HomeAttualitàSI AGGRAVA IL DEGRADO DEL PALAZZO ANMIG IN PIAZZA CASALI

SI AGGRAVA IL DEGRADO DEL PALAZZO ANMIG IN PIAZZA CASALI

L’edificio storico monumentale che si affaccia su piazza Casali ha perso un altro suo pezzo. Si è staccata nel senso longitudinale una parte di davanzale in pietra arenaria che per fortuna è caduta sulla balconata sottostante altrimenti avrebbe potuto ammazzare qualcuno.

Il palazzo è dedicato ai Mutilati e Invalidi di Guerra rappresentati dall’ANMIG ed è stato progettato proprio da un invalido, l’architetto Soressi rimasto colpito in modo permanente durante la battaglia sul monte Grappa nella prima guerra mondiale . Doppio valore quindi per questo edificio soprattutto oggi che possiamo vedere cosa significhi l’orribile, disumana esperienza della guerra.
Dalle scene dei conflitti che vediamo in TV non dobbiamo neppure sforzarci di immaginare la paura, il dolore fisico di perdere un braccio, una gamba, la vista, perché lo osserviamo quotidianamente. Vediamo ciò che quei combattenti hanno patito e che ha condizionato la loro vita per sempre.
Anche per questo il degrado di tale edificio è doppiamente grave, perché dimostra una vergognosa mancanza di rispetto verso chi per la nostra libertà ha sofferto tanto.

Da notare che l’edificio in questione si affaccia su quella piazza Casali il cui progetto di risistemazione è stato esibito a Parigi eppure per il palazzo ANMIG che si affaccia lì non sono al momento previste migliorie. Anche il suo l’lnterno è in continuo peggioramento con presenza pure di situazioni igieniche spaventose (ad es. in cantina). Sorge spontanea una domanda: ma l’igiene non è competenza dell’ASL piacentina che tra l’altro è per metà proprietaria di questo immobile?
L’UNMS l’Associazione Nazionale Mutilati per Servizio, il cui presidente è il Cavalier Maurizio Rivetti, ha affittato dall’ASL alcune stanze ad uso ufficio dotate del minimo indispensabile per essere abitate.

Tutto il resto dell’immobile invece è completamente privo di impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento.
Di sei bagni solo uno è funzionante.

Un nostro precedente articolo che segnalava il pericoloso degrado qualcosa aveva mosso e si era intervenuti almeno a ripassare il tetto col risultato che non piove più all’interno come accadeva da troppi anni rovinando tutto.

 

Un vero peccato, perché gli interni sono davvero interessanti e sarebbero perfetti come centro culturale e museale o sede di associazioni.
L’edificio è di proprietà per metà della ASL di Piacenza e per metà di ANMIG che vorrebbe possederlo per intero, ma non c’è accordo sul prezzo eppure in proposito nel rogito del 1942 ci sono indicazioni su come calcolarlo.

Oltre a motivi di prevenzione rischi, di decoro, di igiene, c’è un altro importantissimo motivo per ristrutturare questo edificio non solo perché monumentale e storico, ma perché legato al capitano Alessandro Casali , distintosi nella grande guerra del 1915-18: unico combattente piacentino decorato con medaglia d’oro.
All’ interno del palazzo si trova un busto in bronzo che lo raffigura, opera realizzata nel 1938 dall’artista piacentino Luciano Ricchetti, donata dalla famiglia dell’eroico capitano all’associazione ANMIG.

Non dimentichiamo che Piazza Casali è intitolata proprio a lui, al capitano Alessandto Casali.
Come si può dunque pensare a una sistemazione della piazza che porta il suo nome senza ristrutturare l’immobile a lui legato? Non è di proprietà del
Comune, ma bisogna cercare una soluzione.
Possibile che non ci sia una Fondazione, una Banca, un’ Associazione che voglia dare una mano a salvare questa testimonianza di sacrificio e sofferenza ? È nostro dovere civico e umano non dimenticare per dimostrare senso civico e per dimostrare
riconoscenza a chi si è battuto per la libertà di tutti noi sacrificando la sua vita.

Bruna Milani

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