Su internet la presenza di datori di lavoro discutibili – alias vermoni conclamati – è veramente consistente.
Gli annunci fregatura probabilmente esistono dall’inizio della storia dell’annuncio, ma è avvilente il fatto che uno non solo debba sbattersi per trovare un impiego, ma anche stare attento per tutelarsi da certi impostori. Fortunatamente questi vengono quasi subito smascherati da recensioni online o da pagine create appositamente per individuarli.
Qui di seguito vi racconto qualche mio incontro ravvicinato col famigerato annuncio farlocco:
- Il “porta a porta” mascherato
Piacenza. CERCASI personale dai 25 ai 54 anni da inserire in azienda di import/export per diverse mansioni. Mi presento al colloquio come concordato. Entro in questa stanza completamente spoglia tranne una scrivania, qualche sedia e una segretaria (e già si sente puzza di impostore) che mi fa aspettare qualche minuto e poi mi fa entrare nel locale adiacente. Stessa situazione arredamento, ma questa volta ad accogliermi c’è un soggetto in giacca e cravatta che inizia a parlare a raffica dicendomi che domani posso fare un giorno di prova, che mi affiancheranno a uno dei loro migliori collaboratori che mi mostrerà cosa devo fare, ecc. Non mi fido e appena arrivata a casa mi documento e trovo questo:
Chiaramente li ho bidonati con gioia per il giorno di prova.
- La formazione a pagamento
Qualche furbacchione vi proporrà dei corsi di formazione a pagamento – solitamente dicono che poi saranno seguiti da tirocini retribuiti o da assunzioni certe.
Non esiste, perché dovrei pagare per lavorare???
- Il sotto-pagamento
Dicono che non abbiamo voglia di lavorare, che rifiutiamo le offerte di lavoro. Ma prendiamo ad esempio il lavoro di hostess/promoter (che svolgo ogni tanto e forse dopo questo articolo mai più). Otto ore in piedi in un supermercato, più una di pausa pranzo, a molestare i clienti del supermercato. Compenso? 40-50 euro al giorno nelle città del nord Italia e 25-30 euro al sud. Ah dimenticavo, il frusciante lo incassi dopo TRE MESI.
- Il teatrino dello spettacolo
Milano. Fomentata da un mio compagno di classe che era stato preso per una pubblicità della Vodafone – non quella con Bruce Willis in astinenza da fibra ottica – penso, dai al massimo una delle cose peggiori che mi può capitare è che mi facciano fare lo spot dell’assorbente o che mi travestano da fermento lattico che corre.
Seriamente intenzionata a entrare nel mondo della pubblicità, con la speranza di essere discrimina per lo spot di Actimel in quanto donna -mi incammino alla volta della famigerata 4MODEL, un’agenzia che avevo reperito non mi ricordo neanche come.
Completamente in buona fede, attendo il mio turno in una sala con personaggi dello spettacolo appesi alle pareti (cioè, le foto, non Iva Zanicchi attaccata per la collottola) in compagnia di aspiranti attori e modelli.
Ad un certo punto mi fanno entrare in questa stanza e una sciura inizia a farmi delle domande inutili sul mio carattere e dice di camminare avanti e indietro. Ad un certo punto sento la parola 1000 euro. Mi si illuminano gli occhi, ma tendo le orecchie. “Sì, il book fotografico costa 1000 euro”. Ah! Va bene! In questi casi sei tu a dire “Le farò sapere!”.
In sostanza, è un mondo crudele. Comunque dopo queste simpatiche perdite di tempo ho iniziato a farmi l’occhio sul farlocco (fa anche rima) e la pellaccia dura sulla fregatura (mò basta però).
Informarsi sempre! Se lo fate prima del colloquio evitate di perdere tempo, ma anche dopo va bene.
La sòla è in agguato. Keep calm & f**k the imposter.






