di tutto il comparto.
In trasmissione ha chiesto a tutti in merito alle indennità COVID disposte dal governo, so che la sua finalità era volta alla critica del governo attuale ma non posso esimermi dal chiederle “perché non ha fatto la stessa domanda a me?”
Il mondo dello spettacolo non è in ginocchio a causa del COVID ma a causa della totale indifferenza che il nostro Paese mostra da sempre per questa grande fonte di ricchezza.
Le hanno mai detto che 1 € investito in cultura ne produce 6?
Ha preferito cadere nella solita televisione che mira a colpire il pubblico nella pancia e raccontare di Norma, costretta a fare Pilates per arrotondare … ma di cosa sta parlando? … io non faccio Pilates per sopravvivere (le rammento che anche le palestre hanno subito il blocco totale) ma perché da anni ho intrapreso un impegnativo percorso di formazione che mi ha portato ad occuparmi del corpo degli altri.
Le rammento che nessuno le ha chiesto di regalarmi 50 secondi di notorietà (cosa a cui non sono assolutamente interessata visto che lavoro in teatro da 40 anni) e che è stata la sua redazione a contattarmi.
Avrebbe potuto cogliere l’occasione per dare voce a quelle migliaia di lavoratori che da sempre fanno molta fatica a farsi riconoscere ma che per contro donano alla nostra vita emozioni uniche.
“SUONI…. CHE MERAVIGLIA …. MA PER VIVERE CHE LAVORO FAI?” dopo tanti anni speravo che le cose fossero cambiate ma ieri sera in diretta su FUORI DAL CORO ho tristemente dovuto accettare che per noi la strada è ancora molto molto lunga.
Un grande abbraccio a tutti i colleghi
Norma



