C’é stupore e amarezza, non solo da parte di chi lavora nel mondo dello sport, per quanto sta accadendo ai centri che offrono attività fisica. A poche ore dal ritorno in zona gialla per l’Emilia Romagna, come per altre regioni, il silenzio assordante che riguarda il futuro di palestre, piscine, scuole di danza resta tale. Si parla di una possibile riapertura il 5 marzo, ma non ci sono certezze. La promozione cromatica che consente la ripartenza per tante attività da domani, intanto, non cambia per ora nulla per lo sport e l’emergenza economica per chi opera in questi settori sta diventando drammatica.
Parliamo in particolare delle palestre. Chiuse dal 25 ottobre, nel 2020 hanno registrato un mancato fatturato dell’80% e si sono però accollate la consegna, già avvenuta, dei voucher per i clienti, relativi ai mesi di chiusura del primo lock down.
Abbiamo contattato Carla Magni Lusardi della palestra Le Club di Piacenza che ci ricorda anche, a proposito dei ristori..
“I famosi ristori sono stati 2000 euro per il primo lockdown a fronte di tre mesi di chiusura !!! quando riapriremo dovremo ridare ancora altri voucher oppure aggiungere sull’abbonamento i mesi di recupero. Abbiamo speso più di 20.000 euro per poter riaprire ed essere in regola con i protocolli !!… inoltre per sanificare gli attrezzi spendiamo più di 2000 euro al mese tra rotoloni e disinfettanti !!… per il secondo lock down ci hanno erogato 4000 euro ma ad oggi non sappiamo ancora quando riapriremo !! …
Lo sport é salute, il danno non é solo economico, riguarda anche i vostri clienti. Su questo tema ci sarà anche un ricordo al Tar
Stiamo raccogliendo testimonianze di vari medici che ci stanno supportando in un ricorso al TAR, perché lo sport è la miglior medicina che esiste !! Le persone devono fare attività sportiva , per prevenzione, per aumentare le difese immunitarie. La palestra è frequentata anche da persone con patologie gravi (malati di Parkinson, diabetici ) che hanno necessità di fare regolare attività ! Noi nel nostro piccolo cerchiamo comunque di fare qualcosa . Tempo permettendo ci ritroviamo con i malati di Parkinson agli orti di via Taverna per fare un minimo di attività.
Però non vi siete fermati. Ho visto che avete una proposta articolata in streaming e che organizzate, con altre palestre, attività all’aperto
“Siamo demoralizzati e preoccupati per le nostre attività…siamo dimenticati da tutti !! .. però andiamo avanti; anche oggi (come domenica scorsa, sull’argine del Po) abbiamo fatto una camminata alla quale hanno aderito un centinaio di persone e una quindicina di palestre. Questa volta siamo partiti dalla Tennuoto di San Nicolo’. Cerchiamo in questo modo di tenere i riflettori puntati anche sul settore dello sport.”
Con tanta dignità, e senza perdere la speranza, l’attività delle palestre in qualche modo continua. “Illuminiamo lo sport” recita la locandina riferita all’iniziativa di oggi, insieme e nel rispetto delle regole. Perché parliamo di professionisti, consapevoli della gravità dell’emergenza che stiamo vivendo, ma sicuri anche di poter offrire un contributo significativo alla difficile partita della tutela della salute di tutti.





