Oltre mille visitatori tra luglio e agosto confermano un trend molto in crescita per la Galleria Ricci Oddi di Piacenza. Ne é convinta la direttrice Lucia Pini. I numeri sono oggettivamente ancora bassi ma comunque significativi, se raffrontati con lo stesso periodo degli anni scorsi e se valutati tenendo conto del fatto che la Galleria é ancora un cantiere.
E la prima domanda riguarda proprio lo stato dei lavori
Dott. Pini come procedono i lavori di restyling della Galleria?
Stiamo procedendo bene, secondo i tempi stabiliti.Il progetto é dello Studio Lissoni di Milano, che sta lavorando gratuitamente, pro bono, e ovviamente in stretto contatto anche con la Soprintendenza; le prime stanze saranno inaugurate già entro la fine dell’anno e si inizia a vedere un cambiamento sostanziale. Mi piace ricordare che non si tratta solo di una “toelettatura” ma di un intervento di restyling vero e proprio. Siamo partiti sanando i problemi di infiltrazioni presenti sul tetto, che causavano le criticità sui muri negli ambienti che ospitano le opere, e ci stiamo concentrando sulle sale con l’obiettivo di migliorarle in modo profondo, non solo dal punto di vista estetico.
La scelta, ad esempio, di sostituire le tappezzerie con la tinteggiatura, porterà ad un risultato importate in termini di igiene e manutenzione. Il sistema di sostegno dei quadri sarà con i binari, dunque sofisticato, ma soprattutto di facile gestione. Lo spirito dell’intervento, sul quale ci siamo trovati tutti d’accordo, é quello di creare un sistema di esposizione assolutamente flessibile, con opere e didascalie che potranno essere spostate in modo agile.
La nostra foto di copertina mostra in sintesi lo stato attuale della Galleria, una sorta di convivenza tra opere e cantiere. E’ stata una scelta giusta quella di non chiudere la Galleria per i lavori?
Abbiamo scelto di non chiudere la Galleria in questo periodo di lavori per non fermare il trend positivo di cui parlavo all’inizio, ma anche per non privare la città della Ricci Oddi. Questo ovviamente comporta tempi più lunghi e impegno notevole per le maestranze, ma quello che abbiamo visto in questi mesi ci ha confermato che abbiamo fatto la scelta giusta. I visitatori vengono avvisati delle limitazioni causate dai lavori (che procedono a blocchi di poche stanze alla volta), ma devo dire che nessuno ha rinunciato comunque alla visita. Del resto, già il primo approccio, con lo scorcio del Salone d’onore che ospita alcune delle opere spostate dalle sale interessate dal restyling, é sicuramente il bel biglietto da visita.

Quindi a fine anno avremo già l’idea di come sarà la Galleria, un percorso con alcune novità?
Si. Ritornerà la Sala dei Piacentini e ci sarà uno switch tra le Sale dei Veneti, degli Stranieri e dei Simbolisti.
Tante volte si é detto che la Ricci Oddi non é solo il Klimt, ma certo é innegabile come quest’opera possa restare e diventare ancora di più un traino per tutta l’istituzione. Quale sarà la collocazione della “Signora”nell’ambito del restyling?
“Ritratto di signora” di Gustav Klimt, attualmente ancora visitabile, una volta finiti i lavori, chiuderà il percorso espositivo, almeno secondo l’itinerario tracciato dalla numerazione. Cambierà quindi collocazione secondo lo switch di cui parlavo e soprattutto verrà collocata in una teca adeguata. Quella che la ospita attualmente é la stessa realizzata per la mostra a XNL, dunque per un evento temporaneo. Il valore dell’opera richiede una struttura ben diversa, che possa garantire sicurezza e tutela, a lungo.

Eventi in programma, a breve?
Non grandi cose, almeno fino a quando resterà il cantiere.
A settembre vorremmo riproporre le visite in pausa pranzo che, nella prima edizione, avevano avuto un buon riscontro, nonostante il tempo non sia stato sempre clemente. Devo dire che questa idea di un giro in Galleria con la possibilità di una sosta/food in giardino é piaciuta molto e ha coinvolto pubblico eterogeneo. Esperienza dunque da ripetere. Per il resto aspettiamo la fine dei lavori e, senza spoilerare, aggiungo che diverse cose bollono in pentola.

Per quanto riguarda invece il suo ruolo di direttrice? Resterà a Piacenza ancora a lungo?
Ovviamente non dipende solo da me. Parlando delle mie aspettative, ricordo che sono arrivata a Piacenza quattro anni fa e aggiungo che mi piacerebbe restare per finire, insieme al mio staff, quello che si é cominciato. Non solo la conclusione dei lavori. Ma anche una serie di migliorie, come una guida cartacea, audioguide moderne, ecc., piccoli interventi che però possono fare la differenza
Differenza per restituire il giusto valore a questo museo e per poter competere in modo adeguato con altre realtà simili
Certo! Pensando al periodo tra otto e novecento, opere così belle, le troviamo solo a Roma, Milano, Torino e per certi versi a Venezia. Quindi ce la giochiamo con grandi nomi!! E’ stupita? Lo sono anche i visitatori quando entrano in Galleria, molti arrivano da fuori città e tanti sono stranieri. E questo ci conforta nell’impegno a proseguire quanto avviato, per arrivare almeno a riportare la Ricci Oddi al livello che merita.





L’idea delle visite in pausa pranzo con sosta in giardino sembra davvero un bel modo per avvicinare nuovo pubblico.