Proprio così. Pittore della natura e dell’animo umano, testimone della vita grama dei poveri e degli sfruttati è notissimo per “Fiumana” ovvero “Quarto Stato” splendido esempio di arte sociale dove i contadini da lui ritratti, che sembrano impastati con la terra della loro fatica, finalmente prendono coscienza dei propri diritti . La sensibilità di Giuseppe Pellizza da Volpedo, la sua attenzione alle vicende umane sociali e private ne fanno anche il pittore dell’interiorità. Sue opere quali “La lettera” o “Il morticino” ne sono l’esempio. Non solo, Pellizza sa cogliere perfettamente anche lo spirito dei luoghi, siano essi una piazza, un prato, un orizzonte, e quando nei luoghi ci sono persone sa rendere in pittura il legame tra le figure umane e il posto in cui si trovano. Nato come divisionista declino’ man mano la sua arte alla sua coscienza sociale, alla sua vibrante sensibilità e alla sua acutissima attenzione capace di cogliere anche le novità di inizio ‘900. Lo testimonia un suo dipinto ad olio dell’11 luglio 1904 . La data autografa è stata infatti posta sul retro del suo dipinto “Automobile al passo del Penice”. Egli così “campestre “, così attento al mondo rurale e ai suoi abitanti resta colpito dalla novità di quel nuovo mezzo di locomozione: l’automobile. Nel contrasto fra il quieto paesaggio del Passo Penice e il rumoroso movimento di quell’auto percepi’ tutta la novità del nuovo secolo. Si sintonizzo’ così bene su quell’inizio di futuro che riuscì a fermarlo sulla tela: passo Penice, una strada che scende in diagonale e in quella fissità il veloce movimento dell’auto. Il movimento e la velocità, sarebbero stati il mito dei Futuristi. Pare che quest’opera di Pellizza sia sta la prima a immortalare un’auto in movimento.

Sabato 11 giugno 2022 alle ore 18 presso il Museo Didattico Quarto Stato di Volpedo il prof. Ettore Cau, grande storico e critico dell’arte terra’, col prezioso aiuto del dott. Pierluigi Pernigotti, un seminario proprio su quest’opera unica, cercando di tracciarne una storia nuova.
Da molti anni evidenzio con ammirazione e quasi con invidia, la splendida attività dell’Associazione Pellizza da Volpedo perché sa fare moltissime colte e accattivanti iniziative su quell’unico, grandissimo, pittore. Speravo he la nostra Ricci Oddi sapesse fare altrettanto con tutti i grandi artisti che ospita, invece…Non fa testo lo sporadico Klimt. Molti anni fa quando l’associazione Pellizza fece un’originale iniziativa sul Penice contattai subito il dott. Fugazza , allora direttore della nostra Galleria d’arte Moderna, per fare qualcosa insieme dato che possediamo un’opera di Pellizza e che il Penice è un monte anche nostro. Non ebbi nemmeno risposta. Se penso a quante cose potremmo fare con la Ricci Oddi e non facciamo…Penso allora al pittore Paolo Soresi , scomparso troppo giovane, che Piacenza non ha saputo conoscere bene ne’ valorizzato come meriterebbe. Anche Paolo Soresi dipinse, ma in modo astratto, il movimento di un’auto in corsa. Un’opera bellissima, folgorante: cerchi argento collegati da strisce argentate su fondo verde.
Si era ispirato alla mia poesia “I colori e la rossa” (una Ferrari )e voleva regalarmi il quadro, ma morì prima di terminarlo.
Chi si interessa d’arte o chi semplicemente ha voglia o bisogno di una pausa di creatività e di bellezza non perda il seminario di sabato a Volpedo. Lo consiglio perché c’è un’enorme differenza fra gli incontri di Volpedo e qualunque altra conferenza o seminario anche se dottissimi. A Volpedo si fa per amore vero verso Pellizza, un amore che coinvolge il prof, Cau, il dott, Pernigotti, la bravissima dottoressa Aurora Scotti e molti altri perché tutto il paese partecipa e lo fa da anni inventando mille e mille iniziative tutte di qualità. Un vero esempio di ottima gestione di un patrimonio culturale. Fortunati quelli che potranno partecipare sabato. Io devo purtroppo accontentarmi di un moto immobile come quello fissato sulla tela da Giuseppe Pellizza e da Paolo Soresi.
Bruna Milani



