Non chiamateli no Vax. Perché tra i 100 che fanno già parte di Piacenza Free ce ne sono tanti che di vaccinazioni ne hanno fatte e ne faranno ancora. Il tema é un altro. E si lega, come ricordano i promotori dell’iniziativa, alla libera scelta, non solo per la salute, ma soprattutto nel rispetto della dignità e della libertà personale.
Medici, avvocati, farmacisti, operatori sanitari, professionisti in vari ambiti hanno già dato la loro adesione o quantomeno la disponibilità a partecipare al gruppo per parlare, confrontarsi, informare e informarsi e avviare un dibattito il più possibile franco e articolato.
Un gruppo INFORMALE creato su Telegram da poco e in poco tempo , Piacenza Free, eterogeneo, spontaneo, sollecitato dal decreto-legge 44/2021 che prevede l’obbligatorietà della vaccinazione anti SARS-CoV-2 per tutti i sanitari. In questi giorni alcuni dei componenti del gruppo, tra cui i medici Sophie Ott, Maurizio Botti e Marina Torsello, hanno partecipato ad una diretta Fb organizzata da Spazio Tesla per spiegare lo scopo dell’iniziativa.
E i collegamenti in rete sono già tanti, così come le posizioni opposte, di chi non é d’accordo. Un’ iniziativa nata per sostenere e per non far sentir solo chi sta vivendo situazioni difficili e scelte etiche e professionali nuove e radicali. Abbiamo dunque chiesto di sapere qualcosa di più di questa iniziativa, attraverso una serie di domande a cui hanno risposto, insieme, alcuni dei componenti del gruppo, dopo un confronto collettivo. Per ulteriori informazioni si può scrivere a piacenzafree@protomail.com
- Come nasce Piacenza Free e chi ne fa parte? (quanti componenti e di quali categorie professionali)
Piacenza Free nasce con impeto, con la fretta di persone che in poco tempo si sono trovate con tutte le certezze acquisite in una vita, vacillanti. Questo a causa di un decreto uscito in tutta fretta e che è passato in sordina. Nasce da due persone estranee che per “caso” si sono trovate ad avere la stessa necessità: unirsi. Un’unione necessaria perché da soli di fronte a quello che sta accadendo ci si può sentire solo impotenti, inermi e sconfitti. In poco tempo si uniscono in un gruppo Telegram un centinaio di persone, tutte del Piacentino, che da sconosciuti diventano una famiglia, compagni di sventura (o avventura) accomunati dalla parola “ libertà “ che va oltre questo Covid, che va oltre i partiti politici, che va oltre livelli sociali e categorie lavorative.
Piacenza Free è un gruppo eterogeneo di persone che vogliono rimanere libere nelle scelte di vita, di cura e di lavoro. Tra di noi ci sono operatori socio sanitari, infermieri, fisioterapisti, medici, odontoiatri, biologi, farmacisti, avvocati tutti sotto lo stesso tetto. Ogni membro di questo gruppo ha una rete di sostegno propria e ha contatti con gruppi esterni a Piacenza, in regione e in tutta Italia perché questa causa riguarda tutti; anche chi ancora non se ne rende conto.
- “Insieme per la Libera Scelta” ovvero insieme per una posizione NON contraria al vaccino anti-Covid, ma contraria all’obbligatorietà? Spieghiamo le motivazioni
L’obbligatorietà della vaccinazione è illegittima e ingiusta.
Ci siamo uniti PER la libera scelta e il rispetto dei diritti umani.
Il decreto-legge 44/2021 viola la Costituzione italiana che non consente trattamenti sanitari obbligatori. (articolo 32).
Vietare di lavorare a chi non vuole vaccinarsi costituisce una violazione dell’obbligo di rispettare la persona umana.
Per un vaccino regolarmente testato e validato scientificamente queste 2 violazioni sarebbero già sufficienti per definire questo decreto illegittimo e ingiusto.
A questo si aggiunge il fatto che l’obbligo vaccinale non è fondato su studi scientifici definitivi ed impone ai sanitari di sottoporsi a una sperimentazione in corso.
Non rispetta il Codice di Norimberga, la Dichiarazione di Helsinki e la Convenzione di Oviedo che richiedono sempre il consenso libero e informato dei pazienti coinvolti sia per la partecipazione alla sperimentazione medica sia per la sottoposizione a qualsiasi trattamento sanitario.
- Che cosa motiva la mancata adesione alla vaccinazione da parte di chi svolge una professione sanitaria?
La mancata adesione alla vaccinazione è motivata dall’illegittimità di tale obbligo e forti dubbi (scientificamente fondati) sui reali benefici dei, cosiddetti, vaccini a disposizione.
A oggi si tratta dichiaratamente di una terapia sperimentale in fase di valutazione. Addirittura, alcuni dei vaccini proposti sono i primi esperimenti di un campo della ricerca genetica non ancora esplorato.
Nella prassi abituale di valutazione di un farmaco, la fase sperimentale è effettuata su piccoli campioni di volontari per valutarne i rischi, la tossicità e i benefici. E valutare se ha senso mettere il farmaco testato a disposizione della popolazione.
Questa fase non è stata completata e si effettua direttamente sulla popolazione. Pertanto a oggi mancano informazioni essenziali sul rapporto rischio/benefici.
- Cosa non vi convince degli attuali vaccini anti-Covid? Dal punto di vista il più possibile scientifico e obiettivo, come sono le posizioni di chi ha aderito al gruppo?
A oggi le informazioni sono insufficienti sui benefici: non si può affermare che il vaccino protegga la persona vaccinata dall’infezione da SARS-CoV-2 e diminuisca il rischio di essere contagioso. Le stesse case farmaceutiche avvertono che l’effetto di prevenzione del contagio anche da parte dei soggetti vaccinati non è assicurato.
I produttori e i scienziati sanno poco anche sugli effetti collaterali: si sa poco su quelli a breve termine, poco niente su quelli a medio termine e assolutamente niente sugli effetti a lungo termine.
Inoltre, essendo una terapia genica, non mancano dubbi e preoccupazioni scientifiche in merito agli effetti sul DNA e ai possibili condizionamenti sul funzionamento dell’organismo anche per le generazioni future.
Rivendichiamo il diritto di non essere cavie.
Bisogna ricordare che il cosiddetto vaccino non è un farmaco curativo da utilizzare per salvare la vita di una persona ammalata sul punto di morire. È un prodotto iniettato in persone SANE nella speranza di prevenire un rischio ipotetico di ammalarsi nel futuro.
Le persone interessate dall’obbligo sono spesso persone che non entrano nel gruppo di persone a rischio. Questo aspetto diminuisce ancora i potenziali benefici dei cosiddetti vaccini.
- Chi lavora in ambito sanitario, come sta vivendo questo periodo e l’eventuale scelta di sottoporsi o no al vaccino?
Ognuno vive le emozioni a proprio modo. Si può dire che le emozioni comuni sono sgomento, rabbia, insicurezza, perplessità, sia per l’illegittimità di questo decreto infondato che per il futuro.
Anche incredulità. Doversi difendere da un virus è una cosa. Aver avuto la propria vita personale e professionale sconvolte dalle misure anti-covid è un’altra. Doversi difendere da un’autorità che appare inaffidabile e oppressiva è ancora più spiazzante.
Dopo lo choc in seguito all’uscita del decreto, cresce la determinazione a farsi rispettare. Il senso di legittimità vince sul senso di ingiustizia. Abbiamo anche la consapevolezza che se accettiamo questa “dittatura sanitaria” la porta si apre su una deriva che danneggerà potenzialmente tutti i cittadini. Cresce anche una responsabilità civile. Ne va della democrazia.
- Ci sono pressioni, tensioni?
Come no! L’obbligo vaccinale è imposto con le minacce e il ricatto.
Il decreto legge prevede per gli operatori sanitari (in contatto con i pazienti) che rifiutano di vaccinarsi debbano essere adibiti a mansioni anche inferiori. Ove ciò non sia possibile scatta un periodo di sospensione durante il quale non è dovuta la retribuzione né altro compenso o emolumento; in pratica la persona che vuole fare rispettare i suoi diritti fondamentali rischia di non poter più esercitare la sua professione e di essere lasciata a casa senza stipendio.
- Esiste un’alternativa alla vaccinazione? L’idea è che la vaccinazione sia l’unica strada per tornare liberi di muoversi, lavorare, vivere
Certo che esiste un’alternativa! È la cura precoce e non fatta in ospedale quando il quadro clinico è molto più complesso! Sono centinaia i medici italiani che si stanno mettendo a disposizione dei pazienti di tutta Italia con risultati eccellenti di riuscita delle terapie! Basti pensare al Movimento Ippocrate o al gruppo Terapia Domiciliare Covid 19. È grazie a questi professionisti che si sono risparmiate numerose ospedalizzazioni attraverso un intervento domiciliare tempestivo e ben ragionato.
La Covid-19 quindi si può curare attraverso linee guida e protocolli che di certo si discostano dalla “vigile attesa e paracetamolo” che è stato ripetuto a mo’ di mantra per vario tempo… troppo! È incomprensibile come, a oggi, dopo più di un anno di pandemia e dopo numerose testimonianze che dimostrano l’efficacia di queste cure, non ci siano ancora protocolli ufficiali unificati su tutto il territorio Nazionale. È sconvolgente, per non dire vergognoso, il fatto che la diffusione di queste linee guida, che si basano sull’uso di farmaci facilmente reperibili, poco costosi e soprattutto, ampiamente conosciuti e utilizzati su larga scala da anni, vada a rilento e venga persino ostacolata e impedita!
La cura c’è eccome ed è questo il concetto da rendere familiare alle persone. Così come dovrebbero divenire virali le informazioni per tutti i medici di base in modo tale da consentire loro una gestione più tempestiva e idonea anche nelle situazioni di emergenza.
Mettiamo a disposizione i link di alcuni gruppi di medici che seguono i pazienti a domicilio e di un breve video con qualche dato. Giusto per dimostrare ciò che si può ottenere semplicemente servendosi di farmaci sicuri perché conosciuti da tanto tempo ed economici… buona visione!
- Cosa chiedete in concreto? Quale è l’obiettivo del vostro gruppo?
Riconoscendo la libertà di scelta riguardo alla vaccinazione chiediamo che venga rispettato il nostro dissenso riguardo a questi vaccini non adeguatamente sperimentati e testati. Per prudenza e non per principio, riteniamo di non doverci sottoporre, da cavie, a questo esperimento di massa.
Scelta che, a nostro avviso, non contrasta con la deontologia della nostra professione in quanto rivendichiamo il sacrosanto diritto di proteggere la nostra salute dalle reazioni avverse, peraltro in buona parte sconosciute, e dagli esiti fatali che purtroppo si sono verificati.
Come potremmo tutelare la salute delle persone se non sapessimo tutelare, innanzitutto, la nostra?
Urge una seria riflessione su questo problema, spesso affrontato sovvertendo la realtà delle cose e accusando il personale sanitario di essere pavido e di costituire un pericolo per la collettività se non si vaccina, quando è esattamente il contrario.
Il nostro dissenso costituisce invece un’azione importante, a protezione di una possibile estensione dell’obbligo vaccinale all’intera popolazione.
Situazione, che, temiamo, si potrebbe verificare.
Pertanto è importante sollecitare un dibattito, serio, non ideologico sulla questione dei vaccini, anche nel nostro gruppo.
Sappiamo, peraltro, che la sperimentazione del vaccino anti-covid sui bambini è iniziata anche in Italia. Riteniamo che questa scelta terapeutica sia meritevole di opportune riflessioni.
Altrettanto importante è effettuare un’analisi accurata delle cure domiciliari che possono essere prestate ai pazienti, a partire dalle prime fasi della malattia affinché la popolazione venga adeguatamente informata; la somministrazione delle stesse infatti riduce fino ad azzerare, o quasi, il rischio di ospedalizzazione.
E’ bene che le persone sappiano che di Covid si guarisce, anche attraverso la comunicazione dei vari protocolli seguiti dalle organizzazioni di medici che si sono volontariamente costituite.
- Quali saranno quindi le vostre prossime iniziative? Siete collegati ad una rete di gruppi simili a livello regionale e nazionale?
Ci sono tanti gruppi locali e regionali che si sono creati in seguito al Decreto del 1 Aprile. Partecipano Operatori sanitari di tutte le categorie, Medici e Avvocati. Le nostre iniziative dipenderanno dall’andamento della situazione ma sicuramente uno dei principali obiettivi è quello di fare chiarezza e diffondere le informazioni nel modo più ampio e capillare possibile. Oggi è un problema che tocca la nostra categoria ma a breve lo sarà anche per altri settori, e ambiti; basti pensare alla proposta del Green Pass per lo spostamento tra Regioni e il coprifuoco alle 22 fino al 31 luglio 2021. Ogni settimana ci sono manifestazioni, incontri, sit in in tutta Italia, a testimonianza che il malcontento è davvero diffuso. Nel nostro piccolo cercheremo di mettere in atto tutto il possibile per fare rispettare i nostri diritti fondamentali. Per uscirne sani, salvi e rispettati.




Buongiorno,
vorrei sapere come poter partecipare ad iniziative di questo gruppo, sono assolutamente d’accordo con quanto letto sopra.
Grazie mille Patrizia
Buonasera Patrizia, ho un indirizzo mail mirato a cui potrà scrivere per avere ulteriori informazioni in merito al gruppo:
piacenzafree@protomail.com
grazie
Si’, anche io vorrei sapere come partecipare a questo Gruppo Piacenza Free. Grazie mille
Puo’ scrivere all’indirizzo piacenzafree@protomail.com
grazie
Vorrei far parte del gruppo. Sono un’insegnante.
Buonasera, può scrivere a piacenzafree@protomail.com
grazie
Mi farebbe piacere partecipare. Grazie