Scarpette rosse, a Rivergaro, come simbolo della lotta alla violenza di genere. Le ha realizzate, e donate, Maks (Massimiliano) Bertuzzi, piacentino, fabbro d’arte, già autore di capolavori interessanti e originali. In questo caso si tratta di un’opera commissionata dal Lions Club Rivalta Valli Trebbia e Luretta. A pochi giorni dalla Festa della Donna, un gesto non banale, che ha unito due simboli riconosciuti in tutto il mondo, in ricordo delle donne vittime di violenza. Accanto alla panchina rossa di Rivergaro, nell’area verde antistante l’Auditorium della Casa del Popolo, da oggi ci sono anche due scarpette rosse, simbolo di femminilità, delicatezza, eleganza, ma anche di forza e rispetto.
Alla cerimonia di consegna, oltre al sindaco di Rivergaro Andrea Gatti, e ai rappresentanti delle maggiori Istituzioni, erano presenti i vertici del Lions Club Rivalta Valli Trebbia e Luretta che ha avuto l’idea sostenendo l’iniziativa. Un momento intenso accompagnato da letture e commenti sul tema della violenza sulle donne curato da un gruppo di studenti e studentesse della Scuola secondaria di primo grado di Rivergaro.

Massimiliano Bertuzzi, uno dei pochissimi fabbri d’arte ancora attivi a Piacenza, é laureato in architettura a Venezia e realizza opere in ferro battuto. Anche in questo caso, un’esecuzione non facile, che ha richiesto perizia, abilità e senso estetico.

“Ho realizzato quest’opera con la tecnica dello sbalzo a freddo-ci ha raccontato Maks Bertuzzi- e partendo da un paio di scarpe della mia fidanzata. Con gli attrezzi giusti, e non senza difficoltà, ho seguito il modello, ho tagliato la lamiera e forgiato a caldo il tacco. Oltre all’aspetto tecnico, che mi ha impegnato alcuni giorni, ho lavorato pensando soprattutto alla storia delle scarpette rosse, al loro significato che spero possa emergere con forza anche dalla mia opera”.
Nate nel 2009 da un’idea dell’artista messicana Elina Chauvet e rimaste come simbolo di denuncia degli abusi sulle donne e del femminicidio, le scarpette rosse nel tempo hanno aggiunto, a quello prevalente, diversi significati: simbolo di una femminilità che tanto disturba alcuni uomini o del sangue delle donne vittime di violenza. Ma anche, semplicemente, simbolo dell’assenza di chi, strappata alla vita, non potrà più calzarle.



