La sensibilità umana e culturale di una città si rivela anche da gesti come quello di Rovigo: una statua per ricordare “Rossini” il bel gattone rosso che girava per le sue strade, amato da tutti e che amava tutti. Un cittadino a quattro zampe che col suo comportamento e la sua personalità ha caratterizzato città e cittadini. Libero e indipendente come ogni gatto sapeva però essere affettuoso e socievole rispettando tempi, spazi e umori altrui. Un bell’esempio di convivenza civile tanto che è diventato la mascotte di Rovigo cioè la sua immagine portafortuna. Da vero gatto lasciava piacevoli tracce affettuose: strusciatine alle caviglie di chi sedeva ai tavolini dei bar, fusa melodie a chi si chinava ad accarezzarlo. Sembrava persino smussare gli spigoli quando passando li sfiorava avvolgendoli con la sua morbidezza flessuosa. In giornate grigie pareva un sole acciambellato nella piazza del Municipio, la sua preferita. 
So benissimo come cambia la vita nell’incontro con un gatto, soprattutto se lo si incontra spesso. Lungo un percorso abituale diventa un bel diversivo. La sua imperturbabilità invita a non prendersela tanto, se poi ti guarda ti trasforma per un attimo la vita. Perché un gatto non ti guarda ti vede, ti capta emozioni e pensieri, ti toglie dall’anonimato. C’è chi è collegato da un fil rouge e chi, ben più fortunato come i rovigini, è collegato da uno chat rouge. Gli abitanti di Rovigo hanno sperimentato, vissuto il meraviglioso rapporto con Rossini. Seguito da 12.500 fan sul sito Facebook a lui dedicato, Rossini ha fatto preoccupare tutti quando ha dovuto indossare la pettorina per momentanei problemi di salute.
Tutti si sono alternati per curarlo e nutrirlo. Rossini era una presenza speciale, il collegamento simpatico e vivo della comunità cittadina. Per questo a Rovigo lo piangono e rimpiangono dopo che è stato ucciso investito da un’auto nel giorno di San Valentino. E pensare che tre giorni dopo per la Festa internazionale del Gatto lo scultore Alberto Cristini aveva preparato per lui una statua in bronzo che lo raffigurava. Su proposta del consigliere regionale di FI Fabio Benetti il consiglio comunale di Rovigo ha deciso di dedicare la statua al gatto Rossini con cerimonia ufficiale proprio il 17 Febbraio.
La cerimonia presieduta dalla sindaca Valeria Cittadin ha visto un foltissimo pubblico commosso, spesso fino alle lacrime, alla vista di tantissime foto e all’ascolto di tanti ricordi riguardanti il mitico Rossini.
Quanta amarezza sapere che Piacenza non ha fatto molto per ricordare quel gatto che, tanti anni fa, ogni giorno saliva sull’autobus in centro per andare a San Nicolò a trovare un’ amica gatta e ritornava ogni sera col bus. Da piazza Duomo a Piazza Cavalli lo conoscevano tutti. Dopo la sua morte c’era stata una raccolta firme per ricordarlo con una statua o una targa. Omaggiare un animale che ha rappresentato tanto per i cittadini non sminuisce affatto l’autorevolezza di una Giunta anzi, l’aumenta perché riconosce il valore della connessione fra esseri viventi, per una cultura vera fatta non solo di monumenti e arte, ma anche di cuore.
Bruna Milani




Quanta emozione è riuscita a trasmettere Bruna nel raccontare la storia di questo meraviglioso gatto.
La mia Micia dopo 18 anni vissuti insieme dalle sette del mattino quando con delicatezza mi batteva la zampina sul braccio per svegliarmi appena prima della sveglia, ho dovuto, perché piena di timori, farla bruciare, mi ha lasciato un vuoto che non ho più sostituito. Conservo una sua bellissima foto in bella mostra che riguardò con dolce nostalgia.