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SCRIVERE IN CORSIVO AUMENTA L’INTELLIGENZA

La scrittura manuale e quella digitale in un confronto fra due modalità: la grafia a mano, soprattutto in corsivo, ricca di personalità individuale, e quella digitale uniforme e impersonale .

“La scrittura a mano nell’era tecnologica tecnologica” è il tema del secondo incontro proposto dall’Associazione culturale NEL NUOVO MONDO sabato 10 febbraio alle ore 16 presso la Biblioteca comunale di Gossolengo in via XXV Aprile 4. Relatrice Michela Vandelli esperta nei processi di apprendimento, maestra e studentessa di Scienze della Formazione Primaria, professionista Erickson per il recupero delle abilità di base, autrice di un libro sul corsivo rivolto ai bambini.

 

Infatti sono i giovani, soprattutto i più piccoli scolari, a subire le conseguenze dell’uso indiscriminato della tecnologia a scuola e a casa. Le conseguenze nefaste sulla vista, sulla memoria e sull’attenzione sono arcinote, ma non se ne tiene abbastanza conto e quasi tutti gli educatori ignorano i benefici che può dare lo scrivere in corsivo, vero e proprio antidoto a certe carenze dell’attenzione, della memoria, della manualità, dell’espressione personale.

Come sostiene il professor Alberto Contri grandissimo studioso, saggista, esperto di livello internazionale in mass media e in comunicazione, il quale spiega che quando si scrive a mano una lettera dell’alfabeto -:soprattutto in corsivo – parte uno stimolo dai neuroni della parte sinistra del cervello (destra per i mancini) e passa lungo il braccio, arriva alla mano, alle dita e al contempo un altro stimolo si trasmette dalle dita e va ad illuminare i neuroni dell’altra parte del cervello. In tal modo gli stimoli si uniscono formando nella mente il ricordo completo della scrittura e della sua forma.

Questo amplia le capacità cognitive e di linguaggio. Tranne rarissime eccezioni i nostri bambini occidentali oggi si sognano le enormi capacità che invece posseggono i bambini orientali i quali già a due o tre anni cominciano a dipingere ideogrammi, quella loro meravigliosa e complessa scrittura fatta di microsegni, somma di significati.

Per scrivere ideogrammi occorre fare un lungo percorso col pensiero, sommare concetti e fissarli sulla carta in forma di bellezza ben calibrata nello spazio. Gesto d’arte e
d’intelligenza. Uno studio molto serio evidenzia che nei Paesi dell’OCSE la capacità intellettiva in pochi anni è diminuita del 10% e questo è molto preoccupante.

Lo si deve all’uso eccessivo degli smartphone alle frequenti e distraenti notifiche, alle notizie troppo brevi e veloci, ai video stupidi, ma anche alla scrittura digitale che se è utile per lavoro, ma è deleteria nell’uso privato. Al massimo oggi quando si scrive a mano lo si fa in stampatello come fanno i giovani privandosi di un’abilità che migliorerebbe il loro carattere e la loro mente nonché il loro gusto estetico. Penso ai “vecchi” esercizi di calligrafia incorniciati dalle “roselline” cioè da quelle cornicette colorate disegnate contando i quadretti. Sembrano oggi inutili, invece sono state preziosissime decorazioni al crescere dell’intelligenza infantile.
Sabato, nel secondo appuntamento proposto, si ribadirà l’importanza del corsivo. Per senso di responsabilità verso i nostri ragazzi non lasciamoci sfuggire l’occasione per dare un’opportunità in più alla mente delle nuove generazioni.

Bruna Milani

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